La zucchina come strumento politico
A un post di Giovanni Storti che parlava del trattato di non proliferazione sul nucleare, che nessuno vuole firmare, né gli USA, né la Russia, né la Cina, un utente gli ha detto: “Scrivi tu a Trump, magari mandandogli uno dei tuoi video su come coltivare i pomodori”. Al che ho commentato che, se ciascuno si crea la sua realtà, USA, Russia e Cina possono fare quello che vogliono, perché le bombe nucleari per me non esistono. Esistono invece le zucchine che ho raccolto stamattina in serra e che, sebbene di piccole dimensioni, cucinerò in umido. La mia provocatoria presa di posizione non è peregrina, poiché potrebbe darsi che tutte le notizie che ci raggiungono, e che ci fanno star male, ci siano recapitate di proposito, volutamente, proprio allo scopo di cancellare in noi ogni speranza, di avvilirci, abbassandoci le difese immunitarie, situazione propedeutica alla vendita di farmaci da parte delle industrie farmaceutiche.