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Faina scostumata

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    Quando sono andato a recuperare la fototrappola, ho notato che dentro il vassoio in cui avevo messo l’esca per i caprioli, c’erano delle deiezioni, ma non ci avevo fatto troppo caso. Una volta arrivato a casa, il video mi ha mostrato il responsabile: una faina che sembra avesse in mente di fare solo quello. E nient’altro. L’esca è un sale attrattivo al gusto di mela , adatto per caprioli, cervi e cinghiali. Ce n’è anche di altri gusti: castagna, prugna e noce. Una confezione già aperta mi fu regalata qualche settimana fa nel negozio dove ho comprato la fototrappola, da un’impiegata che vi lavora e che ha anche lei la passione di filmare gli animali selvatici. Sapevo che le volpi depositano i loro cataboliti solidi sopra le pietre e altre sporgenze del terreno, per marcare il territorio, ma non avevo idea che lo stesso comportamento venisse adottato anche dai mustelidi. L’odore di mela, inusuale per quella zona, deve aver spinto il soggetto a contrassegnare il ...

Merli separati in casa

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  E’ lo stesso posto dove pochi giorni fa ho ripreso lo sciacallo dorato, attirato dall’odore di un capriolo in putrefazione, che avevo messo come esca dopo averlo trovato morto su una strada asfaltata. Ma una fortuna così, di riprendere uno sciacallo, capita raramente. Stavolta non ho usato esche, ma ho pensato che un piccolo ruscelletto, anzi una pozzanghera, fosse sufficiente per attirare qualche animale. Rane ce n’erano, le avevo viste, ma non compaiono nel video. A farla da padrone è invece una coppia di merli in cerca di cibo, con la femmina che si è data da fare di più, forse perché sente maggiormente la responsabilità di nutrire la covata. Fanno anche una fugace apparizione un ratto, in ore notturne, e una gallinella d’acqua e uno scoiattolo melanico di giorno. Caprioli e faine non pervenuti.

Rane rosse per te

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  Tra la rana dalmatina e la rana di Lataste propendo per la seconda. E’ più diffusa nell’Italia del nord est e vive preferibilmente in pianura, mentre la dalmatina, benché anch’essa si trovi in pianura, può spingersi fino ai 2.000 metri d’altitudine. Da un paio di mesi ho messo una serra in nylon sul lato nord della casa ma, a causa della grande calura che abbiamo avuto di recente, sono tuttora costretto a tenere la porta spalancata, perché altrimenti le piante in vaso cuociono. In pieno giorno infatti, la temperatura al suo interno, con la porta chiusa, supera i 50 gradi. La rana del video, comunque, era all’esterno. Quest’anno non ho visto ricci, ma è meglio così perché uno dei miei cani, il bulldog francese, appena di notte ne incontra uno nel cortile, non può fare a meno di attaccarlo e, quasi sempre, ucciderlo e mangiarlo. Sul davanti della casa, ovvero dove batte il sole per più ore al giorno, sotto l’albero di alloro, ho un laghetto artificiale di 750 litri, s...

Con alleati così, chi ha bisogno di nemici?

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    Questo signore si chiama Giancarlo De Salvo e mi cancella i commenti. Ha rifiutato la mia richiesta di amicizia su Facebook e io comincio ad avere qualche sospetto su di lui. Non è la prima volta che indice una raccolta di firme referendarie, avendo cominciato una prima volta, se non sbaglio, nel 2021, ma mai ha avuto l’adesione delle grandi associazioni animaliste e quando dico grandi associazioni animaliste penso alla LAV di Felicetti e ad Animalisti Italiani di Caporale. Ora penso che se non gli hanno mai dato quello che sembrerebbe un doveroso appoggio, visto che si tratta di chiedere un referendum sulla caccia, ci sarà una ragione. Inizialmente, quando pochi giorni fa ho saputo della sua iniziativa, ero favorevole e sono andato in Comune per firmare la richiesta di referendum, per scoprire che i moduli non c’erano. Su questo vertevano le mie richieste di chiarimento, rivolte al soggetto in questione, ovvero sul perché i moduli non fossero stati inviati ai...

L'armata Brancaleone

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    Fui arrestato una prima volta nel 1982 per attività di sabotaggio della caccia e del tiro al piccione. A quell’epoca ero iscritto sia alla LAV che alla LAC, ma mentre la LAV di Alberto Pontillo mi espulse, la LAC di Carlo Consiglio mi nominò delegato regionale. Queste due reazioni opposte furono dovute al fatto che Pontillo non aveva alcun partito di riferimento, come invece accadeva alla LAC, che gravitava nell’orbita del Partito Radicale. In seguito, il povero Pontillo subì l’attacco di tre giovani rampanti, cresciuti sotto la sua ala protettrice, i quali, come si suol dire, gli “fecero le scarpe”, cambiandogli la serratura dell’ufficio e impossessandosi del marchio dell’associazione. Erano Gianluca Felicetti e Walter Caporale, più un terzo che si trasferì in Gran Bretagna e di cui ho dimenticato il nome. Avendo adocchiato il business, dopo un po’ il Felicetti si tenne la LAV e il Caporale se ne andò fondando un’associazione tutta sua: gli Animalisti Italian...

Gli animali selvatici sono a proprio agio

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  Mi verrebbe da pensare che siano una madre di capriolo con il suo cucciolo, ma le dimensioni mi sembrano identiche e quindi potrebbero essere due femmine adulte. Forse però a metà luglio i nuovi nati sono già grandi quanto la madre, anche se di solito sono due i cuccioli che vengono messi al mondo. Dal comportamento rilassato si capisce che in questa zona, denominata “Natura 2000”, non sono minacciati dai cacciatori, ma fuori di qui, nei campi circostanti, è pieno di altane. Del resto, al di là delle dichiarazioni di parte secondo cui la caccia è una passione, fatta di albe incantate, dell’aria frizzantina del mattino e dei variopinti tramonti, in compagnia del fedele amico a quattro zampe, la carne di capriolo è ben quotata sul mercato necrofilo dei cadaveriani e in tutti i ristoranti della zona è possibile mangiare capriolo con polenta. Io mi chiedo, forse ingenuamente, ma se si facesse vedere ai clienti questo breve filmato che mostra la grazia dei movimenti e la bellezza di a...

Incomunicabilità profonda

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  Avevo scelto alcune frasi dei cacciatori, insieme a quello che avevo loro risposto, ma il risultato era di uno squallore desolante, per cui ho lasciato perdere. Mi limito a riportare un botta-e-risposta tra me e uno di loro, tale Dino Pardini, che non si capacitava del modo di ragionare, diverso e opposto, che gli animalisti hanno rispetto a lui e ai suoi colleghi. Era un modo per gettare un ponte tra noi e loro, aprire una finestra di dialogo, offrire una sponda per capire quanto è vasto il mondo e come non esista un pensiero unico, il loro, ma si possa vedere la natura e gli animali sotto un’altra angolazione, e non attraverso il mirino di un fucile. Mi sono aperto con una piccola confessione, un aneddoto di vita vissuta, ma ne ho ricevuto “pesci in faccia”, come si suol dire. Nel ricordarvi che “Me ne frego!” era uno slogan del Ventennio fascista, vi riporto questo mio breve scambio di battute.