Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta lavoro

La zucchina come strumento politico

Immagine
  A un post di Giovanni Storti che parlava del trattato di non proliferazione sul nucleare, che nessuno vuole firmare, né gli USA, né la Russia, né la Cina, un utente gli ha detto: “Scrivi tu a Trump, magari mandandogli uno dei tuoi video su come coltivare i pomodori”. Al che ho commentato che, se ciascuno si crea la sua realtà, USA, Russia e Cina possono fare quello che vogliono, perché le bombe nucleari per me non esistono. Esistono invece le zucchine che ho raccolto stamattina in serra e che, sebbene di piccole dimensioni, cucinerò in umido. La mia provocatoria presa di posizione non è peregrina, poiché potrebbe darsi che tutte le notizie che ci raggiungono, e che ci fanno star male, ci siano recapitate di proposito, volutamente, proprio allo scopo di cancellare in noi ogni speranza, di avvilirci, abbassandoci le difese immunitarie, situazione propedeutica alla vendita di farmaci da parte delle industrie farmaceutiche.   

Dieci cipolle

Immagine
  “Dieci ragazze per me posson bastare” , cantava Lucio Battisti nel 1969. Dieci cipolle per me possono bastare, per ora, considerato che per la prima volta da quando cinque anni fa ho cominciato a fare l’orto ho ricavato questo piccolo raccolto con grande soddisfazione, con sette cipolle di dimensione normale e tre più piccole. Negli anni scorsi sbagliavo qualcosa, perché probabilmente l’acqua con cui le innaffiavo non faceva altro che indurire il terreno, impedendo ai bulbi di espandersi. Stavolta, le piantine hanno ricevuto acqua ogni giorno, ma il bulbo è cresciuto fuori dalla terra, ciascuna in un suo vaso, in un orto rialzato come sono solito fare con tutti gli ortaggi. Non sono cresciute in serra, ma all’aperto, perché in serra non avevo posto dato che ho preferito privilegiare le insalate. Tuttavia, sto avendo problemi di surriscaldamento, anche tenendo la porta spalancata. Credo che dipenda dal gran caldo anomalo di questi giorni, perché un mese fa, prima che ...

Ognuno stia con la sua tribù

Immagine
  Io sono sia xenofobo che razzista. Lo dico in tutta sincerità. Ma devo fare alcune precisazioni, per chiarire il mio pensiero. Anzitutto, parto da esperienze empiriche, avendo fatto da autista a “stranieri” negli ultimi otto anni. Voglio però, prima, riportare le definizioni che di tali termini dà l’intelligenza artificiale, che ormai è diventata la nostra guida, il nostro Virgilio quotidiano. Ecco il significato ufficiale: “ Xenofobia : è l'avversione per lo "straniero" in quanto tale, basata sulla percezione di estraneità e sul timore dell'ignoto. Razzismo : è un'ideologia vera e propria basata sulla convinzione che esistano "razze" umane biologicamente superiori e inferiori”  

Ospiti non desiderati

Immagine
  Quando si è principianti, l’arte dell’orticoltura è tutto un susseguirsi di tentativi ed errori, di fallimenti e successi. Il successo è quando si ricavano abbondanti raccolti, come nel caso delle insalate, che sono cresciute così rigogliose che ho potuto darne più volte anche alla vicina di casa, una pensionata ottantenne, sulla base dei salutari rapporti di buon vicinato. Il fallimento si ha quando le piante muoiono perché si ignora il miglior modo di gestirle. Un certo numero di piantine di insalata gentilina mi sono morte il giorno dopo averle trapiantate, prima di scoprire che il troppo caldo, che si genera all’interno della serra, può uccidere certe piante delicate. Se si fosse trattato di piante grasse non sarebbe successo, ma io non ho l’abitudine di mangiare piante grasse. Alcune muoiono per la troppa acqua, come mi è successo con due sansevierie , dette anche lingue di suocera, ma le tenevo in camera, non in serra.   

L’ortaggio misterioso

Immagine
Un signore che conobbi sul volo per il Madagascar nel 2006 mi dà spesso del “pirla”, sia nella vita reale in quel periodo in cui ci siamo frequentati sulla grande isola australe, sia nel mondo virtuale di internet. Lo fa in maniera amichevole, per non dire affettuosa, e quindi non mi sento minimamente offeso. Pur abitando a Pavia, gravita nell’area linguistica di Milano, per cui l’uso di tale parolina è caratteristico di entrambe le città. Noi, in Veneto e Friuli diciamo “mona”, che ha lo stesso significato di stupido, ma dal punto di vista anatomico è l’esatto contrario di “pirla”. Questo per dire che, data l’importanza di come ci vedono gli altri, e tenendo conto che non ci si deve far troppo condizionare dal loro giudizio, a volte mi capita di pensare che, in certe situazioni in cui mi sento particolarmente imbranato, sono effettivamente un...”pirla”.   

Incontri prima di colazione

Immagine
  La mattina, prima di colazione, e a volte anche dopo, faccio lavori nell’orto. Innaffio piante, sposto vasi, trapianto piantine in vasi più grandi, taglio erba con le apposite forbici, metto l’acqua nella vaschetta per le tartarughe (l’insalata gliela do a metà mattina, quando sono sveglie). Spesso trovo orbettini sotto cumuli di fieno, ma stavolta è toccato a una lucertola. In verità, nel mio terreno ce ne sono poche, ma anch’esse, come le tartarughe, hanno bisogno di termoregolarsi, dopo il freddo notturno, solo che ci mettono meno tempo. Anzi, sembra quasi che non abbiano bisogno del sole per svegliarsi completamente, per lo meno quella che ho trovato io. Ho tolto di mezzo un’asse marcita da destinarsi al caminetto p.v. e sotto, oltre a formiche e forbicine, c’era questo piccolo sauro. Se quelle poche lucertole che ho in giardino mangiassero le lumache, sarebbero una benedizione, ma temo che siano altre le loro prede. Quello è compito di ricci e rospi, ma i primi corrono risch...

E’ cominciato il famoso Risveglio?

Immagine
  Personaggi: la donna della bibliocabina; la ragazza del consorzio agrario; l’uomo del camioncino della frutta. LA DONNA DELLA BIBLIOCABINA Ce n’è solo uno che m’interessa: “Dal big bang ai buchi neri” . Sto per prenderlo, ma c’è una donna fuori dalla bibliocabina, ferma in piedi, che mi guarda. Esco e le cedo il posto. E’ un viso noto. - Ecco, è tutta sua – le dico. - Ah, non si preoccupi, faccia con calma - mi risponde. Attraverso la porta aperta, afferro il libro, lo apro davanti a lei e vedo che le pagine si staccano dal dorso. - Io li pulisco, ma qui prendono umidità e si rovinano – dice la donna. Ne convengo. - Vada alla COOP, ché sono ben tenuti e soprattutto non li rubano – aggiunge ancora la donna dal viso noto. - Chi è che ruba i libri? - chiedo. - Quelli che poi li rivendono nei mercatini – risponde. - Sta parlando con uno che ha fatto i mercatini per vent’anni – preciso io. - Non voglio dire che sia stato lei, ne abbiamo bec...

Il troglodita internazionale

Immagine
    Due cose so sugli uomini primitivi: che non si sono estinti e che sono diffusi in tutto il mondo, caratterizzando la nostra arrogante specie. Quando le autorità intervengono proteggendo legalmente territori o determinate specie animali, il troglodita lo considera come un affronto personale e si fa bracconiere. Allora, diventa improvvisamente anarchico e rifiuta le imposizioni del governo o delle altre istituzioni. Se il governo gli dice di iniettarsi un siero sperimentale, il troglodita abbassa le orecchie come un cucciolo spaurito e si mette in coda con gli altri trogloditi, ma se il governo gli dice che in una riserva naturale non può cacciare, la prima cosa che fa è imbracciare il fucile e inseguire la selvaggina. E se arrivano i guardacaccia? Per prima cosa bisogna vedere se esistono i guardacaccia, giacché lo Stato è furbo: impone restrizioni, ma non impegna personale adibito a farle rispettare. Quando i guardacaccia esistono, i novelli anarchici scappano...

La sindrome del beagle

Immagine
  Quando i minatori in sciopero, accampati nella scuola intitolata a Domingo Santa Maria , presidente del Cile, videro arrivare l’esercito con carriaggi carichi di mitragliatrici e cannoni leggeri, li accolsero con gioia, perché erano convinti che il governo di Santiago li avesse mandati per risolvere i loro problemi legati allo sfruttamento cui erano sottoposti dai padroni inglesi delle miniere. Non si immaginavano che quelle mitragliatrici erano state mandate lì, agli ordini del generale Roberto Silva Renard , per loro, per costringerli a porre termine allo sciopero e a tornare al lavoro. Era il 21 dicembre del 1907 e la cifra più corretta dei minatori uccisi si avvicina a 2.200, anche se alcuni storici non escludono che si sia arrivati a 3.600, tutti sepolti in fretta e furia in fosse comuni. Fu la strage di lavoratori più grande della storia del sindacato operaio.   

Il metodo Bukowski

Immagine
  Dovendo liberare un angolo del soggiorno, poiché, dopo quattro anni dacché ci abito, mi sono deciso di piazzarvi un caminetto con tanto di inserto in metallo, fra le altre cose sto togliendo due mensole di libri dalle pareti, in vista del sopralluogo che il titolare della ditta specializzata farà prossimamente per prendere foto e misure, onde prepararmi un preventivo. Nonostante la malattia, avevo finito di vedere un video in cui si parla del misterioso Reset di fine Settecento e volevo scrivere un pezzo su quello. Tanto è vero che su un’altra mensola ci sono alcuni libri di Indro Montanelli, facenti parte di una collana di Storia, e volevo sapere se tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento fosse successo qualcosa d riconducibile a una qualche forma di Reset planetario, o almeno che riguardasse questa parte di Occidente, ma lo sgombero delle due mensole in questione mi ha posto fra le mani altri libri che non ho potuto accantonare facilmente e precis...

La coppia che vive nel bosco

Immagine
    A lui, Chuck Noland gli fa un baffo! Nel film “Cast Away” , Noland si toglieva un dente con la lama di un pattino da ghiaccio, lui se n’è tolti due con una pinza da meccanico. Me li ha anche fatti vedere. L’ho conosciuto due anni fa. Viveva con una donna tailandese più vecchia di lui, ma, sebbene abbiano avuto due percorsi simili, cioè siano stati entrambi cacciati via dai rispettivi coniugi, non sono una vera coppia, perché non si congiungono carnalmente. Lei non vuole. Quando li conobbi vivevano in una tenda, sulle rive del Tagliamento, il quale però, una notte di intense piogge, decise di portargliela via. Loro si salvarono, e anche il gatto, ma la tenda fu trascinata lontano. Avevano all’epoca una macchina grande, dove potevano almeno allungare le gambe, ma che si piantò per strada, senza più dare segni di vita. L’utilitaria gli fu regalata, ma fece pochi chilometri per mancanza di benzina. La piccola roulotte, invece, fu lui a trovarla abbandonata e malco...

Gli ariani: brutti, sporchi e cattivi!

Immagine
Tutti i video su y ou tube che parlano delle persone tossiche, da cui bisogna stare lontano, mettono al primo posto coloro che cercano di colpevolizzarci. L’esempio storico più eclatante, di qualcuno che da ottant’anni sta cercando di colpevolizzare milioni di europei sono loro: il sedicente Popolo Eletto. Sono come il prezzemolo in cucina, sono dappertutto, continuamente sulle nostre labbra e nei nostri pensieri. Sono gli Aschenaziti, una sotto - etnia ingombrante che, su questa Terra, ne sta combinando di tutti i colori. Parliamo spesso di loro, e credo che gli piaccia, vanitosi, presuntuosi e arroganti come sono, per non dir di peggio! Hanno anche codificato un metodo astutissimo di lotta: l’Hasbara ! Con essa si sentono autorizzati a mentire a tutto spiano, ad ogni livello, in tutti i sensi e in tutte le salse. Hanno ingaggiato stuoli di disinformatori e di fedelissimi seguaci. Come ci siano riusciti non so, ma ha del miracoloso. Non bast a dire che li pagano, per di...

Cercasi ingegneri cinesi disperatamente!

Immagine
      Una volta eravamo una nazione potente e rispettata. Era l’epoca di Enrico Mattei, di Craxi, di Andreotti. Per spostare l e statue egizie di Abu Simbel , che sarebbero finite sott’acqua, hanno chiamato noi. Eravamo bravi. Poi, i nostri nemici, quelli visibili (inglesi, francesi, tedeschi) e quelli invisibili (ebrei aschenaziti) ci hanno “lavorato ai fianchi”, per usare un’espressione pugilistica, mangiucchiandoci pezzo per pezzo, come fa la mantide con la cavalletta immobilizzata tra le zampe raptorie. Ci hanno svenduto, complici i politici che noi avevamo votato, i vari Amato, Prodi, Scalfaro, ecc. Oggi non contiamo n ulla a livello internazionale e siamo rappresentati da una pescivendola del quartiere romano della Garbatella, che non riesce a fare nien t e di meglio che scodinzolare alla corte di Trump, ricevendo una carezza ogni tanto proprio come si fa con il barboncino di casa. Se c’è da costruire un po n te tra Calabria e Sicilia, rassegn i amoci:...

Le mucche emancipate

Immagine
  Stavo per scrivere un articolo scettico – per non dire cinico - nei confronti di un’azienda agricola particolare del Canton Ticino ma, dopo aver letto la sua storia, cioè quella del suo proprietario, sono giunto alla conclusione che non si tratta di una truffa per accalappiare i gonzi, ma di una realtà meritevole di rispetto e collaborazione. Il focus del discorso è questo: un tizio che per tutta la sua giovane vita ha sfruttato le mucche, ricavandone lat t e e formaggio, improvvisamente subisce una metanoia e smette di man d are mucche e vitelli al macello, come fanno tutti gli allevatori. Smette perché divorato dai sensi di colpa, poiché evidentemente quello non era il suo mestiere, gli mancava il requisito più importante per un allevatore: il cuore di pietra. Mi viene in mente che un professore universitario delle mie parti, molti anni fa, scrisse una poesia in cui parlava di una mucca che per tre giorni muggiva disperata dopo che le avevano tolto il vitello. Da notare che, o...