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Visualizzazione dei post con l'etichetta antropocentrismo

Incomunicabilità profonda

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  Avevo scelto alcune frasi dei cacciatori, insieme a quello che avevo loro risposto, ma il risultato era di uno squallore desolante, per cui ho lasciato perdere. Mi limito a riportare un botta-e-risposta tra me e uno di loro, tale Dino Pardini, che non si capacitava del modo di ragionare, diverso e opposto, che gli animalisti hanno rispetto a lui e ai suoi colleghi. Era un modo per gettare un ponte tra noi e loro, aprire una finestra di dialogo, offrire una sponda per capire quanto è vasto il mondo e come non esista un pensiero unico, il loro, ma si possa vedere la natura e gli animali sotto un’altra angolazione, e non attraverso il mirino di un fucile. Mi sono aperto con una piccola confessione, un aneddoto di vita vissuta, ma ne ho ricevuto “pesci in faccia”, come si suol dire. Nel ricordarvi che “Me ne frego!” era uno slogan del Ventennio fascista, vi riporto questo mio breve scambio di battute.

La caccia è impura

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    La caccia è un’attività escrementizia, non solo perché le vittime terrorizzate dei cacciatori si liberano del contenuto degli intestini nel momento in cui stanno morendo, ma anche per l’abitudine che hanno i cacciatori di montagna di eviscerare i cervi e i caprioli dopo averli uccisi, al fine di renderli più leggeri senza la massa degli intestini, per portarli a valle in spalla o anche semplicemente per caricarli sui loro potenti fuori strada. I cacciatori sono esperti di escrementi perché sono essi stessi degli escrementi umani, fatti della stessa materia, scarti di lavorazione, automi senz’anima, fantocci deambulanti senza coscienza, robot bio-organici fatti diventare bio-regolatori, figli di Nimrod, il grande cacciatore della Bibbia. I cacciatori hanno dunque grande dimestichezza con i cataboliti intestinali e anche sui social vi fanno spesso riferimento. Sapendo di essere in torto sul piano della coscienza, molti cacciatori, nel confrontarsi con chi dissente dalla loro...

La disumanizzazione prima del genocidio

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  Gli eventi epocali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, con un’intera nazione dedita allo sterminio di una minoranza, ci fa capire come funziona il meccanismo dei genocidi, sperimentati già molte volte dall’umanità nel corso dei secoli. Per prima cosa va detto che un genocidio può essere attuato solo da uno stato nazionale, ovvero da un’entità organizzata e strutturata con precisi apparati amministrativi. Per disgrazia dell’umanità, tale stato fu fatto sorgere dal nulla nel 1948 e da quella volta non ha mai smesso di compiere stragi e omicidi.   

Divieti e pallottole

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    Viene scoperto un cane a Vittorio Veneto, affetto da rabbia, e le autorità sanitarie decidono di abbatterlo. Una cornacchia in fase di riproduzione su un’alberatura stradale a Pordenone difende i suoi pulli dai passanti, cioè da coloro che considera una minaccia, e il sindaco decide di farla abbattere. Qualche decina di mucche vive allo stato brado sui monti Lucretili , che tra l’altro sono anche parco regionale , e il direttore del parco decide di farle abbattere da un cecchino laureato in veterinaria.   

L’assassino sorridente

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  Sarà perché sono un suprematista bianco, disarmato e pacifico, ma non tutte le razze e i popoli hanno raggiunto lo stesso livello di civilizzazione. Le religioni hanno impedito tale processo ed è per questo che il cristianesimo si sta dimostrando superiore alle altre religioni, non perché sia nato superiore all’islamismo, al giudaismo o all’induismo, ma perché è morto e la sua superiorità sta tutta qui. Quando si dice che Dio è morto, e lo abbiamo sentito dire solo in ambito cristiano, non giudaico, non islamico, non induista, né buddista, stiamo dicendo che le forze laiche del pensiero e del raziocinio hanno prevalso e fatto sì che le baggianate del cristianesimo finiscano nel dimenticatoio, anche se tale processo non si è ancora concluso. Se a far morire il cristianesimo è stata la massoneria, a me poco importa, l’importante è che le favole vengano riconosciute come tali e non come verità sacrosanta.  

Lecito o non lecito, questo è il dilemma

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  Sospetto che sia un Troll. Si fa chiamare Tony Hannah , ma in ogni modo mi ha posto le seguenti obiezioni: “Se uno vuole andare a caccia avrà il diritto di farlo? Se uno vuole mangiare la carne avrà il diritto di farlo? Etc etc”. Al che, di getto, gli ho risposto: “Etc etc...se uno vuole violentare una donna avrà il diritto di farlo? Se uno vuole avere rapporti sessuali con un bambino avrà il diritto di farlo? I codici penali sono stati scritti per quello, cioè per porre un freno alla prepotenza degli uomini, altrimenti avremmo quella che da sempre si chiama "legge della giungla". Tutto può essere fatto, se esiste quella cosa chiamata libero arbitrio, ma non tutto è eticamente accettabile. Si può andare a caccia o in guerra, si può mangiare carne umana o animale, ma al di là delle eventuali punizioni stabilite dai codici, quello che fai ti qualifica per quello che sei. Vuoi avere rapporti sessuali? Lascia stare animali e bambini e trova una persona adulta e...

Le religioni di pace

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    In Arabia Saudita condannano alla decapitazione quegli etiopi che, ivi trasferitisi per cercare lavoro, vengono considerati consumatori di droga, reato punito con la pena di morte, solo perché mangiano la foglia di una particolare pianta, come si usa nelle loro terre. I numeri delle persone decapitate ogni anno è elevato.  

L’effetto Serra

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  La morte del cagnetto Rambo, per cause naturali, addolorò il suo proprietario, Fulvio Grimaldi, ma non se ne trova traccia su internet. Anche la morte del cagnetto Osso addolorò il suo proprietario, Michele Serra, ma gli provocò pure un accesso di rabbia verso i lupi che, a suo dire, gliel’avevano sbranato. In questo caso, si trova molto materiale su internet perché il tema è caldo. Il giornalista Michele Serra afferma che sia suo diritto lasciare che i suoi cani vaghino liberi in natura, mentre per legge in linea di principio i cani dovrebbero sempre stare al guinzaglio, in città per evitare che finiscano sotto le macchine o che attacchino altri cani, in campagna perché non disturbino la fauna selvatica. Il diritto di lasciarli liberi in campagna, come affermato dal signor Serra, mi ricorda i cacciatori che dicono di esercitare il diritto di caccia, mentre per legge la fauna selvatica è di proprietà dello Stato, che concede loro il privilegio, dietro pagamento, di ...

Anche le femministe sbagliano

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  Quando seguo le discussioni sui social riguardanti lupi e orsi, trovo che si è creata una spaccatura tra cultura rurale e cultura metropolitana. Non è una novità, ma un fenomeno che esiste da decenni. Da una parte abbiamo una mentalità cittadina che prende le difese della natura, ovvero di lupi e orsi, e dall’altra una mentalità campagnola o montanara che vorrebbe imporre il dominio umano su tutte le specie selvatiche che entrano in conflitto con gli interessi dei contadini, degli allevatori e di chiunque ragioni in termini antropocentrici. L’abisso tra i due mondi sembra incolmabile e ciascuno, posto di fronte ad un determinato problema, sceglie da che parte stare, sulla base della propria cultura, educazione e sensibilità.  

La protezione dei minori

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  Per proteggere il proprio figlioletto, un pugliese trapiantato a Udine ha gettato da un’altezza di quattro metri il cane del vicino, che si stava avvicinando scodinzolando. Il cagnetto è morto sul colpo, si chiamava Pepe. Il nome del troglodita è Alberto Troccoli e mi auguro che su di lui si scateni prima o poi il giusto e doveroso karma. Per proteggere tre minori figli di una coppia straniera, che viveva in modo non convenzionale, i giudici hanno pensato bene di toglierli ai genitori, facendo una atto di forza sulla base del dittatoriale principio: “Colpiscine uno per educarne cento”. Per proteggere un minore di 17 anni che come sport aveva scelto la boxe e che ha ucciso con un pugno mortale un uomo a Massa Carrara, i giudici hanno ordinato alla stampa di non divulgare il suo nome, tralasciando il fatto che alla scena del brutale pestaggio era presente un minore di 11 anni, figlio della vittima, il quale si porterà dietro tutta la vita il trauma di aver visto suo padre assas...

Dio ci salvi dall'Islam!

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    Non è mancato chi in questo post ha visto un’espressione di razzismo. Io ho troncato subito la discussione con un utente di tal genere, perché non mi piace parlare con i fanatici, che sono impregnati di ottusa ideologia. Stabilito che le religioni servono unicamente come stampella morale per gli individui e che storicamente hanno svolto una funzione di controllo delle masse, non vedo cosa ci sia di sbagliato nello stilare una graduatoria delle meno peggio e di quelle che danno un contributo positivo alla vita delle persone. Al primo posto metterei il buddismo, se solo fosse una religione, ma è più una filosofia, benché alcuni buddisti seguano una prassi liturgica come la recitazione dei mantra e indossino abbigliamenti che li contraddistinguono. Subito dopo metterei il giainismo, se solo esistesse ancora, ma temo si sia estinto. In India, sua patria d’origine, esistono solo i templi, ma il numero dei praticanti sembra essere davvero esiguo. Sempre in India è n...

Uno sguardo cattivo

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  Non ricordo se Fabio Cassola , nel capitolo “Naturalisti calibro 12”, del libro “La caccia in Italia”, o Gianni Rodari, in una delle sue favole, descrivono un naturalista che sa tutto sugli uccelli, per filo e per segno, come si chiamano in latino, cosa mangiano, dove e quanto vivono, quali sono le loro rotte migratorie e poi, quando si apre la stagione della caccia, pim pum! Non se ne fa scappare uno! Purtroppo, figure di tal fatta non si trovano solo nelle favole, ma anche nella realtà. Sono laureati in scienze naturali, trovano lavoro come agronomi, se non addirittura come professori universitari, ma guai a toccargli la loro sadica passione per la caccia. Ci sono anche preti cacciatori, come pure veterinari. Ebbene, navigando su Facebook, sono incappato in uno di questi, un certo Giuliano Milana , che inizia scrivendo che quella degli animalisti è una fede religiosa, che è andata a scalzare il millenario antropocentrismo di matrice cattolica. A parte il fatto ch...

X animals

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    In ogni film che si rispetti ci deve essere chi faccia la parte del cattivo. In genere, l’attore che deve interpretare tale ruolo viene scelto fra quelli che hanno una faccia da brutto ceffo. Peter Strauss , per esempio, non fu mai scelto per tale ruolo perché aveva una faccia da bravo ragazzo. Nel film in oggetto, “ Animal Kingdom ”, non c’è un singolo attore cattivo, ma uno collettivo, ovvero una categoria di uomini che maneggiano armi, quali sono i cacciatori, odiatissimi dalla gente e amati credo solo da chi ha una mentalità violenta e soprattutto antropocentrica. Il tema del film non è nuovo. Esseri umani che si trasformano in animali, quasi a voler evidenziare la nostra parentela con il Regno Animale, di cui facciamo parte, nel bene e nel male, almeno strutturalmente. Già nell’antichità ci furono autori di testi che diedero la parola agli animali, allo scopo di produrre favole con un messaggio morale. Fedro ed Esopo furono fra questi, nonché Apuleio, c...

Un uomo primitivo di pelle bianca

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  Una coppia doveva venire a portarmi un canarino. Non ci siamo capiti e sono andati a suonare il campanello dove ho la residenza, che è occupata da mia figlia, mentre io li aspettavo nell’abitazione in cui vivo abitualmente, distante 15 Km. Mia figlia si affaccia alla finestra del secondo piano e vede due sconosciuti, un uomo e una donna. Subito mi telefona preoccupata, dicendomi: “Sono venuti a cercarti due zingari”. Nel frattempo, per telefono, con i “due zingari”, chiariamo l’equivoco e spiego loro quale dev’essere la corretta destinazione. Il marito di mia figlia, che era al lavoro, mi chiama anche lui tutto preoccupato perché l’istinto di protezione della famiglia glielo imponeva. Tranquillizzo anche lui. Arrivano i due “zingari”, con tanto di canarino. Mi scuso per il malinteso e, aspettandomi un sorriso, spiego la reazione timorosa di mia figlia, ma l’uomo si impermalosisce. Sono imbarazzato perché non vorrei mai offendere nessuno, né ledere i sentimenti dei ...

Siamo circondati da demoni

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    Parafrasando Cacciari, lo dico da anni! Chi fa del male deliberatamente, con cognizione di causa, non è un essere umano normale, ma un demone. Che cosa ci stia a fare in mezzo a noi è un mistero. Chi ce l’ha mandato non si sa. Non dobbiamo lasciarci ingannare dalle sue sembianze, del tutto simili alle nostre, di noi esseri umani dotati di coscienza. Loro non hanno coscienza e, se ce l’hanno, non è umana, ma demoniaca. Riconoscerli è facile. Se un cosiddetto uomo si sveglia al mattino prestissimo, indossa la divisa grigioverde o mimetica, imbraccia lo strumento con cui elargisce morte e va nel suo capanno da caccia, da cui spara agli uccelli migratori per il solo gusto di veder morire degli animali, non è un essere umano, ma un demone. Se un cosiddetto uomo si alza presto la mattina, indossa la sua divisa da allevatore e va nella stalla a tormentare vitelli e mucche e a compiere altri atti di crudeltà su maiali e galline, prendendoli a calci se non si spostano ...

Sono stanco di vivere

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    Ho imparato una nuova parola: “ Burnout ”. E, da bravo ipocondriaco, mi ci sono riconosciuto in pieno. Io soffro di “burnout”. Io sono stanco di esistere. Fino a poco tempo fa, mi piaceva portare le mie clienti in giro per ospedali, ambulatori, cimiteri e supermercati, perché scambiavo quattro chiacchiere con qualcuno, sentivo pettegolezzi a proposito di Tizio e Caio e Sempronio, anche se i pettegolezzi mi hanno sempre dato fastidio, ma poi le attese hanno cominciato a pesarmi. Una cliente che entra in un negozio e sta dentro mezzora, poi esce e va in un altro negozio, dove sta un’altra mezzora. E intanto io aspetto seduto in macchina, oppure esco per sgranchirmi un po’ e guardo l’orologio, o guardo un video sul cellulare. E penso alla tariffa da chiedere alla cliente. Interi pomeriggi passati così, da un posto all’altro, e il sole tramonta e i miei cani sono soli a casa, e i lavori restano da fare, pulizie, lavare i piatti, quando poi torno a casa e posso ril...

Una sciocca mistificazione

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  Da anni circola questa accusa diffamatoria nei confronti di chi ama gli animali. A chi l’ha ideata e a chi ne reitera la pubblicazione dico: “Decidetevi! Avete voluto demonizzare il patriarcato e ora...pedalate! Quando nel secolo scorso l’economia era prevalentemente agricola, esistevano le famiglie numerose, con un patriarca circondato da molti figli, nipoti e pronipoti. Servivano braccia per lavorare la terra e i contraccettivi erano sconosciuti. E quando il vecchio patriarca, o la vecchia matriarca, si ammalava o perdeva le forze per l’avanzare dell’età, c’era sempre una donnina di casa, o più d’una, che si prendeva cura di lui, o lei. L’anziano non veniva mai lasciato solo e moriva nel suo letto, massima aspirazione di chiunque, all’epoca, viste le carneficine che c’erano al fronte, perché c’era sempre un fronte da qualche parte. 

La razza eletta

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  Il popolo eletto ha deciso che la Palestina gli appartiene. Sta scritto nero su bianco nella Bibbia. E quindi, che ci stanno a fare lì i palestinesi? Sono bocche inutili, come i vecchi non produttivi nei paesi occidentali, perciò vanno sfoltiti. I palestinesi non se ne vogliono andare con le buone? E noi li faremo sloggiare con le cattive! A forza di bombe. La razza eletta che, ironia della sorte, nel nome scientifico si fa chiamare Sapiente, ha deciso che tutti i boschi, tutte le foreste, tutte le colline, tutte le pianure, in ogni parte del mondo gli appartengono. Anche questo sta scritto nella Bibbia, qualche riga prima. E quindi, che ci stanno a fare lì i lupi? Per gli orsi è uguale. Non solo sono bocche inutili, non produttive, ma bocche voraci che si mangiano pecore, capre, asini e a volte anche cagnolini, perciò vanno sfoltiti. I lupi (e gli orsi) non se ne vogliono andare con le buone? E noi li faremo sloggiare con le cattive! A forza di fucilate. Il popolo...