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Truccatori allo sbaraglio

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  Da eroe a pagliaccio è un attimo. Il servitore della patria in divisa ha fatto un bel servizio a Giorgia Meloni, che ora potrà emanare leggi contro le manifestazioni di piazza, comprese quelle di una decina di persone, come facevamo noi animalisti illo tempore. L’attacco “a tenaglia”, con il poliziotto da un lato, malmenato da colleghi travestiti e da balordi senza arte né parte, e la presidente del consiglio, dall’altro, che lo va a trovare in ospedale, sembra riuscito alla perfezione. Mi ricorda l’attacco alle Torri Gemelle, anche quello un “inside job”, un lavoro interno, che diede il pretesto al governo americano di emanare il “Patriot act”, che vige tuttora e che rappresentò la nascita della famigerata ICE. Gli statunitensi, si sa, amano fare le cose in grande e hanno avuto bisogno di quasi tremila morti per dichiarare guerra all’Iraq e all’Afghanistan, definiti stati canaglia e accusati di dare ospitalità ai terroristi. Noi in Italia non abbiamo grattacieli da ...

I due eroi

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  Il bersaglio siamo noi! A martellate prendono l’unico neurone funzionante che ci è rimasto. Come diceva Malcolm X, fanno passare per vittime i carnefici e per carnefici le vittime. A Torino quanti candelotti di lacrimogeno sono stati sparati? Quanta gente è rimasta intossicata? Quanti contusi per le manganellate dei carnefici, quelli veri, in divisa, che appartengono a una tribù diversa dalla nostra? Sono stati ben condizionati mentalmente, prima di ordinargli di andare a caccia di manifestanti, gli hanno spiegato chi è il nemico e loro sono andati a combattere. Portano scudi in plexiglas e fucili per sparare pallottole di gomma, che se ti prendono in un occhio ti rendono cieco. Anche i candelotti di gas irritante, se ti colpiscono, fanno male. La gente fugge terrorizzata, per cercare riparo, un posto dove l’aria sia respirabile, ma sa che potrebbe essere imbottigliata in qualche vicolo, con la tribù ostile che la circonda e toglie ogni via di fuga. Guai a lasciarsi ...

Norvegesi brutta gente!

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  Mia madre se ne stava seduta su una panchina della stazione, aspettando che arrivasse il suo treno. Non so neanche perché era andata a Udine quel giorno. Stava sbriciolando qualche cracker per terra quando un’ombra le si parò davanti e le fece alzare lo sguardo. Era un ferroviere che si mise a rimproverarla perché secondo lui non si deve dar da mangiare ai piccioni. Molti anni dopo, ero in Sri Lanka e avevo messo ad asciugare al sole alcuni semi da me raccolti, che intendevo portare in Italia per seminarli. Quando ritornai a casa i semi non c’erano più, ma al loro posto c’era il proprietario del bungalow che si mise a rimproverarmi perché secondo lui non si deve dar da mangiare alle scimmie. Scimmie che avevo visto, sugli alberi, ma che non pensavo fossero così ardimentose da avvicinarsi alle abitazioni degli uomini. Avevano aspettato che me ne andassi per far sparire quel magro bottino. Dovetti rinunciare ai semi, ma in cambio incassai il rimprovero di un cingalese...

X animals

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    In ogni film che si rispetti ci deve essere chi faccia la parte del cattivo. In genere, l’attore che deve interpretare tale ruolo viene scelto fra quelli che hanno una faccia da brutto ceffo. Peter Strauss , per esempio, non fu mai scelto per tale ruolo perché aveva una faccia da bravo ragazzo. Nel film in oggetto, “ Animal Kingdom ”, non c’è un singolo attore cattivo, ma uno collettivo, ovvero una categoria di uomini che maneggiano armi, quali sono i cacciatori, odiatissimi dalla gente e amati credo solo da chi ha una mentalità violenta e soprattutto antropocentrica. Il tema del film non è nuovo. Esseri umani che si trasformano in animali, quasi a voler evidenziare la nostra parentela con il Regno Animale, di cui facciamo parte, nel bene e nel male, almeno strutturalmente. Già nell’antichità ci furono autori di testi che diedero la parola agli animali, allo scopo di produrre favole con un messaggio morale. Fedro ed Esopo furono fra questi, nonché Apuleio, c...

Vittime cattive e carnefici buoni

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    Che effetto vi fa sentire un racconto pieno di bugie ed ascoltare la versione stravolta e fuorviante di un dato evento? A me provoca una leggera nausea e mi fa bestemmiare sottovoce. Dopo l’uccisione a sangue freddo di Alex Pretti, da parte di uno sconosciuto miliziano di Trump, mandato dallo squilibrato presidente americano a stanare i clandestini, non potevano mancare sul web testi che ribaltano la realtà e fanno passare le vittime come fossero carnefici e i carnefici come fossero vittime. Del resto, Malcolm X lo aveva detto, di stare attenti, e gli israeliani sono i massimi esperti di bugie, con i loro tunnel sotterranei e il loro corpo speciale chiamato Hamas. Addirittura, sono riusciti a convincere la CNN , che in un primo momento aveva descritto Alex Pretti come un infermiere pacifista, a rinnegare quanto detto precedentemente e a descrivere il 37enne assassinato dalla polizia come un incallito criminale. Sentite un po’ qua: “Si tratta quindi di un delin...

L’inverno è lastricato di buoni termosifoni

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  Christian. La mattina gli avevo portato una borsa di spesa, tra cui due bottiglie di vino ed eravamo d’accordo che all’ora di pranzo sarei andato a prenderlo per portarlo al ristorante. Troppo tardi mi accorsi, seduti al tavolo, che non era del tutto sobrio e infatti mi disse che, aspettandomi, aveva fatto fuori una bottiglia e mezza del vino che gli avevo portato. Durante il pranzo si comportò da ubriaco, gridando, gesticolando e disturbando gli altri avventori. Quando lo riportati a casa volle manifestarmi la sua benevolenza e gratitudine abbracciandomi con forza esagerata e cercando di baciarmi. Ma io odio i contatti fisici, specie quelli con persone del mio stesso sesso. Da quella volta, ho deciso che non lo andrò più a trovare, perché gli ubriaconi mi mettono a disagio: non si sa mai come possano reagire.

La grande menzogna

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  Non ho le prove, ma secondo me è andata così! I russi arrivarono ad Auschwitz, liberarono i pochi superstiti, li rifocillarono e li curarono. Tra di loro, al seguito dell’Armata Rossa, c’erano alcuni funzionari ebrei che, perlustrando il campo, ispezionarono tra gli altri edifici anche l’obitorio. Uno di loro ebbe un’idea geniale. Nel rapporto che stilò scrisse di aver trovato una camera a gas, dove i prigionieri venivano gasati. Comunicò tale “scoperta” ai suoi colleghi e ai suoi superiori. L’idea piacque, perché l’odio verso i nazisti era grande e bisognava, ora che i tedeschi avevano perso la guerra, diffamarli un po’ per giustificare a se stessi e agli occhi del mondo di aver compiuto una buona azione sterminandoli. Negli uffici, tra quelle salvate dalla distruzione che i tedeschi in fuga avevano fatto delle scartoffie, trovarono anche delle foto di lunghe file di prigionieri nudi, a cui era stata data una saponetta ciascuno, in attesa di entrare nelle...docce e...