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Visualizzazione dei post con l'etichetta animalismo

Campagne pubblicitarie

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    Luca Argentero ci sta fracassando i maroni con la pubblicità dello spazzolino elettrico , aiutato da quell’oca giuliva che fa immaginarie parole crociate chiedendosi “S’infiammano se lavo male i denti”. Giancarlo De Salvo ci ha fracassato i maroni per tutta l’estate, accusando di disonestà le “grandi associazioni” animaliste, aiutato dalla contadinella Michela Bortot. Cosa vende il signor Argentero? Un oggetto di cui non abbiamo mai sentito la mancanza ma che ora, grazie al classico metodo della creazione consumistica dei bisogni, ci manca tantissimo e correremo senz’altro a comprare. Cosa ci voleva vendere il signor De Salvo? L’idea che gli animalisti, che facciano parte di grandi o di piccole associazioni, o che siano dei “cani sciolti” come il sottoscritto, in realtà mirano ad accumulare la vil pecunia e degli animali non gliene importa niente! Ci è riuscito? Con i cacciatori sì, e anzi con loro ha sfondato una porta aperta, ma con gli animalisti? Molti di...

Est modus in rebus!

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  Eccone un’altra! E’ un’epidemia! La prima animalista piena di orecchini labiali e sopracciliari che ho criticato ha lasciato che il suo “fan club” mi riempisse d’insulti. E va bene così. Questa ha deciso di togliermi la possibilità di commentare, una volta letta la mia riprovazione per i suoi tatuaggi. Ma questa almeno ha la scusante di essere brasiliana, cioè di venire da una parte del pianeta dove tatuaggi e scarificazioni della pelle fanno parte della cultura popolare. Ciò che contesto alle due variopinte donzelle, l’italiana e la brasiliana, non è che si siano imbrattate il corpo e il volto, con inchiostri di vari colori, ma che si presentino come “insegnanti”, o spiegando ricette vegane, o intervenendo in difesa dei diritti degli animali. Poiché l’animalismo è una cosa seria - e c’è gente che è finita in prigione per gli animali - non accetto che ci si presenti in pubblico in modo indecoroso. Ma non l’hanno capita, né le interessate, né le loro seguaci di soc...

Gli animalisti sono satanisti?

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    Francesco Maria Tallevi è impazzito? No, è solo un artista che reagisce alla stupidità e alla cattiveria del mondo, impersonata dai tantissimi cacciatori che nelle ultime settimane lo hanno ricoperto di insulti e improperi. Se fosse vera la teoria della pentola a pressione e se noi comuni esseri umani avessimo bisogno, ogni tanto, di sfogarci, direi che Francesco, che stimo e apprezzo, sia arrivato ad un punto di sopportazione massimo, a cui reagisce come un indemoniato, un invasato, lasciando sconcertati molti di quei cacciatori che lo odiano e lo insultano, ora ancora di più. La sua ultima performance, che sconsiglio ai deboli di cuore, si può vedere QUI .   

Attenti a quei due!

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    Ma vi rendete conto? Migliaia di cacciatori danno per certo che Giancarlo De Salvo sia rappresentativo dell’intera categoria degli animalisti. Lui, e la sua complice Michela La Passionaria, da tre mesi infestano i social con i loro inviti a firmare un referendum farlocco e sembra che non sia neanche il primo anno che lo fanno. Io, da tre mesi, metto in guardia che si tratta di due truffatori che mirano a guadagnare sulla pelle degli animali, carpendo la fiducia degli animalisti veri. Come reato, sul piano giuridico, si tratta di “falso ideologico”, ma probabilmente non è così grave come sembra, altrimenti qualcuno li avrebbe denunciati e portati davanti a un giudice. Non trattandosi di un reato di sangue, può darsi che il “falso ideologico” sia stato anche depenalizzato. Almeno le “grandi associazioni”, oltre a mandargli lettere di diffida tramite avvocati, potrebbero denunciarli e farli tacere, visto che da tre mesi quei due non fanno altro che infangare LAV, OIPA, ENPA e...

Tenetevi alla larga dalle persone tossiche

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    Non mi ricordo di preciso quando, ma la farsa del Covid era già iniziata e io decisi di punto in bianco di non guardare più i telegiornali. Può esser stato quattro o cinque anni fa. Fino a quel giorno era stata un’abitudine quotidiana: sedermi a tavola, a pranzo o a cena, con la televisione accesa per ascoltare le notizie, abitudine sconsigliatissima per una sana e tranquilla digestione, ma io lo facevo lo stesso. Da ieri ho deciso di fare qualcosa di simile, riguardante Facebook: non aprirò più i commenti degli sconosciuti, che reagiscono ai miei articoli. Siccome alla mia libertà di pensiero e di parola non sono intenzionato a rinunciare, lascerò che gli utenti sconosciuti m’insultino senza sapere che genere di insulto mi hanno rivolto, ché tanto, gira e rigira, sono sempre le stesse scempiaggini.  

Il Diavolo è la scimmia di Dio

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  Nel 1989 ero candidato con i Verdi - i Verdi dell’epoca, non quella brutta copia di oggi – alle elezioni europee. Qualche settimana prima delle elezioni fui arrestato per aver sabotato un cantiere edile a San Pietro al Natisone, dove si doveva costruire un allevamento di cavie di proprietà della Fidia farmaceutici. Due capoccia d’alto livello, Michele Boato e Andrea Werenfenig, mi tolsero dalla lista dei candidati perché la mia presenza avrebbe costituito una pietra d’inciampo per il buon nome della neonata formazione politica. Mi giudicarono non idoneo per la rispettabilità del partito.  

Là dove mangiano i cacciatori

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  Se andate in qualsiasi ristorante del Friuli, sia in montagna che in pianura, nel menù potete trovare le pappardelle al ragù di cinghiale o le tagliatelle al ragù di cervo. C’è un business dietro il gran numero di altane da caccia, sparse nel territorio, da cui gli arditi bioregolatori, seduti comodamente all’interno, assassinano caprioli da mettere in congelatore, interi o a pezzi, di modo che nei ristoranti non manca mai nemmeno il capriolo con la polenta. La gente mangia, divora carne in gran quantità, fagocita proteine e s’ingozza spensieratamente, senza scrupolo alcuno e questo succede ogni santo giorno, tranne nelle giornate settimanali di chiusura dei ristoranti. Non c’è poi molta differenza se a finire nei voraci stomachi della gente sono animali d’allevamento o selvaggina nata e vissuta in libertà, per finire morta ammazzata a colpi di fucile, ma ci sono ristoranti che portano in sé un’aura di vergogna e di scelleratezza che i divoratori di carne non colgon...

Vandalismi etici

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    Le prime volte che andai in cerca delle macchine dei cacciatori, per bucar loro le gomme, tornai a casa con un nulla di fatto, cioè senza averne bucata neanche una. La prima volta era un capodanno e, a bordo della mia Fiat 500, girai dalle parti di Latisana per cercare macchine parcheggiate in aperta campagna. Non ne trovai, per la semplice ragione che o si guida o si guarda il paesaggio. Non potevo compiere reati vicino casa, perché ero già conosciuto dalle forze dell’ordine come animalista “estremista”. La seconda volta andai dalle parti di Colloredo di Montalbano, ma anche in quel caso di macchine ferme sotto gli alberi non vidi neanche l’ombra. La terza volta andai a Faedis, in località Poiana, ma mentre camminavo su una strada sterrata, mi trovai improvvisamente faccia a faccia con un cacciatore. Il quale mi chiese: “Cerca qualcosa?”. Preso alla sprovvista, gli risposi che stavo cercando il mio cane. Lui non aggiunge altro e io presi la mia macchina e tor...

La sconfitta dell’umanità

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  Guardate bene questa faccia! E’ la faccia di un uomo in procinto di suicidarsi. E’ arrivato al capolinea delle speranze e delle illusioni e ormai non trova più alcuna ragione per continuare a vivere. Se si deve vivere in queste condizioni, strisciando e lasciandosi umiliare da un potere ottuso e malvagio, è meglio farla finita. Abbiamo imparato fin da piccoli che esiste il gregge di pecore belanti, che si lasciano condurre al macello, e poi ci sono le pecore nere, che rifiutano le regole e le leggi, per imporre la propria volontà senza far del male a nessuno, ovvero alle altre pecore, quelle bianche che si uniformano, e senza usare violenza verso chicchessia, compreso il potere perfido e malvagio che opprime tutti quanti, pecore nere, bianche e di qualsiasi altro colore. Le maestre ci hanno ripetuto fino allo sfinimento che dovevamo pensare con la nostra testa, ma proprio quando qualcuno le prendeva in parola e cominciava ad opporsi alla narrazione ufficiale, allora...

Animali diffamati dai pagliacci

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  Si attaccano i vegani per mettere in qualche modo a tacere la propria coscienza, chi ce l’ha, affinché non urli troppo quando ci si ritrova nel piatto un pezzo di animale macellato e cucinato. Si attaccano gli animalisti più o meno per la stessa ragione, ovvero per non doversi interrogare sul pessimo rapporto che cacciatori, pescatori o, appunto, carnivoristi, hanno con gli animali, trattati come oggetti e sfruttati in mille modi. Ma gli attacchi a chi ha fatto scelte etiche, cioè vegani e animalisti in genere, possono essere fatti in modo diretto o in maniera subdola. In questo secondo caso, troviamo sia i professionisti come Maurizio Crozza, quando imita il cuoco vegano Simone Salvini, sia i dilettanti, tra cui quel sedicente anticaccia piemontese che risponde al nome di Giancarlo De Salvo e di cui ho già parlato anche troppo.  

La muerte dei cacciatori

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  Secondo Nietzsche, il popolo che non ha in sé la forza per difendersi dall’aggressione di un altro popolo, più forte e combattivo, non ha nemmeno il diritto di farlo e deve accettare il proprio ruolo storico di vittima e schiavo. Questo principio si può applicare ai palestinesi, abbandonati da tutti, cominciando dagli altri arabi, e lasciato alla mercé di demoni assassini dalla pelle bianca e dai capelli biondi, conosciuti come Aschenaziti, o falsi ebrei. Se però estendiamo tale principio alle altre specie, ne deriva che la fauna selvatica, non avendo in sé la forza di difendersi dai fucili e dalle trappole della specie umana, non ha nemmeno il diritto di vivere e deve accettare il proprio ruolo di vittima predestinata. Nella realtà, c’è una minoranza di esseri umani che, dotati di coscienza, si oppone a questo stato di cose, schierandosi dalla parte delle vittime, siano esse animali o palestinesi.  

Il pastore errante dell’Italia

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  Leggiamo spesso le geremiadi dei pastori italiani che lamentano le predazioni dei lupi ai danni delle loro greggi. Alla ferale notizia segue tutto un codazzo di cacciatori e altri “rurales” (leggi zotici) che auspicano lo sterminio dell’intera popolazione lupesca in Italia, con un fervore così zelante che sembrano soldati israeliani quando parlano dei bambini palestinesi. Tra la caterva di commenti genocidari, in riferimento ai lupi, si legge ogni tanto qualche commento di persona informata, studiosa di etologia e magari anche facente parte di qualche università, che cerca di spiegare come è inevitabile che i lupi scelgano opportunisticamente le prede più facili e, tra un velocissimo capriolo e una assonnata pecora non c’è partita: il lupo sa cosa scegliere, con grande rabbia del pastore. Ma quando costui chiede l’abbattimento dei lupi sbaglia, s’inganna, si confonde, sgarra, fa un passo falso, prende una cantonata. In poche parole, erra. E quindi lo si può definire...

Il Karma esiste

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  Il Karma esiste e io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Da quando quel finto animalista di Giancarlo De Salvo ha indetto una raccolta di firme referendaria, ho partecipato a molte feroci discussioni su Facebook con i cacciatori, che sul tema della caccia hanno i nervi scoperti. Lollobrigida e i suoi complici volevano far loro un piacere, ma le cose sono andate storte e la disapprovazione popolare verso gli sparatori per sport si è manifestata sui social come non era mai successo prima. Fino a pochi giorni fa, anch’io davo il mio contributo all’immane disputa rispondendo alle stupidaggini dei cacciatori e cercando di spiegare perché è immorale considerare gli animali come bersagli, ma soprattutto facendo notare che l’organizzatore del referendum lavorava per loro e quindi non aveva senso insultarlo.  

Lo zimbello per gli allocchi

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  Vi spiego perché quest’uomo è un impostore. Per prima cosa nasce dal nulla ed è un illustre sconosciuto. Indice, per la terza o quarta volta, una raccolta di firme referendarie senza l’appoggio di un partito. Le associazioni animaliste storiche non vogliono averci nulla a che fare. Rifiuta la mia richiesta di amicizia e cancella sistematicamente tutti i miei commenti con i quali gli chiedevo spiegazioni. Come ha fatto con me, ha fatto la stessa cosa anche con tutti quelli che gli scrivevano. E’ presente assiduamente su Facebook e forse anche su altri social, invitando la gente a firmare on line per il referendum che scade il 30 settembre e che richiede 500mila firme per essere valido, non mandando i moduli cartacei nei Comuni italiani, configurando così una sorta di autosabotaggio. I cacciatori lo odiano, caricandolo di insulti, e gli animalisti non gli danno più retta come i primi giorni della sua personale campagna referendaria. Io ho cominciato ad avere qualche ...

Con alleati così, chi ha bisogno di nemici?

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    Questo signore si chiama Giancarlo De Salvo e mi cancella i commenti. Ha rifiutato la mia richiesta di amicizia su Facebook e io comincio ad avere qualche sospetto su di lui. Non è la prima volta che indice una raccolta di firme referendarie, avendo cominciato una prima volta, se non sbaglio, nel 2021, ma mai ha avuto l’adesione delle grandi associazioni animaliste e quando dico grandi associazioni animaliste penso alla LAV di Felicetti e ad Animalisti Italiani di Caporale. Ora penso che se non gli hanno mai dato quello che sembrerebbe un doveroso appoggio, visto che si tratta di chiedere un referendum sulla caccia, ci sarà una ragione. Inizialmente, quando pochi giorni fa ho saputo della sua iniziativa, ero favorevole e sono andato in Comune per firmare la richiesta di referendum, per scoprire che i moduli non c’erano. Su questo vertevano le mie richieste di chiarimento, rivolte al soggetto in questione, ovvero sul perché i moduli non fossero stati inviati ai...

L'armata Brancaleone

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    Fui arrestato una prima volta nel 1982 per attività di sabotaggio della caccia e del tiro al piccione. A quell’epoca ero iscritto sia alla LAV che alla LAC, ma mentre la LAV di Alberto Pontillo mi espulse, la LAC di Carlo Consiglio mi nominò delegato regionale. Queste due reazioni opposte furono dovute al fatto che Pontillo non aveva alcun partito di riferimento, come invece accadeva alla LAC, che gravitava nell’orbita del Partito Radicale. In seguito, il povero Pontillo subì l’attacco di tre giovani rampanti, cresciuti sotto la sua ala protettrice, i quali, come si suol dire, gli “fecero le scarpe”, cambiandogli la serratura dell’ufficio e impossessandosi del marchio dell’associazione. Erano Gianluca Felicetti e Walter Caporale, più un terzo che si trasferì in Gran Bretagna e di cui ho dimenticato il nome. Avendo adocchiato il business, dopo un po’ il Felicetti si tenne la LAV e il Caporale se ne andò fondando un’associazione tutta sua: gli Animalisti Italian...

Incomunicabilità profonda

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  Avevo scelto alcune frasi dei cacciatori, insieme a quello che avevo loro risposto, ma il risultato era di uno squallore desolante, per cui ho lasciato perdere. Mi limito a riportare un botta-e-risposta tra me e uno di loro, tale Dino Pardini, che non si capacitava del modo di ragionare, diverso e opposto, che gli animalisti hanno rispetto a lui e ai suoi colleghi. Era un modo per gettare un ponte tra noi e loro, aprire una finestra di dialogo, offrire una sponda per capire quanto è vasto il mondo e come non esista un pensiero unico, il loro, ma si possa vedere la natura e gli animali sotto un’altra angolazione, e non attraverso il mirino di un fucile. Mi sono aperto con una piccola confessione, un aneddoto di vita vissuta, ma ne ho ricevuto “pesci in faccia”, come si suol dire. Nel ricordarvi che “Me ne frego!” era uno slogan del Ventennio fascista, vi riporto questo mio breve scambio di battute.

L'incoerenza insita nelle cose

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    Per fortuna, non tutti gli animalisti sono così, anzi mi riesce difficile definire animalista una donna in pelliccia, che mangia carne, porta scarpe di pelle e, nel contempo, chiama assassino un cacciatore. Quest’ultima cosa mi fa venire in mente che anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. La donna fa bene a definire assassino un cacciatore, perché questo è, ma dovrebbe rendersi conto che anche il salumiere e il macellaio, a cui lei sta dando i suoi soldi, lo sono e quindi dovrebbe darsi una regolata, fare una scelta etica in fatto di alimentazione, una volta per tutte. Così – e solo così – dimostrerà di aver raggiunto quello stato di grazia chiamato coerenza. Lei non lo sa, ma con il suo stile di vita contraddittorio, sta prestando il fianco ai nemici degli animali, soprattutto ai cacciatori che hanno un Q.I. limitato, a cui verrà agevole accusare gli animalisti, in toto, di incoerenza e ipocrisia. In tal caso, quella donna sta dannegg...

La disumanizzazione prima del genocidio

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  Gli eventi epocali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, con un’intera nazione dedita allo sterminio di una minoranza, ci fa capire come funziona il meccanismo dei genocidi, sperimentati già molte volte dall’umanità nel corso dei secoli. Per prima cosa va detto che un genocidio può essere attuato solo da uno stato nazionale, ovvero da un’entità organizzata e strutturata con precisi apparati amministrativi. Per disgrazia dell’umanità, tale stato fu fatto sorgere dal nulla nel 1948 e da quella volta non ha mai smesso di compiere stragi e omicidi.   

Elettricisti, dove siete?

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  E’ sempre colpa degli altri! I quali possono essere colpevoli in tre modi: pensieri, opere e omissioni. Se il tennista Sinner perde a tennis, Fabio Fazio scarica la colpa sui “negazionisti del clima” che non credono alla versione ufficiale e commettono la grave colpa di dirlo. Se in Nigeria i musulmani uccidono i cristiani, c’è sempre qualcuno che chiede: “ProPal, dove siete? Perché difendete i palestinesi e non scendete in piazza per i cristiani nigeriani?”. Se salta fuori lo scandalo delle spose bambine, che in Yemen e in altri paesi musulmani vengono maritate con uomini adulti, c’è sempre qualcuno che chiede: “Femministe, dove siete?”. Ora che i maomettani hanno fatto la festa del sacrificio, radunandosi nelle piazze loro concesse da sindaci di Sinistra, ecco che salta fuori qualcuno a chiedere: “Animalisti, dove siete?”.