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Tenetevi alla larga dalle persone tossiche

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    Non mi ricordo di preciso quando, ma la farsa del Covid era già iniziata e io decisi di punto in bianco di non guardare più i telegiornali. Può esser stato quattro o cinque anni fa. Fino a quel giorno era stata un’abitudine quotidiana: sedermi a tavola, a pranzo o a cena, con la televisione accesa per ascoltare le notizie, abitudine sconsigliatissima per una sana e tranquilla digestione, ma io lo facevo lo stesso. Da ieri ho deciso di fare qualcosa di simile, riguardante Facebook: non aprirò più i commenti degli sconosciuti, che reagiscono ai miei articoli. Siccome alla mia libertà di pensiero e di parola non sono intenzionato a rinunciare, lascerò che gli utenti sconosciuti m’insultino senza sapere che genere di insulto mi hanno rivolto, ché tanto, gira e rigira, sono sempre le stesse scempiaggini.  

Il Diavolo è la scimmia di Dio

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  Nel 1989 ero candidato con i Verdi - i Verdi dell’epoca, non quella brutta copia di oggi – alle elezioni europee. Qualche settimana prima delle elezioni fui arrestato per aver sabotato un cantiere edile a San Pietro al Natisone, dove si doveva costruire un allevamento di cavie di proprietà della Fidia farmaceutici. Due capoccia d’alto livello, Michele Boato e Andrea Werenfenig, mi tolsero dalla lista dei candidati perché la mia presenza avrebbe costituito una pietra d’inciampo per il buon nome della neonata formazione politica. Mi giudicarono non idoneo per la rispettabilità del partito.  

Quando la mandria si riusnisce

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    L’uomo è un animale sociale. Spesso si riunisce in grandi mandrie. Di solito ha un motivo per farlo: eccitare i propri sensi. Va ai concerti, allo stadio e alle corride. In tutti e tre i casi, c’è qualcosa di interessante da vedere. Nel primo caso, il concerto, per le persone di una certa cultura ed educazione, è una musica che allieta l’anima e la gente rimane ferma al suo posto e si bea delle intime sensazioni che prova, ma talvolta può essere violenta, come con la musica rock, e allora il pubblico si comporta in modo scomposto, rimanendo per lo più in piedi, lasciandosi catturare dal ritmo e ballando o agitandosi in altri modi.  

La forma e il contenuto

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  La mia obiezione è stata semplice e il mio invito a togliere la ferramenta dal volto, altrettanto semplice. Eppure, alle sue “amiche di penna”, che modernamente oggi si chiamano “followers”, non è piaciuta né l’obiezione, né l’invito. La mia obiezione è che non si possono lasciare tematiche importanti, e soggette a furiose dispute virtuali, in mano a persone impresentabili. Sarebbe come chiedere ad Arlecchino, a Pulcinella o a Brighella di parlare di caccia, di diritti animali o di alimentazione vegana. Se proprio questa ragazza vuole fare dei video parlando delle sue esperienze culinarie, che si presenti in maniera decente, con il volto pulito e senza “piercing”, per la stessa ragione per cui chiediamo alle donne musulmane di non indossare il velo quando sono in pubblico.  

La pagliacciata è finita

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  I cacciatori festeggiano! Non tanto per lo scampato pericolo, poiché, nella loro strafottente arroganza, sanno di essere in una botte di ferro, quanto per l’umiliazione inferta agli animalisti. Alcuni di loro, i meglio informati, quelli che in queste ore pubblicano foto di calici di champagne, forse sapevano che si trattava di una messinscena, ma la maggior parte del popolo bue dei cacciatori, pensava che si trattasse di una vera iniziativa animalista, i referendum il cui termine per la raccolta di firme è scaduto ieri, e quindi si stanno sbellicando dalle risa, mettendo in dubbio che gli italiani siano contro la caccia.  

Là dove mangiano i cacciatori

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  Se andate in qualsiasi ristorante del Friuli, sia in montagna che in pianura, nel menù potete trovare le pappardelle al ragù di cinghiale o le tagliatelle al ragù di cervo. C’è un business dietro il gran numero di altane da caccia, sparse nel territorio, da cui gli arditi bioregolatori, seduti comodamente all’interno, assassinano caprioli da mettere in congelatore, interi o a pezzi, di modo che nei ristoranti non manca mai nemmeno il capriolo con la polenta. La gente mangia, divora carne in gran quantità, fagocita proteine e s’ingozza spensieratamente, senza scrupolo alcuno e questo succede ogni santo giorno, tranne nelle giornate settimanali di chiusura dei ristoranti. Non c’è poi molta differenza se a finire nei voraci stomachi della gente sono animali d’allevamento o selvaggina nata e vissuta in libertà, per finire morta ammazzata a colpi di fucile, ma ci sono ristoranti che portano in sé un’aura di vergogna e di scelleratezza che i divoratori di carne non colgon...

Cassandre degli anni Settanta

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    “I danni creati dall’uomo al patrimonio naturale sono innumerevoli, in molti casi irreversibili. La situazione è drammatica sotto ogni aspetto. E’ evidente che non si può continuare in tale modo. Occorre modificare la nostra superba filosofia che ci pone padroni assoluti e irresponsabili nella natura e nell’universo, occorre adottare una nuova politica dei rapporti fra l’uomo e la natura. Istruzione, educazione, leggi adeguate sono necessarie se si vuole allontanare lo spettro imminente di catastrofi su scala planetaria” (Mario Pavan, 1970)