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La faina esce solo di notte

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  Tutti gli esseri viventi, quando sono in stato di veglia, vanno alla ricerca del cibo. E’ l’istinto di sopravvivenza ma, a seconda del cibo preferito, hanno il proprio peculiare modo di procurarselo. Nel mio video precedente, filmato nello stesso posto, si vede una nutria che se ne va in giro in pieno giorno, con estrema lentezza, neanche fosse iscritta all’associazione “slow food”. Nulla la preoccupa, perché di cibo ce n’è in abbondanza, basta fermarsi un attimo e mangiucchiare una tenera foglia d’erba a portata dei denti. Sa di non avere nemici naturali, arrivando dall’altra parte dell’oceano, e quindi non ha un atteggiamento guardingo ma piuttosto contemplativo, per non dire stordito. A volte, anch’io mi sento stordito come una nutria. La faina qui invece gira preferibilmente di notte (non le ho mai filmate di giorno), ed essendo carnivora non è per niente placida, ma agile, nervosa, dinamica, veloce e pronta a ghermire un’arvicola di passaggio. O qualche topoli...

Nessuna insidia per questa nutria

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  Normalmente, le nutrie stanno sempre vicino all’acqua, ma era venuta la pioggia, che aveva trascinato via la polvere al gusto di mela che avevo messo dentro una vaschetta, per attirare i caprioli, e quando l’ambiente è saturo di umidità, le nutrie non hanno difficoltà a farsi i loro giretti. Tanto più che era giorno e in linea d’aria non era troppo lontano dal fiume Stella. In ogni caso, si sentiva al sicuro, in mezzo alla boscaglia ripariale, se n’è andata tranquillamente e, se non ho visto male, prima ha anche bevuto dalla vaschetta. Colpiscono i suoi baffi, o vibrisse, che sicuramente le servono come organi di senso, alla maniera dei gatti. E, come i gatti, le nutrie potrebbero diventare animali domestici, ma devono essere prese da piccole, immagino, sottoponendole a una specie di “imprinting”. Nella realtà, le nutrie sono perseguitate con la futile accusa che le loro tane fanno franare gli argini dei fiumi. Il fiume Stella no di sicuro. Alcuni Comuni del Veneto e della Lombar...

Chi muore giace e chi vive si dà pace

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  Il ministro israeliano delle finanze, Bezalel Smotrich , ha regalato ai coloni auto fuoristrada dai potenti motori, da usarsi appositamente per investire le greggi dei palestinesi, capre, pecore, asini. Qualora i fuoristrada non dovessero essere sufficienti per tutti, i coloni si possono attrezzare per conto loro e così ci sono stati quelli che hanno legato un asino dietro al pick-up e l’hanno trascinato fino a farlo morire, c’è stato un altro che ha ammazzato un cane legato alla catena, bastonandolo in testa. E ora salta fuori quest’altro che, procuratosi del veleno, lo ha fatto ingurgitare ad alcune capre, sotto la supervisione dei militari. Quando i coloni tagliano gli ulivi o versano cemento nei pozzi dei palestinesi, c’è sempre l’esercito israeliano a controllare che tutto proceda secondo i piani. Se ci sono bulldozer che spianano le case dei palestinesi o radono al suolo i loro uliveti, ci sono sempre soldati a sorvegliare le operazioni.  

Campagne pubblicitarie

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    Luca Argentero ci sta fracassando i maroni con la pubblicità dello spazzolino elettrico , aiutato da quell’oca giuliva che fa immaginarie parole crociate chiedendosi “S’infiammano se lavo male i denti”. Giancarlo De Salvo ci ha fracassato i maroni per tutta l’estate, accusando di disonestà le “grandi associazioni” animaliste, aiutato dalla contadinella Michela Bortot. Cosa vende il signor Argentero? Un oggetto di cui non abbiamo mai sentito la mancanza ma che ora, grazie al classico metodo della creazione consumistica dei bisogni, ci manca tantissimo e correremo senz’altro a comprare. Cosa ci voleva vendere il signor De Salvo? L’idea che gli animalisti, che facciano parte di grandi o di piccole associazioni, o che siano dei “cani sciolti” come il sottoscritto, in realtà mirano ad accumulare la vil pecunia e degli animali non gliene importa niente! Ci è riuscito? Con i cacciatori sì, e anzi con loro ha sfondato una porta aperta, ma con gli animalisti? Molti di...

Un subdolo metodo poliziesco

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  A Genova, nel luglio del 2001, io c’ero! Camminando per le strade della città, dopo gli scontri con la polizia, con conseguente devastazione di negozi, uffici e macchine parcheggiate, mi sono saltate agli occhi alcune anomalie. Per esempio, in una piazzetta sotto alberi ombrosi c’erano dei tavolini ribaltati e molti fogli e riviste sparsi per terra. Alcuni ragazzi stazionavano esterrefatti senza sapere che fare. Chiesto loro cosa era successo, mi risposero che erano appena passati i Black Bloc. Per la prima volta sentii quella parola. Erano i banchetti informativi del WWF e della Lipu. E allora, mi venne spontaneo chiedermi: “Com’è possibile? Un corteo di pacifisti, antimilitaristi ed ecologisti che se la prende con ambientalisti riconosciuti e apprezzati?” Qualcosa non mi tornava. Ma non era ancora finita, con le anomalie.  

Est modus in rebus!

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  Eccone un’altra! E’ un’epidemia! La prima animalista piena di orecchini labiali e sopracciliari che ho criticato ha lasciato che il suo “fan club” mi riempisse d’insulti. E va bene così. Questa ha deciso di togliermi la possibilità di commentare, una volta letta la mia riprovazione per i suoi tatuaggi. Ma questa almeno ha la scusante di essere brasiliana, cioè di venire da una parte del pianeta dove tatuaggi e scarificazioni della pelle fanno parte della cultura popolare. Ciò che contesto alle due variopinte donzelle, l’italiana e la brasiliana, non è che si siano imbrattate il corpo e il volto, con inchiostri di vari colori, ma che si presentino come “insegnanti”, o spiegando ricette vegane, o intervenendo in difesa dei diritti degli animali. Poiché l’animalismo è una cosa seria - e c’è gente che è finita in prigione per gli animali - non accetto che ci si presenti in pubblico in modo indecoroso. Ma non l’hanno capita, né le interessate, né le loro seguaci di soc...

Italiani popolo barbaro

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    Ero arrabbiato per il motivo che spiegherò fra poco, e volevo scrivere un articolo, pubblicando la foto dell’ennesimo pettirosso investito, ora che è in atto la migrazione, parlando di quanto barbari siano gli italiani, ma riflettendoci meglio mi sono accorto che l’argomentazione era un po’ deboluccia, considerato che molte delle disgrazie patite dagli italiani sono dovute alla classe politica corrotta e prona agli ordini degli stranieri, siano essi statunitensi o israeliani. Per cui ho abbandonato l’idea di esprimere le mie invettive verso i nostri connazionali, ché tanto ci sono già molti produttori di video su internet che li tartassano per i più svariati motivi. La mia argomentazione che, ripeto, mi è sembrata deboluccia, è che gli automobilisti italiani non prestano attenzione quando guidano, tirando dritti sulle strade extraurbane e riuscendo perfino ad investire i pettirossi. Poco dopo, sullo stesso percorso, ho spostato sull’erba, dalla carreggiata, un...