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Abelardo e gli Elohim

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  L’orribile storia di Abelardo presenta diversi aspetti interessanti. Ma procediamo con ordine. Fino ad oggi sapevo, grazie a Mauro Biglino, che il Gesù dei Vangeli fosse un mix di diversi personaggi storicamente esistiti. Era un Esseno, quando predicava pace e amore; era un Nazireo, in quanto portava i capelli lunghi secondo i loro costumi; era uno Zelota, quando finì inchiodato a un palo per aver guidato una cellula terroristica di patrioti come Giuda il Sicario, ammazzando nottetempo i soldati romani. Ma che fosse anche un fariseo non lo avevo considerato, per dirla alla Renato Zero. Tuttavia, non mi stupisco, poiché secondo quanto si legge nel Vangelo di Luca, a dodici anni sosteneva discussioni con i sacerdoti anziani del tempio, dimostrando di avere ottime conoscenze della legge ebraica. E per forza, era un loro studente! Poi, crescendo, divenne dissenziente, un vero rompiscatole come Pietro Abelardo, uno che spaccava il capello in quattro, e quando i sacerdo...

Le contraddizioni della geisha

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  In una delle trasmissioni di successo di qualche anno fa, della serie “Turisti per caso” , Patrizio Roversi entrò in un ristorante giapponese e decise di assaggiare carne di balena. La cameriera, vedendo la sua titubanza, dettata forse da scrupoli di natura etica, gli chiese: “Tu mangi pesce?”. Alla risposta affermativa del Roversi, la donna concluse: “E allora? La balena è un pesce come tutti gli altri!” e l’uomo bianco, civilizzato e tendenzialmente ecologista, chinò il capo e si mise a masticare la carne del cetaceo, cucinata Dio solo sa come.   

La montagna che ha partorito un volpino

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  Potrei scrivere un romanzo sulle mie vicissitudini con le fototrappole, ma per ora devo accontentarmi dei 30 secondi di una volpe che non si vede nemmeno per intera. Le mie vicissitudini, per farla breve, cominciarono quando mi fu rubata la prima fototrappola, che avevo lasciato al Tagliamento, avendo usato come esca un capriolo morto. Quando tornai sul posto, il capriolo era ancora lì, non si era mosso, nessun predatore era venuto a banchettare con le sue carni, com’era nelle mie aspettative, ma in compenso la fototrappola non c’era più.   

Tutto torna alla terra

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  Un amico mi ha aiutato a portar furori dal soggiorno un divano. Nella manovra, passando dal soggiorno al corridoio, ha urtato contro la vetrinetta dei fossili e dei minerali, provocando la caduta del ripiano in vetro più alto che, cadendo, ha frantumato anche quello sotto e tutti i minerali che stavano sopra entrambi si sono frammischiati insieme alle schegge di vetro. Molti cristalli, di quarzo e di gesso, si sono spezzati. Si è trattato di un collasso strutturale e poteva capitare anche a me, oppure ai cani quando litigano e con i loro corpi sbattono contro la vetrina. L’evento mi ha portato a fare le seguenti riflessioni, avendolo preso, come si suol dire, con filosofia.  

Stormi di ebrei neri

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  Sembra uno di quei video di scarsa qualità che faccio io con una mano, magari tenendo Pablo al guinzaglio con l’altra. E infatti, recentemente ho filmato così uno stormo di gru in migrazione , in cui si faceva fatica a capire cosa si vedeva, se non lo dicevo io, ma le gru hanno sempre l’abitudine di volare molto in alto nel cielo. Nel caso in oggetto, si tratterebbe di corvidi, anche se la prima volta che ho visto il filmato, pochi giorni fa, a me erano sembrati grossi rapaci, sempre in migrazione, ed ero arrivato al punto di negare che si trattasse di Tel Aviv, ipotizzando che fosse Istambul, visto che il Bosforo è un passaggio obbligato sulla rotta delle migrazioni di ritorno per la nidificazione, tanto è vero che molti ornitologi vanno sul Bosforo, in questo periodo dell'anno, proprio per fare birdwatching, oltre a foto e video.  

E’ cominciato il famoso Risveglio?

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  Personaggi: la donna della bibliocabina; la ragazza del consorzio agrario; l’uomo del camioncino della frutta. LA DONNA DELLA BIBLIOCABINA Ce n’è solo uno che m’interessa: “Dal big bang ai buchi neri” . Sto per prenderlo, ma c’è una donna fuori dalla bibliocabina, ferma in piedi, che mi guarda. Esco e le cedo il posto. E’ un viso noto. - Ecco, è tutta sua – le dico. - Ah, non si preoccupi, faccia con calma - mi risponde. Attraverso la porta aperta, afferro il libro, lo apro davanti a lei e vedo che le pagine si staccano dal dorso. - Io li pulisco, ma qui prendono umidità e si rovinano – dice la donna. Ne convengo. - Vada alla COOP, ché sono ben tenuti e soprattutto non li rubano – aggiunge ancora la donna dal viso noto. - Chi è che ruba i libri? - chiedo. - Quelli che poi li rivendono nei mercatini – risponde. - Sta parlando con uno che ha fatto i mercatini per vent’anni – preciso io. - Non voglio dire che sia stato lei, ne abbiamo bec...

Chi cristiano si fa, il musulmano se lo mangia!

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  Non pensavo che alla COOP di Codroipo ci fosse un angolo dei libri che si possono prendere e poi restituire, oppure tenerseli, o per lo meno non ci avevo mai fatto caso, ma ieri mi sono fermato, dopo aver pagato alla cassa le merci che avevo comprato, e ne ho presi due. “Racconti di Gerusalemme”, di Shemuel Yosef Agnon e una biografia di Gandhi. La sera, a letto, ho cominciato il primo ma l’ho quasi subito scartato perché nel racconto intitolato “Un cane randagio”, c’era come protagonista proprio un cane randagio preso a sassate nei vicoli della Gerusalemme Vecchia. Anche se il racconto fu scritto negli Anni Venti, e quindi va contestualizzato e messo in relazione con la mentalità dell’epoca, non mi è bastata come giustificazione, per spiegare il fastidio che quella lettura mi provocava, e l’ho messo da parte. L’altro, su Gandhi, l’ho letto nel corso della notte, finendolo prima che sorgesse l’alba.