Il pastore errante dell’Italia
Leggiamo spesso le geremiadi dei pastori italiani che lamentano le predazioni dei lupi ai danni delle loro greggi. Alla ferale notizia segue tutto un codazzo di cacciatori e altri “rurales” (leggi zotici) che auspicano lo sterminio dell’intera popolazione lupesca in Italia, con un fervore così zelante che sembrano soldati israeliani quando parlano dei bambini palestinesi. Tra la caterva di commenti genocidari, in riferimento ai lupi, si legge ogni tanto qualche commento di persona informata, studiosa di etologia e magari anche facente parte di qualche università, che cerca di spiegare come è inevitabile che i lupi scelgano opportunisticamente le prede più facili e, tra un velocissimo capriolo e una assonnata pecora non c’è partita: il lupo sa cosa scegliere, con grande rabbia del pastore. Ma quando costui chiede l’abbattimento dei lupi sbaglia, s’inganna, si confonde, sgarra, fa un passo falso, prende una cantonata. In poche parole, erra. E quindi lo si può definire...