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La faina non si fida

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Ultimamente, non ho fortuna con le fototrappole. Una non è entrata in funzione per niente, l’altra mi mostra un paio di topolini che si avvicinano alla “scena del delitto”, ma che fuggono subito, spaventati dalla luce accesasi improvvisamente. Alla fine, si vede il muso di una volpe che si porta via il bocconcino prelibato, una fagiana frollata, di quei fagiani d’allevamento che in questi giorni i cacciatori liberano nei campi per soddisfare il loro gioco di tiro al bersaglio. Ma prima della volpe si è avvicinata una faina ad ispezionare la fonte dell’odore cadaverico che percepiva nell'aria. Anche lei ha fatto una...toccata e fuga, senza fermarsi troppo a lungo e dimostrando una certa salutare diffidenza. Giustamente, la loro intelligenza istintiva gli fa sempre sospettare qualche trappola, ma è stata la volpe, poi, a portarsi via la fagiana, confermando il detto: “Chi non risica, non rosica”.

La ballerina di Paularo

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  Nelle piazze delle città italiane, tra i tavolini dei bar all’aperto, si aggirano i piccioni, salendo a volte anche sui tavoli stessi. La stessa cosa fanno i passeri. I gestori dei locali ove ciò avviene fanno di tutto per allontanarli, chiedendo ai clienti di non dare assolutamente cibo ai volatili. A poco serve tale misura, perché ormai gli uccelli hanno capito che bazzicando quei tavolini qualche briciola si trova sempre. Nelle città di mare i gabbiani si mostrano così ardimentosi da togliere addirittura il cibo di bocca agli avventori di bar e ristoranti. Siccome l’Italia è un paese barbaro, le amministrazioni comunali intervengono spesso ingaggiando i cacciatori per fare strage di piccioni, piuttosto che di passeri, che stanno diminuendo di numero, o di gabbiani, ma altri Comuni hanno predisposto mangiatoie con granone arricchito di sostanze contraccettive, allo scopo almeno di ridurre il numero dei colombi cittadini. A Paularo, località turistica montana in prov...

Regni nascosti

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  E’ il loro regno. Le anse tranquille e ombrose dei fiumi, i bordi calmi dei laghi, le lagune salmastre e deserte. Si chiamano uccelli acquatici e si nutrono di molluschi, insetti e nutrimento vegetale. Passano il tempo in attività ludiche, combattendo fra maschi, accoppiandosi, allevando la prole e ovviamente cercando il cibo. Fanno una vita felice, almeno fino a quando non incontrano qualche predatore, che per le gallinelle d’acqua è praticamente solo l’essere umano, anche sotto forma di incidente automobilistico, mentre i germani reali possono cadere vittime delle volpi e, più raramente, dei falchi pellegrini. Nel video ho contato almeno tre gallinelle d’acqua e cinque germani reali. A causa della scarsità di luce non sono in grado di dire se erano maschi o femmine, distinguibili grazie al dimorfismo sessuale, ma a me sembrano tutte femmine. Sono simpaticissime quando immergono la parte anteriore del corpo lasciando inverecondamente scoperta quella posteriore. Lo fanno tutti g...

Il guardone

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  Ci sono uccelli che trovano il cibo nell’acqua, e sono perciò detti acquatici, come le folaghe, e ci sono uccelli che trovano il cibo vicino all’acqua, e sono detti genericamente terrestri, come i merli. Poi ci sono roditori che trovano il cibo nell’acqua, o nei pressi, in quanto vegetariani, come le nutrie, e ci sono roditori che trovano il cibo vicino all’acqua, come i ratti, i topi campagnoli e, un po’ più lontano dall’acqua, le arvicole. In questo piccolo tratto di fiume condividono lo stesso territorio di pastura le folaghe, le nutrie e i merli. Nel prossimo video vedremo anche ratti e germani reali. La fototrappola, legata ad un albero ripariale, non ha recato loro alcun disturbo e noi possiamo assistere alle loro faccende quotidiane, che cominciano appena sorge il sole. E’ un po’ come essere dei guardoni. Tuttavia ciò significa entrare nella natura in punta di piedi, anzi non entrarci affatto, perché sul posto lasciamo solo un piccolo magico marchingegno che v...

Il pelaghetto

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  Nella novella “Il Varmo”, Ippolito Nievo descrive lo scorrere libero del fiume che serpeggia tra prati e campi e che talvolta “ prepara bagni e pelaghetti ai beccaccini ed agli anitrocchi ; e poi come stanca di libertà [la corrente] consente esser serrata da un burroncello, e n'esce gorgogliando”. La parola “pelaghetto” mi fa impazzire. Di solito, per pelago s’intende il mare, ma qui è riferito a un piccolo fiume di pianura che crea anse, ristagni d’acqua, dove gli uccelli acquatici si fermano volentieri. Io ne ho trovato uno, di questi pelaghetti, ma non sul fiume Varmo, bensì sullo Stella. Il mio pelaghetto segreto non ha registrato la visita di qualche beccaccino ma di alcune gallinelle d’acqua , mentre in un prossimo video compariranno anche gli...”anitrocchi”. Una sola considerazione mi preme rilevare: la gallinella d’acqua in Italia è specie cacciabile, ma quando un rozzo cacciatore uccide un volatile così aggraziato e leggiadro, non uccide solo un essere vivente, parte in...

Faina scostumata

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    Quando sono andato a recuperare la fototrappola, ho notato che dentro il vassoio in cui avevo messo l’esca per i caprioli, c’erano delle deiezioni, ma non ci avevo fatto troppo caso. Una volta arrivato a casa, il video mi ha mostrato il responsabile: una faina che sembra avesse in mente di fare solo quello. E nient’altro. L’esca è un sale attrattivo al gusto di mela , adatto per caprioli, cervi e cinghiali. Ce n’è anche di altri gusti: castagna, prugna e noce. Una confezione già aperta mi fu regalata qualche settimana fa nel negozio dove ho comprato la fototrappola, da un’impiegata che vi lavora e che ha anche lei la passione di filmare gli animali selvatici. Sapevo che le volpi depositano i loro cataboliti solidi sopra le pietre e altre sporgenze del terreno, per marcare il territorio, ma non avevo idea che lo stesso comportamento venisse adottato anche dai mustelidi. L’odore di mela, inusuale per quella zona, deve aver spinto il soggetto a contrassegnare il ...

Merli separati in casa

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  E’ lo stesso posto dove pochi giorni fa ho ripreso lo sciacallo dorato, attirato dall’odore di un capriolo in putrefazione, che avevo messo come esca dopo averlo trovato morto su una strada asfaltata. Ma una fortuna così, di riprendere uno sciacallo, capita raramente. Stavolta non ho usato esche, ma ho pensato che un piccolo ruscelletto, anzi una pozzanghera, fosse sufficiente per attirare qualche animale. Rane ce n’erano, le avevo viste, ma non compaiono nel video. A farla da padrone è invece una coppia di merli in cerca di cibo, con la femmina che si è data da fare di più, forse perché sente maggiormente la responsabilità di nutrire la covata. Fanno anche una fugace apparizione un ratto, in ore notturne, e una gallinella d’acqua e uno scoiattolo melanico di giorno. Caprioli e faine non pervenuti.

Rane rosse per te

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  Tra la rana dalmatina e la rana di Lataste propendo per la seconda. E’ più diffusa nell’Italia del nord est e vive preferibilmente in pianura, mentre la dalmatina, benché anch’essa si trovi in pianura, può spingersi fino ai 2.000 metri d’altitudine. Da un paio di mesi ho messo una serra in nylon sul lato nord della casa ma, a causa della grande calura che abbiamo avuto di recente, sono tuttora costretto a tenere la porta spalancata, perché altrimenti le piante in vaso cuociono. In pieno giorno infatti, la temperatura al suo interno, con la porta chiusa, supera i 50 gradi. La rana del video, comunque, era all’esterno. Quest’anno non ho visto ricci, ma è meglio così perché uno dei miei cani, il bulldog francese, appena di notte ne incontra uno nel cortile, non può fare a meno di attaccarlo e, quasi sempre, ucciderlo e mangiarlo. Sul davanti della casa, ovvero dove batte il sole per più ore al giorno, sotto l’albero di alloro, ho un laghetto artificiale di 750 litri, s...

Gli animali selvatici sono a proprio agio

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  Mi verrebbe da pensare che siano una madre di capriolo con il suo cucciolo, ma le dimensioni mi sembrano identiche e quindi potrebbero essere due femmine adulte. Forse però a metà luglio i nuovi nati sono già grandi quanto la madre, anche se di solito sono due i cuccioli che vengono messi al mondo. Dal comportamento rilassato si capisce che in questa zona, denominata “Natura 2000”, non sono minacciati dai cacciatori, ma fuori di qui, nei campi circostanti, è pieno di altane. Del resto, al di là delle dichiarazioni di parte secondo cui la caccia è una passione, fatta di albe incantate, dell’aria frizzantina del mattino e dei variopinti tramonti, in compagnia del fedele amico a quattro zampe, la carne di capriolo è ben quotata sul mercato necrofilo dei cadaveriani e in tutti i ristoranti della zona è possibile mangiare capriolo con polenta. Io mi chiedo, forse ingenuamente, ma se si facesse vedere ai clienti questo breve filmato che mostra la grazia dei movimenti e la bellezza di a...

La zucchina come strumento politico

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  A un post di Giovanni Storti che parlava del trattato di non proliferazione sul nucleare, che nessuno vuole firmare, né gli USA, né la Russia, né la Cina, un utente gli ha detto: “Scrivi tu a Trump, magari mandandogli uno dei tuoi video su come coltivare i pomodori”. Al che ho commentato che, se ciascuno si crea la sua realtà, USA, Russia e Cina possono fare quello che vogliono, perché le bombe nucleari per me non esistono. Esistono invece le zucchine che ho raccolto stamattina in serra e che, sebbene di piccole dimensioni, cucinerò in umido. La mia provocatoria presa di posizione non è peregrina, poiché potrebbe darsi che tutte le notizie che ci raggiungono, e che ci fanno star male, ci siano recapitate di proposito, volutamente, proprio allo scopo di cancellare in noi ogni speranza, di avvilirci, abbassandoci le difese immunitarie, situazione propedeutica alla vendita di farmaci da parte delle industrie farmaceutiche.   

Dieci cipolle

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  “Dieci ragazze per me posson bastare” , cantava Lucio Battisti nel 1969. Dieci cipolle per me possono bastare, per ora, considerato che per la prima volta da quando cinque anni fa ho cominciato a fare l’orto ho ricavato questo piccolo raccolto con grande soddisfazione, con sette cipolle di dimensione normale e tre più piccole. Negli anni scorsi sbagliavo qualcosa, perché probabilmente l’acqua con cui le innaffiavo non faceva altro che indurire il terreno, impedendo ai bulbi di espandersi. Stavolta, le piantine hanno ricevuto acqua ogni giorno, ma il bulbo è cresciuto fuori dalla terra, ciascuna in un suo vaso, in un orto rialzato come sono solito fare con tutti gli ortaggi. Non sono cresciute in serra, ma all’aperto, perché in serra non avevo posto dato che ho preferito privilegiare le insalate. Tuttavia, sto avendo problemi di surriscaldamento, anche tenendo la porta spalancata. Credo che dipenda dal gran caldo anomalo di questi giorni, perché un mese fa, prima che ...

La disumanizzazione prima del genocidio

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  Gli eventi epocali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, con un’intera nazione dedita allo sterminio di una minoranza, ci fa capire come funziona il meccanismo dei genocidi, sperimentati già molte volte dall’umanità nel corso dei secoli. Per prima cosa va detto che un genocidio può essere attuato solo da uno stato nazionale, ovvero da un’entità organizzata e strutturata con precisi apparati amministrativi. Per disgrazia dell’umanità, tale stato fu fatto sorgere dal nulla nel 1948 e da quella volta non ha mai smesso di compiere stragi e omicidi.   

Ospiti non desiderati

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  Quando si è principianti, l’arte dell’orticoltura è tutto un susseguirsi di tentativi ed errori, di fallimenti e successi. Il successo è quando si ricavano abbondanti raccolti, come nel caso delle insalate, che sono cresciute così rigogliose che ho potuto darne più volte anche alla vicina di casa, una pensionata ottantenne, sulla base dei salutari rapporti di buon vicinato. Il fallimento si ha quando le piante muoiono perché si ignora il miglior modo di gestirle. Un certo numero di piantine di insalata gentilina mi sono morte il giorno dopo averle trapiantate, prima di scoprire che il troppo caldo, che si genera all’interno della serra, può uccidere certe piante delicate. Se si fosse trattato di piante grasse non sarebbe successo, ma io non ho l’abitudine di mangiare piante grasse. Alcune muoiono per la troppa acqua, come mi è successo con due sansevierie , dette anche lingue di suocera, ma le tenevo in camera, non in serra.   

Il giullare nero del bosco

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  Dalle mie parti, bassa pianura friulana, il biacco è presente praticamente solo in forma melanica, per lo meno a giudicare dagli avvistamenti, quando attraversano le strade, e dagli esemplari schiacciati dalle macchine. La stessa cosa succede con gli scoiattoli: c’è una prevalenza di quelli melanici, anche se non mancano quelli rossastri. Perché in queste due specie prevale il melanismo? Probabilmente, in entrambi i casi è una questione genetica, vale a dire che quando biacchi e scoiattoli si accoppiano trovano nel partner i geni del melanismo e questo fa sì che in quel dato territorio siano molto numerosi gli individui portatori del colore nero. Non so cosa succeda altrove a proposito degli scoiattoli, poiché va considerato che nella parte occidentale del nord Italia c’è anche lo scoiattolo grigio, d’importazione americana, ma riguardo ai biacchi la forma melanica non si limita al Friuli, giacché anche in Veneto, e credo in gran parte del nord Italia, il cosiddetto “carbone” è d...

La coppia che vive nel bosco

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    A lui, Chuck Noland gli fa un baffo! Nel film “Cast Away” , Noland si toglieva un dente con la lama di un pattino da ghiaccio, lui se n’è tolti due con una pinza da meccanico. Me li ha anche fatti vedere. L’ho conosciuto due anni fa. Viveva con una donna tailandese più vecchia di lui, ma, sebbene abbiano avuto due percorsi simili, cioè siano stati entrambi cacciati via dai rispettivi coniugi, non sono una vera coppia, perché non si congiungono carnalmente. Lei non vuole. Quando li conobbi vivevano in una tenda, sulle rive del Tagliamento, il quale però, una notte di intense piogge, decise di portargliela via. Loro si salvarono, e anche il gatto, ma la tenda fu trascinata lontano. Avevano all’epoca una macchina grande, dove potevano almeno allungare le gambe, ma che si piantò per strada, senza più dare segni di vita. L’utilitaria gli fu regalata, ma fece pochi chilometri per mancanza di benzina. La piccola roulotte, invece, fu lui a trovarla abbandonata e malco...

Il nome della botanica

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    Come tutti i maschi etero, anch’io non sono insensibile alla bellezza e al fascino femminili, ma quando mi trovo al cospetto di una donna, e questa apre bocca e si mette a parlare, capisco immediatamente se è una donna intelligente e colta, di quella cultura umile e pacata che non ha bisogno di mettersi in mostra, né d i esplicitarsi in modo arrogante e spocchioso come fanno quelle laureate che s’incontrano su Facebook, e che mentre esprimono le loro sentenze, sembra che ti guardino dall’alto in basso, concedendo la loro erudizione a te, misero plebeo non laureato. No, la donna che ho incontrato oggi, durante la solita passeggiata con i cani, era sì, laureata in scienze naturali, nonché specializzata in botanica, ma trasudava quella tranquilla sicurezza del sapere che non ha bisogno d’imporsi sugli...ignoranti.