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Visualizzazione dei post con l'etichetta animalismo

Animali diffamati dai pagliacci

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  Si attaccano i vegani per mettere in qualche modo a tacere la propria coscienza, chi ce l’ha, affinché non urli troppo quando ci si ritrova nel piatto un pezzo di animale macellato e cucinato. Si attaccano gli animalisti più o meno per la stessa ragione, ovvero per non doversi interrogare sul pessimo rapporto che cacciatori, pescatori o, appunto, carnivoristi, hanno con gli animali, trattati come oggetti e sfruttati in mille modi. Ma gli attacchi a chi ha fatto scelte etiche, cioè vegani e animalisti in genere, possono essere fatti in modo diretto o in maniera subdola. In questo secondo caso, troviamo sia i professionisti come Maurizio Crozza, quando imita il cuoco vegano Simone Salvini, sia i dilettanti, tra cui quel sedicente anticaccia piemontese che risponde al nome di Giancarlo De Salvo e di cui ho già parlato anche troppo.  

La muerte dei cacciatori

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  Secondo Nietzsche, il popolo che non ha in sé la forza per difendersi dall’aggressione di un altro popolo, più forte e combattivo, non ha nemmeno il diritto di farlo e deve accettare il proprio ruolo storico di vittima e schiavo. Questo principio si può applicare ai palestinesi, abbandonati da tutti, cominciando dagli altri arabi, e lasciato alla mercé di demoni assassini dalla pelle bianca e dai capelli biondi, conosciuti come Aschenaziti, o falsi ebrei. Se però estendiamo tale principio alle altre specie, ne deriva che la fauna selvatica, non avendo in sé la forza di difendersi dai fucili e dalle trappole della specie umana, non ha nemmeno il diritto di vivere e deve accettare il proprio ruolo di vittima predestinata. Nella realtà, c’è una minoranza di esseri umani che, dotati di coscienza, si oppone a questo stato di cose, schierandosi dalla parte delle vittime, siano esse animali o palestinesi.  

Il pastore errante dell’Italia

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  Leggiamo spesso le geremiadi dei pastori italiani che lamentano le predazioni dei lupi ai danni delle loro greggi. Alla ferale notizia segue tutto un codazzo di cacciatori e altri “rurales” (leggi zotici) che auspicano lo sterminio dell’intera popolazione lupesca in Italia, con un fervore così zelante che sembrano soldati israeliani quando parlano dei bambini palestinesi. Tra la caterva di commenti genocidari, in riferimento ai lupi, si legge ogni tanto qualche commento di persona informata, studiosa di etologia e magari anche facente parte di qualche università, che cerca di spiegare come è inevitabile che i lupi scelgano opportunisticamente le prede più facili e, tra un velocissimo capriolo e una assonnata pecora non c’è partita: il lupo sa cosa scegliere, con grande rabbia del pastore. Ma quando costui chiede l’abbattimento dei lupi sbaglia, s’inganna, si confonde, sgarra, fa un passo falso, prende una cantonata. In poche parole, erra. E quindi lo si può definire...

Il Karma esiste

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  Il Karma esiste e io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Da quando quel finto animalista di Giancarlo De Salvo ha indetto una raccolta di firme referendaria, ho partecipato a molte feroci discussioni su Facebook con i cacciatori, che sul tema della caccia hanno i nervi scoperti. Lollobrigida e i suoi complici volevano far loro un piacere, ma le cose sono andate storte e la disapprovazione popolare verso gli sparatori per sport si è manifestata sui social come non era mai successo prima. Fino a pochi giorni fa, anch’io davo il mio contributo all’immane disputa rispondendo alle stupidaggini dei cacciatori e cercando di spiegare perché è immorale considerare gli animali come bersagli, ma soprattutto facendo notare che l’organizzatore del referendum lavorava per loro e quindi non aveva senso insultarlo.  

Lo zimbello per gli allocchi

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  Vi spiego perché quest’uomo è un impostore. Per prima cosa nasce dal nulla ed è un illustre sconosciuto. Indice, per la terza o quarta volta, una raccolta di firme referendarie senza l’appoggio di un partito. Le associazioni animaliste storiche non vogliono averci nulla a che fare. Rifiuta la mia richiesta di amicizia e cancella sistematicamente tutti i miei commenti con i quali gli chiedevo spiegazioni. Come ha fatto con me, ha fatto la stessa cosa anche con tutti quelli che gli scrivevano. E’ presente assiduamente su Facebook e forse anche su altri social, invitando la gente a firmare on line per il referendum che scade il 30 settembre e che richiede 500mila firme per essere valido, non mandando i moduli cartacei nei Comuni italiani, configurando così una sorta di autosabotaggio. I cacciatori lo odiano, caricandolo di insulti, e gli animalisti non gli danno più retta come i primi giorni della sua personale campagna referendaria. Io ho cominciato ad avere qualche ...

Con alleati così, chi ha bisogno di nemici?

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    Questo signore si chiama Giancarlo De Salvo e mi cancella i commenti. Ha rifiutato la mia richiesta di amicizia su Facebook e io comincio ad avere qualche sospetto su di lui. Non è la prima volta che indice una raccolta di firme referendarie, avendo cominciato una prima volta, se non sbaglio, nel 2021, ma mai ha avuto l’adesione delle grandi associazioni animaliste e quando dico grandi associazioni animaliste penso alla LAV di Felicetti e ad Animalisti Italiani di Caporale. Ora penso che se non gli hanno mai dato quello che sembrerebbe un doveroso appoggio, visto che si tratta di chiedere un referendum sulla caccia, ci sarà una ragione. Inizialmente, quando pochi giorni fa ho saputo della sua iniziativa, ero favorevole e sono andato in Comune per firmare la richiesta di referendum, per scoprire che i moduli non c’erano. Su questo vertevano le mie richieste di chiarimento, rivolte al soggetto in questione, ovvero sul perché i moduli non fossero stati inviati ai...

L'armata Brancaleone

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    Fui arrestato una prima volta nel 1982 per attività di sabotaggio della caccia e del tiro al piccione. A quell’epoca ero iscritto sia alla LAV che alla LAC, ma mentre la LAV di Alberto Pontillo mi espulse, la LAC di Carlo Consiglio mi nominò delegato regionale. Queste due reazioni opposte furono dovute al fatto che Pontillo non aveva alcun partito di riferimento, come invece accadeva alla LAC, che gravitava nell’orbita del Partito Radicale. In seguito, il povero Pontillo subì l’attacco di tre giovani rampanti, cresciuti sotto la sua ala protettrice, i quali, come si suol dire, gli “fecero le scarpe”, cambiandogli la serratura dell’ufficio e impossessandosi del marchio dell’associazione. Erano Gianluca Felicetti e Walter Caporale, più un terzo che si trasferì in Gran Bretagna e di cui ho dimenticato il nome. Avendo adocchiato il business, dopo un po’ il Felicetti si tenne la LAV e il Caporale se ne andò fondando un’associazione tutta sua: gli Animalisti Italian...

Incomunicabilità profonda

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  Avevo scelto alcune frasi dei cacciatori, insieme a quello che avevo loro risposto, ma il risultato era di uno squallore desolante, per cui ho lasciato perdere. Mi limito a riportare un botta-e-risposta tra me e uno di loro, tale Dino Pardini, che non si capacitava del modo di ragionare, diverso e opposto, che gli animalisti hanno rispetto a lui e ai suoi colleghi. Era un modo per gettare un ponte tra noi e loro, aprire una finestra di dialogo, offrire una sponda per capire quanto è vasto il mondo e come non esista un pensiero unico, il loro, ma si possa vedere la natura e gli animali sotto un’altra angolazione, e non attraverso il mirino di un fucile. Mi sono aperto con una piccola confessione, un aneddoto di vita vissuta, ma ne ho ricevuto “pesci in faccia”, come si suol dire. Nel ricordarvi che “Me ne frego!” era uno slogan del Ventennio fascista, vi riporto questo mio breve scambio di battute.

L'incoerenza insita nelle cose

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    Per fortuna, non tutti gli animalisti sono così, anzi mi riesce difficile definire animalista una donna in pelliccia, che mangia carne, porta scarpe di pelle e, nel contempo, chiama assassino un cacciatore. Quest’ultima cosa mi fa venire in mente che anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. La donna fa bene a definire assassino un cacciatore, perché questo è, ma dovrebbe rendersi conto che anche il salumiere e il macellaio, a cui lei sta dando i suoi soldi, lo sono e quindi dovrebbe darsi una regolata, fare una scelta etica in fatto di alimentazione, una volta per tutte. Così – e solo così – dimostrerà di aver raggiunto quello stato di grazia chiamato coerenza. Lei non lo sa, ma con il suo stile di vita contraddittorio, sta prestando il fianco ai nemici degli animali, soprattutto ai cacciatori che hanno un Q.I. limitato, a cui verrà agevole accusare gli animalisti, in toto, di incoerenza e ipocrisia. In tal caso, quella donna sta dannegg...

La disumanizzazione prima del genocidio

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  Gli eventi epocali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, con un’intera nazione dedita allo sterminio di una minoranza, ci fa capire come funziona il meccanismo dei genocidi, sperimentati già molte volte dall’umanità nel corso dei secoli. Per prima cosa va detto che un genocidio può essere attuato solo da uno stato nazionale, ovvero da un’entità organizzata e strutturata con precisi apparati amministrativi. Per disgrazia dell’umanità, tale stato fu fatto sorgere dal nulla nel 1948 e da quella volta non ha mai smesso di compiere stragi e omicidi.   

Elettricisti, dove siete?

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  E’ sempre colpa degli altri! I quali possono essere colpevoli in tre modi: pensieri, opere e omissioni. Se il tennista Sinner perde a tennis, Fabio Fazio scarica la colpa sui “negazionisti del clima” che non credono alla versione ufficiale e commettono la grave colpa di dirlo. Se in Nigeria i musulmani uccidono i cristiani, c’è sempre qualcuno che chiede: “ProPal, dove siete? Perché difendete i palestinesi e non scendete in piazza per i cristiani nigeriani?”. Se salta fuori lo scandalo delle spose bambine, che in Yemen e in altri paesi musulmani vengono maritate con uomini adulti, c’è sempre qualcuno che chiede: “Femministe, dove siete?”. Ora che i maomettani hanno fatto la festa del sacrificio, radunandosi nelle piazze loro concesse da sindaci di Sinistra, ecco che salta fuori qualcuno a chiedere: “Animalisti, dove siete?”.  

L’assassino sorridente

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  Sarà perché sono un suprematista bianco, disarmato e pacifico, ma non tutte le razze e i popoli hanno raggiunto lo stesso livello di civilizzazione. Le religioni hanno impedito tale processo ed è per questo che il cristianesimo si sta dimostrando superiore alle altre religioni, non perché sia nato superiore all’islamismo, al giudaismo o all’induismo, ma perché è morto e la sua superiorità sta tutta qui. Quando si dice che Dio è morto, e lo abbiamo sentito dire solo in ambito cristiano, non giudaico, non islamico, non induista, né buddista, stiamo dicendo che le forze laiche del pensiero e del raziocinio hanno prevalso e fatto sì che le baggianate del cristianesimo finiscano nel dimenticatoio, anche se tale processo non si è ancora concluso. Se a far morire il cristianesimo è stata la massoneria, a me poco importa, l’importante è che le favole vengano riconosciute come tali e non come verità sacrosanta.  

Il canarino

    Ho avuto qualche reticenza a scrivere questo articolo perché darsi dello stupido da soli non è una cosa sana. Nella vita, ci pensano già gli altri a dirci che siamo stupidi, o che abbiamo bisogno di “uno bravo” o altri insulti più o meno elaborati. Perciò, quando qualcuno, come me in questo momento, dice che è stupido, la gente ci crede subito, senza difficoltà, ma se dicessi che sono intelligente, le persone non ci crederebbero né subito, né in un secondo momento, né mai. Io però devo raccontare le cose che mi succedono e, se sono cose stupide, ovvero se i risultati che ottengo lo sono, come faccio a raccontarle quando esse danno di me un’immagine di persona stupida, imbranata, goffa, impacciata e maldestra, o forse troppo ingenua? Ovvio, potrei stare zitto, ma se invece ne parlo, forse qualcuno potrebbe trarne un insegnamento, almeno per imparare a non fare gli stessi miei errori. Io stesso, spero, dovrei riuscire ad imparare la lezione.  

Dio ci salvi dall'Islam!

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    Non è mancato chi in questo post ha visto un’espressione di razzismo. Io ho troncato subito la discussione con un utente di tal genere, perché non mi piace parlare con i fanatici, che sono impregnati di ottusa ideologia. Stabilito che le religioni servono unicamente come stampella morale per gli individui e che storicamente hanno svolto una funzione di controllo delle masse, non vedo cosa ci sia di sbagliato nello stilare una graduatoria delle meno peggio e di quelle che danno un contributo positivo alla vita delle persone. Al primo posto metterei il buddismo, se solo fosse una religione, ma è più una filosofia, benché alcuni buddisti seguano una prassi liturgica come la recitazione dei mantra e indossino abbigliamenti che li contraddistinguono. Subito dopo metterei il giainismo, se solo esistesse ancora, ma temo si sia estinto. In India, sua patria d’origine, esistono solo i templi, ma il numero dei praticanti sembra essere davvero esiguo. Sempre in India è n...

Uno sguardo cattivo

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  Non ricordo se Fabio Cassola , nel capitolo “Naturalisti calibro 12”, del libro “La caccia in Italia”, o Gianni Rodari, in una delle sue favole, descrivono un naturalista che sa tutto sugli uccelli, per filo e per segno, come si chiamano in latino, cosa mangiano, dove e quanto vivono, quali sono le loro rotte migratorie e poi, quando si apre la stagione della caccia, pim pum! Non se ne fa scappare uno! Purtroppo, figure di tal fatta non si trovano solo nelle favole, ma anche nella realtà. Sono laureati in scienze naturali, trovano lavoro come agronomi, se non addirittura come professori universitari, ma guai a toccargli la loro sadica passione per la caccia. Ci sono anche preti cacciatori, come pure veterinari. Ebbene, navigando su Facebook, sono incappato in uno di questi, un certo Giuliano Milana , che inizia scrivendo che quella degli animalisti è una fede religiosa, che è andata a scalzare il millenario antropocentrismo di matrice cattolica. A parte il fatto ch...

Norvegesi brutta gente!

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  Mia madre se ne stava seduta su una panchina della stazione, aspettando che arrivasse il suo treno. Non so neanche perché era andata a Udine quel giorno. Stava sbriciolando qualche cracker per terra quando un’ombra le si parò davanti e le fece alzare lo sguardo. Era un ferroviere che si mise a rimproverarla perché secondo lui non si deve dar da mangiare ai piccioni. Molti anni dopo, ero in Sri Lanka e avevo messo ad asciugare al sole alcuni semi da me raccolti, che intendevo portare in Italia per seminarli. Quando ritornai a casa i semi non c’erano più, ma al loro posto c’era il proprietario del bungalow che si mise a rimproverarmi perché secondo lui non si deve dar da mangiare alle scimmie. Scimmie che avevo visto, sugli alberi, ma che non pensavo fossero così ardimentose da avvicinarsi alle abitazioni degli uomini. Avevano aspettato che me ne andassi per far sparire quel magro bottino. Dovetti rinunciare ai semi, ma in cambio incassai il rimprovero di un cingalese...

X animals

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    In ogni film che si rispetti ci deve essere chi faccia la parte del cattivo. In genere, l’attore che deve interpretare tale ruolo viene scelto fra quelli che hanno una faccia da brutto ceffo. Peter Strauss , per esempio, non fu mai scelto per tale ruolo perché aveva una faccia da bravo ragazzo. Nel film in oggetto, “ Animal Kingdom ”, non c’è un singolo attore cattivo, ma uno collettivo, ovvero una categoria di uomini che maneggiano armi, quali sono i cacciatori, odiatissimi dalla gente e amati credo solo da chi ha una mentalità violenta e soprattutto antropocentrica. Il tema del film non è nuovo. Esseri umani che si trasformano in animali, quasi a voler evidenziare la nostra parentela con il Regno Animale, di cui facciamo parte, nel bene e nel male, almeno strutturalmente. Già nell’antichità ci furono autori di testi che diedero la parola agli animali, allo scopo di produrre favole con un messaggio morale. Fedro ed Esopo furono fra questi, nonché Apuleio, c...

Un uomo primitivo di pelle bianca

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  Una coppia doveva venire a portarmi un canarino. Non ci siamo capiti e sono andati a suonare il campanello dove ho la residenza, che è occupata da mia figlia, mentre io li aspettavo nell’abitazione in cui vivo abitualmente, distante 15 Km. Mia figlia si affaccia alla finestra del secondo piano e vede due sconosciuti, un uomo e una donna. Subito mi telefona preoccupata, dicendomi: “Sono venuti a cercarti due zingari”. Nel frattempo, per telefono, con i “due zingari”, chiariamo l’equivoco e spiego loro quale dev’essere la corretta destinazione. Il marito di mia figlia, che era al lavoro, mi chiama anche lui tutto preoccupato perché l’istinto di protezione della famiglia glielo imponeva. Tranquillizzo anche lui. Arrivano i due “zingari”, con tanto di canarino. Mi scuso per il malinteso e, aspettandomi un sorriso, spiego la reazione timorosa di mia figlia, ma l’uomo si impermalosisce. Sono imbarazzato perché non vorrei mai offendere nessuno, né ledere i sentimenti dei ...

Istinto e pregiudizio

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    Pablo non sa che sta scherzando col fuoco! Se non calma i bollenti spiriti, mi vedrò costretto a prendere appuntamento con la veterinaria per eliminare all’origine, con la sua castrazione, la causa di tanto spasimare. A dispetto dei suoi undici anni, si sta comportando come un maniaco sessuale da quando è arrivata Cloe, una giovane carlina. Ma del resto, già si sapeva. A volte sento le animaliste dire che l’idea di castrare un cane o un gatto maschi non piace agli uomini, perché vi si identificano, ma a me sembra una boutade psicanalitica da quattro soldi. Se razionalmente ci si convince che la sterilizzazione dei maschi sia la soluzione migliore, sia per i gatti che per i cani, la si fa e basta, perché è nell’interesse dell’animale. Tuttavia, di recente su Facebook ho scoperto di avere un tizio nelle cosiddette amicizie che definiva addirittura “streghe” le volontarie animaliste che catturavano i randagi nei dintorni del suo podere, per sottoporli a sterilizz...

I Demoni

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  Parafrasando Fermi e il suo paradosso, se il mondo è pieno di demoni, dove sono tutti quanti? Oggi, per esempio, che è Natale, una giornata particolarmente propizia per manifestazioni demoniache, non ho sentito spari di fucile, pur vivendo in una zona rurale. Per la verità, non ho sentito nemmeno suoni di campane, eppure la chiesa non è molto distante in linea d’aria. Gli scampanii sono un’altra delle loro manifestazioni acustiche, senz’altro la più subdola, perché se con lo sparo viene subito in mente la vittima che si contorce dal dolore, o che fugge spaventata, e ferita, con il suono delle campane tante volte ci vengono in mente i ricordi della nostra infanzia, quando i genitori ci proteggevano dai demoni, e anche la RAI mandava in onda la tivù dei ragazzi, che ci teneva nell’ovatta dal punto di vista psicologico. Oggi il mondo è diverso. Oggi è peggiorato e i demoni hanno acquisito coraggio, si mostrano in tutta la loro crudezza e sfacciataggine. Oggi parlano di...