Là dove mangiano i cacciatori
Se andate in qualsiasi ristorante del Friuli, sia in montagna che in pianura, nel menù potete trovare le pappardelle al ragù di cinghiale o le tagliatelle al ragù di cervo. C’è un business dietro il gran numero di altane da caccia, sparse nel territorio, da cui gli arditi bioregolatori, seduti comodamente all’interno, assassinano caprioli da mettere in congelatore, interi o a pezzi, di modo che nei ristoranti non manca mai nemmeno il capriolo con la polenta. La gente mangia, divora carne in gran quantità, fagocita proteine e s’ingozza spensieratamente, senza scrupolo alcuno e questo succede ogni santo giorno, tranne nelle giornate settimanali di chiusura dei ristoranti. Non c’è poi molta differenza se a finire nei voraci stomachi della gente sono animali d’allevamento o selvaggina nata e vissuta in libertà, per finire morta ammazzata a colpi di fucile, ma ci sono ristoranti che portano in sé un’aura di vergogna e di scelleratezza che i divoratori di carne non colgon...