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Visualizzazione dei post con l'etichetta educazione

Animali diffamati dai pagliacci

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  Si attaccano i vegani per mettere in qualche modo a tacere la propria coscienza, chi ce l’ha, affinché non urli troppo quando ci si ritrova nel piatto un pezzo di animale macellato e cucinato. Si attaccano gli animalisti più o meno per la stessa ragione, ovvero per non doversi interrogare sul pessimo rapporto che cacciatori, pescatori o, appunto, carnivoristi, hanno con gli animali, trattati come oggetti e sfruttati in mille modi. Ma gli attacchi a chi ha fatto scelte etiche, cioè vegani e animalisti in genere, possono essere fatti in modo diretto o in maniera subdola. In questo secondo caso, troviamo sia i professionisti come Maurizio Crozza, quando imita il cuoco vegano Simone Salvini, sia i dilettanti, tra cui quel sedicente anticaccia piemontese che risponde al nome di Giancarlo De Salvo e di cui ho già parlato anche troppo.  

La disumanizzazione prima del genocidio

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  Gli eventi epocali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, con un’intera nazione dedita allo sterminio di una minoranza, ci fa capire come funziona il meccanismo dei genocidi, sperimentati già molte volte dall’umanità nel corso dei secoli. Per prima cosa va detto che un genocidio può essere attuato solo da uno stato nazionale, ovvero da un’entità organizzata e strutturata con precisi apparati amministrativi. Per disgrazia dell’umanità, tale stato fu fatto sorgere dal nulla nel 1948 e da quella volta non ha mai smesso di compiere stragi e omicidi.   

Divieti e pallottole

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    Viene scoperto un cane a Vittorio Veneto, affetto da rabbia, e le autorità sanitarie decidono di abbatterlo. Una cornacchia in fase di riproduzione su un’alberatura stradale a Pordenone difende i suoi pulli dai passanti, cioè da coloro che considera una minaccia, e il sindaco decide di farla abbattere. Qualche decina di mucche vive allo stato brado sui monti Lucretili , che tra l’altro sono anche parco regionale , e il direttore del parco decide di farle abbattere da un cecchino laureato in veterinaria.   

L’effetto Serra

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  La morte del cagnetto Rambo, per cause naturali, addolorò il suo proprietario, Fulvio Grimaldi, ma non se ne trova traccia su internet. Anche la morte del cagnetto Osso addolorò il suo proprietario, Michele Serra, ma gli provocò pure un accesso di rabbia verso i lupi che, a suo dire, gliel’avevano sbranato. In questo caso, si trova molto materiale su internet perché il tema è caldo. Il giornalista Michele Serra afferma che sia suo diritto lasciare che i suoi cani vaghino liberi in natura, mentre per legge in linea di principio i cani dovrebbero sempre stare al guinzaglio, in città per evitare che finiscano sotto le macchine o che attacchino altri cani, in campagna perché non disturbino la fauna selvatica. Il diritto di lasciarli liberi in campagna, come affermato dal signor Serra, mi ricorda i cacciatori che dicono di esercitare il diritto di caccia, mentre per legge la fauna selvatica è di proprietà dello Stato, che concede loro il privilegio, dietro pagamento, di ...

La protezione dei minori

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  Per proteggere il proprio figlioletto, un pugliese trapiantato a Udine ha gettato da un’altezza di quattro metri il cane del vicino, che si stava avvicinando scodinzolando. Il cagnetto è morto sul colpo, si chiamava Pepe. Il nome del troglodita è Alberto Troccoli e mi auguro che su di lui si scateni prima o poi il giusto e doveroso karma. Per proteggere tre minori figli di una coppia straniera, che viveva in modo non convenzionale, i giudici hanno pensato bene di toglierli ai genitori, facendo una atto di forza sulla base del dittatoriale principio: “Colpiscine uno per educarne cento”. Per proteggere un minore di 17 anni che come sport aveva scelto la boxe e che ha ucciso con un pugno mortale un uomo a Massa Carrara, i giudici hanno ordinato alla stampa di non divulgare il suo nome, tralasciando il fatto che alla scena del brutale pestaggio era presente un minore di 11 anni, figlio della vittima, il quale si porterà dietro tutta la vita il trauma di aver visto suo padre assas...

Gli anziani vanno rispettati

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  Da qualche giorno stavo pensando di scrivere un articolo su quanto le donne siano disturbate mentali. Per lo meno, quelle che ho conosciuto io. Di materiale ce n’è parecchio, anche senza andare troppo indietro nei secoli. Ed ecco che mi capita questo video! Fatto con l’intelligenza artificiale e scritto da un romanziere dilettante, quale io stesso ho la velleità di essere. O almeno, avevo tale velleità fino a poco tempo addietro. Il senso della storia, che ribadisco è totalmente inventata, è farci apprezzare la solitudine. Questo invito, a non disprezzare la vita solitaria, mi chiedo se viene rivolto a tutti gli utenti di internet nel mondo o solo in Occidente, dove negli ultimi cinquant’anni ha imperversato l’emancipazione femminile, giacché, tale manipolazione dei cervelli, applicata principalmente sui social, potrebbe essere messa in relazione con la disgregazione della famiglia cominciata a partire dalla nascita del Femminismo verso la fine degli Anni Sessanta. Po...

Le quattro colonne della saggezza

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Il libro in oggetto fu pubblicato nel 1921 e contiene la traduzione fatta dal viennese Karl Eugen Neumann di antichi testi risalenti a più di duemila anni fa e rimasti conservati in un tempio buddista in Sri Lanka, finché una squadra di archeologi europei non li scoprì alla fine dell’Ottocento. L’ho letto e riletto, ma non sono riuscito a capire quali fossero i quattro pilastri della saggezza secondo il Buddha. Per fortuna, in mio soccorso è venuto un video su you tube che ha messo ordine nella mia testa confusa. Ma prima di accingermi a descrivere i quattro pilastri della saggezza, devo evidenziare che per capire un qualsiasi testo non basta che sia nella propria lingua madre, ma deve essere anche nella propria logica madre. Non so con certezza se esista una logica madre, ma so che non basta leggere un testo nella propria lingua, perché ci vuole anche la stessa logica. Evidentemente, i seguaci di Siddharta Gautama, che hanno scritto tali testi, non ragionavano come ragiona l’uomo mod...

L'umiltà di non sapere

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    A me non spetta dimostrare niente! Mi basta solo non incontrare su Facebook bande di demoni a caccia di qualcuno da linciare. Del resto, nemmeno a tali indemoniati interessa veramente sapere di che forma è la Terra. Si divertono a umiliare ed offendere chi non la pensa come loro. Terra piatta o tonda è solo uno dei temi caldi che possono dare luogo a frustranti scambi di offese. Altri temi sono Israele/Palestina; Destra/Sinistra; caccia o non caccia e, soprattutto, l’alimentazione: vegani/onnivori. Ho sentito un tizio, riguardo al cibo, affermare che il Risveglio dell’anima, cioè il raggiungimento della Consapevolezza, può verificarsi sia in un vegano che in un carnivoro, perché a suo dire il consumo di carne non pregiudica il risveglio della Coscienza. Per cui, l’autore suggeriva di evitare di accanirsi gli uni contro gli altri, di lasciare che ciascuno mangi quel che gli pare, perché tanto la persona può evolversi spiritualmente a prescindere da ciò che mangi...

Rantolo

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  Era il mese del ghiaccio nella tenda, che precede quello in cui i vitelli perdono il pelo, secondo il calendario lunare degli indiani americani e per me, in fatto di produzione di fluidi e della loro espulsione, ero nella fase del catarro in bocca, che è diverso dal catarro in gola, perché finché è in gola, con un colpo di tosse lo si sposta da un’altra parte, fino al prossimo colpo di tosse che lo sposterà ancora da qualche parte, ma quando il bolo di materia verdognola, carico di virus, ti arriva in bocca, senza che tu sappia come ci sia finito, ovvero senza preavviso, hai solo due possibilità, o deglutire, per poi ricominciare il ciclo poiché si ricaccia nello stomaco un malloppo di virus che poi da qualche parte devono uscire, oppure correre in bagno e scaricare il malloppo nel cesso. Di solito, mi riesce la seconda opzione, senza sforzo, benché uscire di scatto dal tepore delle coperte per andare fino al freddo bagno abbia il suo costo in termini di calorie, ma ...

La libertà d'insegnamento non si tocca!

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    Ho ingaggiato una furibonda discussione con una banda di miserabili utenti di Facebook, che difendevano le paranoiche esternazioni di un loro leader influencer. Mi è già successo in passato di finire nel mirino di gruppi di fanatici che si danno al linciaggio nei miei confronti. Mi era successo con gli omosessuali e con i cristiani fondamentalisti e siccome non sono capaci di astenersi dall’offendere chi non la pensa come loro, chi li critica, mi sono accorto che se lascio correre e non rispondo all’offesa, poi ci rimugino sopra e sto male, di un malessere tutto psicologico, per cui ho provato a rintuzzare colpo su colpo alle offese, ripagandoli con la stessa moneta, cioè restituendo le offese in modo simmetrico, e a volte anche rincarando la dose. Risultato: sto male anche così, di un malessere tutto psicologico, che tende a sfociare nel fisiologico. Il motivo del contendere, espresso dal loro influencer, era che gli insegnanti non devono parlare di politica ...

Ecco da chi hanno imparato!

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    Lo hanno fatto di nuovo! Dopo aver allontanato dal bosco le tre bambine anglosassoni, ora lo Stato assassino italiano ci riprova in provincia di Arezzo, ma stavolta sono due bambini di 9 e 4 anni ad essere deportati. Il piccolo, quando è stato sollevato di peso dalle assistenti sociali, con la coreografia di ben 12 carabinieri, strillava come un’aquila, dimostrando chiaramente che non voleva essere strappato dai genitori e dal fratello. Oltre all’accusa di non frequentare la scuola pubblica e alla risibile argomentazione che non potevano socializzare con coetanei o adulti diversi dai genitori, l’accusa principale è di non aver fatto le vaccinazioni pediatriche. In questo caso, i genitori hanno piena legittimità a rifiutare trattamenti medici non sicuri e quindi potenzialmente pericolosi per i propri figli. Hanno quindi esercitato il loro diritto all’obiezione di coscienza. Se milioni di italiani, negli anni tra il 2020 e il 2024, avessero fatto altrettanto,...

C'era una volta una famiglia nel bosco

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    Di tutti i commenti che ho letto, non ce n’è uno che si sia schierato dalla parte dei giudici. Tutti, ma proprio tutti, stanno con la “famiglia nel bosco”. Vorrei essere un sociologo per spiegare perché questa vicenda ha suscitato tanto clamore. Da complottista, mi verrebbe da pensare che i padroni occulti l’abbiano fatto apposta. Cioè, abbiano creato il caso. O almeno gli abbiano dato molta visibilità per qualche secondo fine. Perché? Per creare ulteriore malcontento presso la popolazione? Affinché gli utenti dei social possano dire che siamo un paese allo sbando, fallito, con una magistratura e una polizia che usano due pesi e due misure? I Rom e i figli dei mafiosi lasciati stare e gli “alternativi”, gli anti Sistema perseguiti per legge? Ma davvero lo Stato ha così tanto a cuore l’educazione dei bambini? Sarebbe come dire che lo Stato si preoccupa della salute dei cittadini obbligandoli a vaccinarsi. Quando l’ambiente è sano, i genitori sono dotati di riso...

Cercasi coerenza!

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  Fanno, in grande, quello che facevo io due anni fa. Danno i simpaticissimi suricata in pasto alle iene, giustificandosi dicendo che sono troppo numerosi. Detto per inciso: quante persone sborserebbero cifre importanti per comprarsi un suricata, da tenere in casa come animale domestico? Due anni fa io mettevo cavallette vive nel terrario del le mantidi, per poter fotografare il crudele pasto. Sono stato criticato, per questo, sui social, per mancanza di coerenza, poiché mi dichiaro animalista, ovvero afferm o di possedere un app r occio etico verso gli animali. Nello zoo di Zurigo , piuttosto che comprare bestiame macellat o nei mattatoi, secondo le norme che prevedono lo stordimento preventivo della vittima, danno alle iene da mangiare i suricata, in sintonia con le regole crudeli della Natura. In Cina, per seguire le stesse crudeli regole, danno asini vivi da mangiare alle tigri, e nell’orario in cui ciò avviene c’è sempre ressa di pubblico, con aumento dei g ...

Il Pendolo centenario della Storia

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    Lo dice già da un po’ anche Barbero, ma lui, essendo uno storico e quindi parlando di eventi passati, non è inquietante come il ragazzo toscano del video. In Germania, dove cost ui vive dal 2016, il ministro della pubblica istruzione ha introdotto due ore annue di educazione alla guerra, per gli istituti superiori, ovvero come prepararsi a situazioni di crisi con città bombardate, mine e droni in agguato e cadaveri da seppellire. Un bello scenario davvero! Due ore all’anno sono un’inezia, ma nessuno c’impedisce di credere che il ministero aumenterà le ore dedicate a questo tipo di educazione. La notizia va messa in relazione con l’enorme riarmo che la Germania sta affrontando, con gli ospedali già predisposti a ricevere feriti da armi da fuoco, con la presidente della Commissione europea non a caso di nazionalità tedesca e con i “corsi e ricorsi” della Storia, di modo che la Germania di oggi sta ripercorrendo le orme di quella di un secolo fa, di quando uscì s...

Cuccioli di gazzella in mezzo ai leoni

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  Siamo a conoscenza delle nostre fragilità in confronto con la forza e l’arroganza del P otere. Siamo come cuccioli di gazzella che devono mettersi a correre appena svegli, se non vogliono finire tra le fauci del leone. Basta un diverbio con i carabinieri e un giudice arrogante ci sbatte in carcere per otto mesi, com’è successo ad Enrico Gianini. Basta non mandare i propri figli a scuola e un giudice arrogante toglie la potestà genitoriale e affida i minori a un’assistente sociale. La stessa cosa si può dire riguardo alle vaccinazioni, cioè se non si sottopone il proprio figlio di pochi mesi alla esavalente (sei vaccini in uno), un giudice arrogante ci leva il bambino e lo fa vaccinare d’imperio. Idem con i Testimoni di Geova, che rifiutano le trasfusioni di sangue e a volte si vedono sottratti i figli, per questo. Qualcosa di simile accadde a Lino Bottaro e a sua moglie, di Padova, evento capitat o poco dopo che alcuni di noi, sottoscritto compreso, scrivevano per Stampa Libera,...

Le mucche emancipate

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  Stavo per scrivere un articolo scettico – per non dire cinico - nei confronti di un’azienda agricola particolare del Canton Ticino ma, dopo aver letto la sua storia, cioè quella del suo proprietario, sono giunto alla conclusione che non si tratta di una truffa per accalappiare i gonzi, ma di una realtà meritevole di rispetto e collaborazione. Il focus del discorso è questo: un tizio che per tutta la sua giovane vita ha sfruttato le mucche, ricavandone lat t e e formaggio, improvvisamente subisce una metanoia e smette di man d are mucche e vitelli al macello, come fanno tutti gli allevatori. Smette perché divorato dai sensi di colpa, poiché evidentemente quello non era il suo mestiere, gli mancava il requisito più importante per un allevatore: il cuore di pietra. Mi viene in mente che un professore universitario delle mie parti, molti anni fa, scrisse una poesia in cui parlava di una mucca che per tre giorni muggiva disperata dopo che le avevano tolto il vitello. Da notare che, o...