Lettera a un cittadino mai nato
Hai reso la mia vita un inferno e le città invivibili, ma non è colpa tua perché, lo dico senza offesa, il tuo Q.I. è sempre stato molto basso. Selvaggio eri nei tuoi paesi d’origine, selvaggio hai continuato a vivere qui presso di me, senza accorgerti che il contesto era cambiato. Qui hai trovato l’America, hai trovato amici che ti hanno accolto, perdonandoti i tuoi colpi di matto e perfino i tuoi reati. Non sapevi – e non potevi saperlo – che questa dove sei stato accolto è una società decadente, dove l’ideologia cristiana, portata alle sue estreme conseguenze, insegna che bisogna amare i propri nemici, ed è l’unica religione al mondo a dire una corbelleria del genere. Sulla base di questo c’è stato chi ha detto che non potevi sapere, provenendo dalla giungla, che stuprare una donna in spiaggia fosse reato. E c’è stato anche chi ha profetizzato che il tuo stile di vita un giorno sarebbe stato anche il nostro e in entrambi i casi, a dire castronerie del genere, era...