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Visualizzazione dei post con l'etichetta femminismo

I bambini sono il primo bersaglio

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  I bambini sono l’obiettivo primario di ogni forma di genocidio. Lo abbiamo visto nel momento in cui i soldati più morali del mondo sparano in testa ai bambini palestinesi. Questa è la forma diretta di genocidio, ma i bambini possono anche essere sottratti ai genitori, come è successo alla “famiglia del bosco”, e trasferiti altrove, dandoli in custodia a persone che non sono i genitori naturali. Ma un genocidio, termine coniato da Raphael Lemkin ed usato la prima volta nel 1944, si può intendere in due maniere, ovvero si può “considerare il trasferimento forzato di bambini in un altro gruppo o con provvedimenti miranti ad impedire le nascite”. Ricavo questo passaggio da “Lo stato criminale”, di Yves Ternon – Editrice Corbaccio, 1997 – pag. 43.  

Il destino del criceto

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  Io sono un “boomer”. Ho vissuto nel secolo scorso e sto vivendo in questo. Vedo i pregi del primo e i difetti del secondo. Non solo non capisco niente di tecnologia digitale, ma non capisco più neanche cosa è vero e cosa è falso. La cosiddetta intelligenza artificiale mi sta mandando in tilt e non sono l’unico a lamentarsi di ciò. Ho sempre inseguito l’eterno femminino ma, giudicando a posteriori – e non potrei fare diversamente – tutte le donne che ho conosciuto erano disturbate mentali. Tutte avevano, in dotazione, il loro ramo di pazzia d’ordinanza. Molte amavano i gatti e forse proprio per questo mi sono sembrate pazze, nel vero senso della parola, cioè soggetti che reagiscono sconsideratamente agli stimoli della realtà. Io probabilmente non sono diverso.  

Gli eunuchi di Samarcanda

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  Tradizionalmente si sostiene che gli uomini abbiano un’intelligenza razionale, mentre le donne un’intelligenza emotiva. Sono entrambe forme di intelligenza, ma quella degli uomini mira a trovare le soluzioni a un dato problema, mentre quella delle donne pure, ma percorrendo altre strade.  

C'era una volta una famiglia nel bosco

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    Di tutti i commenti che ho letto, non ce n’è uno che si sia schierato dalla parte dei giudici. Tutti, ma proprio tutti, stanno con la “famiglia nel bosco”. Vorrei essere un sociologo per spiegare perché questa vicenda ha suscitato tanto clamore. Da complottista, mi verrebbe da pensare che i padroni occulti l’abbiano fatto apposta. Cioè, abbiano creato il caso. O almeno gli abbiano dato molta visibilità per qualche secondo fine. Perché? Per creare ulteriore malcontento presso la popolazione? Affinché gli utenti dei social possano dire che siamo un paese allo sbando, fallito, con una magistratura e una polizia che usano due pesi e due misure? I Rom e i figli dei mafiosi lasciati stare e gli “alternativi”, gli anti Sistema perseguiti per legge? Ma davvero lo Stato ha così tanto a cuore l’educazione dei bambini? Sarebbe come dire che lo Stato si preoccupa della salute dei cittadini obbligandoli a vaccinarsi. Quando l’ambiente è sano, i genitori sono dotati di riso...