Crucifige, crucifige!
Anche stavolta mi sono trovato su una posizione controcorrente e sono riuscito a farmi insultare. Su Facebook funziona così. Se solo si dimostra di avere un pensiero un po’ divergente, subito arrivano i “guardiani della rivoluzione” a sputare veleno e rabbia da tutti i pori. Il post di Francesco Andrisano racconta di come una donna, Elizabet Becker, che durante la guerra aveva fatto da sorvegliante in un campo di concentramento polacco, venisse successivamente catturata dalla polizia, messa in prigione, giudicata colpevole e condannata all’impiccagione, cosa che avvenne pubblicamente il 4 luglio del 1946. Essenzialmente, le cose, così come sono andate, hanno una loro ragion d’essere, quando si esce da una guerra e lo spirito di vendetta agita furiosamente i sopravvissuti. Si pensi che l’ultimo omicidio compiuto per vendetta dai partigiani in Italia è del gennaio 1949, ben quattro anni dopo il 25 aprile del ‘45.