Genocidi s.p.a.

 
 

Che cosa hanno in comune Pablo Neruda, il più grande poeta cileno del XX secolo, con Martin Scorsese, regista di fama italoamericano? Entrambi hanno affrontato il tema dei genocidi delle minoranze native da parte degli occidentali. Neruda, benché letterato di lingua spagnola, si identificava con il popolo degli Araucani, meglio conosciuto come Mapuce, di cui si riteneva discendente e che fu in gran parte sterminato dai conquistatori spagnoli, mentre l’ultimo film di Scorsese parla del popolo degli Osage, stanziato in Oklaoma, che per un breve periodo si arricchì grazie alla scoperta del petrolio nei terreni della loro riserva, ma che si attirò le mire di anglosassoni senza scrupoli. Il film che parla di questa storia vera s’intitola “Killers of the flower moon”. La frase: “è più facile che un bianco finisca in prigione per aver preso a calci un cane, che non per aver ammazzato un indiano”, estrapolata dal film, è una spietata sintesi del razzismo che permeava la mentalità dei bianchi degli inizi del XX secolo. Erano gli anni in cui il Ku Klux Klan faceva sfilate nelle strade delle città del sud degli Stati Uniti con i suoi membri a viso scoperto e ad essere vittime della ferocia anglosassone furono indifferentemente negri e indiani, fino a giungere, in rari casi, anche ad alcuni italiani, linciati per puro odio razziale. 

 

 

Mentre i Mapuce furono sconfitti dagli spagnoli con armi bianche e da fuoco, nel film di Scorsese i criminali bianchi, interpretati da due attori d’eccezione, Di Caprio e De Niro, usavano per lo più il veleno, aggiunto al whisky, se non addirittura alle medicine con cui medici corrotti dicevano di curare i nativi indiani. Il minimo comun denominatore di tali genocidi è l’avidità, riguardante il petrolio, nel caso degli Osage e le risorse minerarie, a cominciare dal salnitro, nel caso dei Mapuce. Per quanto riguarda Gaza, le mire sono di tipo speculativo, poiché è già stato annunziato dal governo criminale israeliano che la spiaggia dovrà diventare un centro turistico balneare di lusso, sul genere della Riviera romagnola. Se poi andiamo a vedere le caratteristiche che spagnoli, WASP (white anglo saxon protestant) e sedicenti ebrei, hanno dal punto di vista genetico, scopriamo che sono indoeuropei, ovvero ariani o caucasici che dir si voglia. E’ la nostra stessa razza, che si candida ad essere la più spietata esistente su questo pianeta. La più spietata anche dal punto di vista storico, forse solo eguagliata, talvolta, da razze asiatiche estremo orientali che, in fatto di ferocia, pur’esse non scherzano. Noi moderni, grazie a registi, artisti, romanzieri e letterati, almeno ne abbiamo coscienza e questo ci facilita nel caso in cui volessimo pentirci e chiedere scusa agli interessati. O ai loro discendenti, se ne esistono ancora. Le scuse: meglio tardi che mai!


Commenti

  1. Niente da dire su Neruda , ma che Hollywood e i suoi sacerdoti diano il bastone e la carota è una cosa che mi ha già stancato da tempo.

    Nel senso che , in sottofondo , passa sempre il messaggio della supremazia morale dell' occidente , che è capace di orribili nefandezze ma anche di riconoscere a posteri le colpe e fare esercizio di espiazione con esibizioni teatrali emotivamente coinvolgenti.

    Troppo comodo così ...

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