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Visualizzazione dei post con l'etichetta psicologia

Animali diffamati dai pagliacci

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  Si attaccano i vegani per mettere in qualche modo a tacere la propria coscienza, chi ce l’ha, affinché non urli troppo quando ci si ritrova nel piatto un pezzo di animale macellato e cucinato. Si attaccano gli animalisti più o meno per la stessa ragione, ovvero per non doversi interrogare sul pessimo rapporto che cacciatori, pescatori o, appunto, carnivoristi, hanno con gli animali, trattati come oggetti e sfruttati in mille modi. Ma gli attacchi a chi ha fatto scelte etiche, cioè vegani e animalisti in genere, possono essere fatti in modo diretto o in maniera subdola. In questo secondo caso, troviamo sia i professionisti come Maurizio Crozza, quando imita il cuoco vegano Simone Salvini, sia i dilettanti, tra cui quel sedicente anticaccia piemontese che risponde al nome di Giancarlo De Salvo e di cui ho già parlato anche troppo.  

Le avventure di un povero idiota

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  Ignazio Silone scrisse “L’avventura di un povero cristiano” . Io, riferendomi a me stesso, e non essendo cristiano, potrei scrivere “L’avventura di un povero ingenuo”. Per l’ennesima volta mi sono ritrovato in una pesante situazione emotiva, cioè sono andato ad impantanarmi in un conflitto che non avevo minimamente immaginato, ingenuo come sono, ma in parte è colpa mia, cioè del mio carattere arrendevole e remissivo. La qual cosa, in termini popolareschi, si esprime con il detto: “Tempi duri per i troppo buoni”. Oppure: “Chi pecora si fa, il lupo se la mangia”. Non so quanti di coloro che leggono queste righe si trovano spesso nel ruolo di pecore remissive, ma una domanda ve la voglio porre: “Non vi siete un po’ stancati di fare sempre le pecore alla mercé dei lupi? Qui scendiamo nel campo della metafisica, ovvero ci si chiede perché nella società umana esiste il ruolo del “lupo” che se ne va in giro a caccia di pecore. Perché non possiamo essere tutti pecorelle ma...

La muerte dei cacciatori

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  Secondo Nietzsche, il popolo che non ha in sé la forza per difendersi dall’aggressione di un altro popolo, più forte e combattivo, non ha nemmeno il diritto di farlo e deve accettare il proprio ruolo storico di vittima e schiavo. Questo principio si può applicare ai palestinesi, abbandonati da tutti, cominciando dagli altri arabi, e lasciato alla mercé di demoni assassini dalla pelle bianca e dai capelli biondi, conosciuti come Aschenaziti, o falsi ebrei. Se però estendiamo tale principio alle altre specie, ne deriva che la fauna selvatica, non avendo in sé la forza di difendersi dai fucili e dalle trappole della specie umana, non ha nemmeno il diritto di vivere e deve accettare il proprio ruolo di vittima predestinata. Nella realtà, c’è una minoranza di esseri umani che, dotati di coscienza, si oppone a questo stato di cose, schierandosi dalla parte delle vittime, siano esse animali o palestinesi.  

Officine meccaniche per relazioni guaste

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  Sull’ingratitudine dei figli sono stati versati nei secoli fiumi d’inchiostro. La questione è annosa, per non dire millenaria, e lo si capisce anche dal fatto che Mosè ha pensato di inserirla nelle cosiddette tavole della legge, conosciute anche come “Dieci comandamenti”. Onora il padre e la madre è il quarto di tali comandamenti, per i cattolici, ma il quinto per gli ebrei. Fatto sta che gli psicologi hanno individuato la ribellione dei figli verso i genitori come una fase fisiologica normale, che si manifesta intorno ai 15 anni. E’ la stessa età in cui molti giovani scappano di casa, quasi per una forma di vendetta o di ritorsione nei confronti dei genitori, per poi fare ignominiosamente ritorno e venire accolti a braccia aperte. Anche qui non possiamo astenerci dal menzionare il riferimento biblico del “figliol prodigo”, su cui sorvoliamo.  

Il Karma esiste

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  Il Karma esiste e io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Da quando quel finto animalista di Giancarlo De Salvo ha indetto una raccolta di firme referendaria, ho partecipato a molte feroci discussioni su Facebook con i cacciatori, che sul tema della caccia hanno i nervi scoperti. Lollobrigida e i suoi complici volevano far loro un piacere, ma le cose sono andate storte e la disapprovazione popolare verso gli sparatori per sport si è manifestata sui social come non era mai successo prima. Fino a pochi giorni fa, anch’io davo il mio contributo all’immane disputa rispondendo alle stupidaggini dei cacciatori e cercando di spiegare perché è immorale considerare gli animali come bersagli, ma soprattutto facendo notare che l’organizzatore del referendum lavorava per loro e quindi non aveva senso insultarlo.  

Lo zimbello per gli allocchi

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  Vi spiego perché quest’uomo è un impostore. Per prima cosa nasce dal nulla ed è un illustre sconosciuto. Indice, per la terza o quarta volta, una raccolta di firme referendarie senza l’appoggio di un partito. Le associazioni animaliste storiche non vogliono averci nulla a che fare. Rifiuta la mia richiesta di amicizia e cancella sistematicamente tutti i miei commenti con i quali gli chiedevo spiegazioni. Come ha fatto con me, ha fatto la stessa cosa anche con tutti quelli che gli scrivevano. E’ presente assiduamente su Facebook e forse anche su altri social, invitando la gente a firmare on line per il referendum che scade il 30 settembre e che richiede 500mila firme per essere valido, non mandando i moduli cartacei nei Comuni italiani, configurando così una sorta di autosabotaggio. I cacciatori lo odiano, caricandolo di insulti, e gli animalisti non gli danno più retta come i primi giorni della sua personale campagna referendaria. Io ho cominciato ad avere qualche ...

Con alleati così, chi ha bisogno di nemici?

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    Questo signore si chiama Giancarlo De Salvo e mi cancella i commenti. Ha rifiutato la mia richiesta di amicizia su Facebook e io comincio ad avere qualche sospetto su di lui. Non è la prima volta che indice una raccolta di firme referendarie, avendo cominciato una prima volta, se non sbaglio, nel 2021, ma mai ha avuto l’adesione delle grandi associazioni animaliste e quando dico grandi associazioni animaliste penso alla LAV di Felicetti e ad Animalisti Italiani di Caporale. Ora penso che se non gli hanno mai dato quello che sembrerebbe un doveroso appoggio, visto che si tratta di chiedere un referendum sulla caccia, ci sarà una ragione. Inizialmente, quando pochi giorni fa ho saputo della sua iniziativa, ero favorevole e sono andato in Comune per firmare la richiesta di referendum, per scoprire che i moduli non c’erano. Su questo vertevano le mie richieste di chiarimento, rivolte al soggetto in questione, ovvero sul perché i moduli non fossero stati inviati ai...

Incomunicabilità profonda

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  Avevo scelto alcune frasi dei cacciatori, insieme a quello che avevo loro risposto, ma il risultato era di uno squallore desolante, per cui ho lasciato perdere. Mi limito a riportare un botta-e-risposta tra me e uno di loro, tale Dino Pardini, che non si capacitava del modo di ragionare, diverso e opposto, che gli animalisti hanno rispetto a lui e ai suoi colleghi. Era un modo per gettare un ponte tra noi e loro, aprire una finestra di dialogo, offrire una sponda per capire quanto è vasto il mondo e come non esista un pensiero unico, il loro, ma si possa vedere la natura e gli animali sotto un’altra angolazione, e non attraverso il mirino di un fucile. Mi sono aperto con una piccola confessione, un aneddoto di vita vissuta, ma ne ho ricevuto “pesci in faccia”, come si suol dire. Nel ricordarvi che “Me ne frego!” era uno slogan del Ventennio fascista, vi riporto questo mio breve scambio di battute.

L'incoerenza insita nelle cose

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    Per fortuna, non tutti gli animalisti sono così, anzi mi riesce difficile definire animalista una donna in pelliccia, che mangia carne, porta scarpe di pelle e, nel contempo, chiama assassino un cacciatore. Quest’ultima cosa mi fa venire in mente che anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. La donna fa bene a definire assassino un cacciatore, perché questo è, ma dovrebbe rendersi conto che anche il salumiere e il macellaio, a cui lei sta dando i suoi soldi, lo sono e quindi dovrebbe darsi una regolata, fare una scelta etica in fatto di alimentazione, una volta per tutte. Così – e solo così – dimostrerà di aver raggiunto quello stato di grazia chiamato coerenza. Lei non lo sa, ma con il suo stile di vita contraddittorio, sta prestando il fianco ai nemici degli animali, soprattutto ai cacciatori che hanno un Q.I. limitato, a cui verrà agevole accusare gli animalisti, in toto, di incoerenza e ipocrisia. In tal caso, quella donna sta dannegg...

La caccia è impura

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    La caccia è un’attività escrementizia, non solo perché le vittime terrorizzate dei cacciatori si liberano del contenuto degli intestini nel momento in cui stanno morendo, ma anche per l’abitudine che hanno i cacciatori di montagna di eviscerare i cervi e i caprioli dopo averli uccisi, al fine di renderli più leggeri senza la massa degli intestini, per portarli a valle in spalla o anche semplicemente per caricarli sui loro potenti fuori strada. I cacciatori sono esperti di escrementi perché sono essi stessi degli escrementi umani, fatti della stessa materia, scarti di lavorazione, automi senz’anima, fantocci deambulanti senza coscienza, robot bio-organici fatti diventare bio-regolatori, figli di Nimrod, il grande cacciatore della Bibbia. I cacciatori hanno dunque grande dimestichezza con i cataboliti intestinali e anche sui social vi fanno spesso riferimento. Sapendo di essere in torto sul piano della coscienza, molti cacciatori, nel confrontarsi con chi dissente dalla loro...

La zucchina come strumento politico

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  A un post di Giovanni Storti che parlava del trattato di non proliferazione sul nucleare, che nessuno vuole firmare, né gli USA, né la Russia, né la Cina, un utente gli ha detto: “Scrivi tu a Trump, magari mandandogli uno dei tuoi video su come coltivare i pomodori”. Al che ho commentato che, se ciascuno si crea la sua realtà, USA, Russia e Cina possono fare quello che vogliono, perché le bombe nucleari per me non esistono. Esistono invece le zucchine che ho raccolto stamattina in serra e che, sebbene di piccole dimensioni, cucinerò in umido. La mia provocatoria presa di posizione non è peregrina, poiché potrebbe darsi che tutte le notizie che ci raggiungono, e che ci fanno star male, ci siano recapitate di proposito, volutamente, proprio allo scopo di cancellare in noi ogni speranza, di avvilirci, abbassandoci le difese immunitarie, situazione propedeutica alla vendita di farmaci da parte delle industrie farmaceutiche.   

La mente come campo di battaglia

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  Avevo già sentito la frase “La terza guerra mondiale si combatterà nelle menti degli uomini”, ma non mi era mai stato chiaro il significato. Ora, ascoltando l’intervento di James Corbett credo di aver capito qualcosa di più. Da un po’ di tempo, frequentando Facebook, vengo inondato di brutture e oscenità che mi procurano uno stato costante di malessere e di amarezza. Essendo animalista, mi piange il cuore vedere scene di maltrattamenti e di cattiveria sfogata su animali indifesi. Mi sento molto turbato e a volte ho anche l’istintivo impulso di passare oltre, evitando di guardare il video in oggetto. E’ questione di una frazione di secondi. Mi è successo con le immagini di accalappiacani marocchini incaricati di catturare e sopprimere cani randagi in vista dei campionati di calcio che si terranno in Marocco. Oppure, scene provenienti da Yulin, quel famigerato buco dell’inferno dove cavernicoli con gli occhi a mandorla divorano il più fedele amico dell’uomo.  

Ognuno stia con la sua tribù

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  Io sono sia xenofobo che razzista. Lo dico in tutta sincerità. Ma devo fare alcune precisazioni, per chiarire il mio pensiero. Anzitutto, parto da esperienze empiriche, avendo fatto da autista a “stranieri” negli ultimi otto anni. Voglio però, prima, riportare le definizioni che di tali termini dà l’intelligenza artificiale, che ormai è diventata la nostra guida, il nostro Virgilio quotidiano. Ecco il significato ufficiale: “ Xenofobia : è l'avversione per lo "straniero" in quanto tale, basata sulla percezione di estraneità e sul timore dell'ignoto. Razzismo : è un'ideologia vera e propria basata sulla convinzione che esistano "razze" umane biologicamente superiori e inferiori”  

Il cacciatore di babbuini

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    Edoardo Dini : Hanno inventato un nuovo dito da mettere nel culo per agganciare i babbuini scappati e ributtarli nella gabbia. Si chiama Vannacci. Me : Quando le scimmiette fanno danni ai raccolti, il contadino indiano depone un vaso dall'imboccatura stretta, con dentro del riso. La scimmietta infila la mano aperta, ma, richiudendola dopo aver afferrato una manciata di riso, non riesce più ad estrarla e questo permette al contadino di catturarla. Parafrasando, l'elettore entra facilmente in un seggio elettorale ma, dopo aver votato, non riesce più ad uscire, se non diventando l'ingranaggio di un'immensa trappola.

Elettricisti, dove siete?

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  E’ sempre colpa degli altri! I quali possono essere colpevoli in tre modi: pensieri, opere e omissioni. Se il tennista Sinner perde a tennis, Fabio Fazio scarica la colpa sui “negazionisti del clima” che non credono alla versione ufficiale e commettono la grave colpa di dirlo. Se in Nigeria i musulmani uccidono i cristiani, c’è sempre qualcuno che chiede: “ProPal, dove siete? Perché difendete i palestinesi e non scendete in piazza per i cristiani nigeriani?”. Se salta fuori lo scandalo delle spose bambine, che in Yemen e in altri paesi musulmani vengono maritate con uomini adulti, c’è sempre qualcuno che chiede: “Femministe, dove siete?”. Ora che i maomettani hanno fatto la festa del sacrificio, radunandosi nelle piazze loro concesse da sindaci di Sinistra, ecco che salta fuori qualcuno a chiedere: “Animalisti, dove siete?”.  

Le mie fobie

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  Da non molto tempo ho scoperto di soffrire di diverse fobie. Che mi facessero paura i ragni già ne ero al corrente e sapevo che si chiama aracnofobia, ma di altre provavo i disagi tipici di chi ne soffre, in particolari situazioni, senza sapere come si chiamassero. E’ stato così, vedendo un film di “Man in Black” in 3D, cioè tridimensionale, che ho scoperto di avere la paura delle altezze, il cui termine tecnico è acrofobia . E, sempre a causa di un altro film, intitolato “Buried”, sepolto , mi sono accorto di avere anche la claustrofobia, sebbene riesca senza difficoltà ad entrare e a servirmi degli ascensori. Nelle grotte mai e poi mai mi ci intrufolerei, specie se si tratta di stretti cunicoli. Quindi, per tale ragione, non potrei mai fare lo speleologo e nemmeno il minatore. Meglio così, lo lascio fare ad altri, sia l’uno che l’altro. Sono un animale di superficie.  

Il canarino

    Ho avuto qualche reticenza a scrivere questo articolo perché darsi dello stupido da soli non è una cosa sana. Nella vita, ci pensano già gli altri a dirci che siamo stupidi, o che abbiamo bisogno di “uno bravo” o altri insulti più o meno elaborati. Perciò, quando qualcuno, come me in questo momento, dice che è stupido, la gente ci crede subito, senza difficoltà, ma se dicessi che sono intelligente, le persone non ci crederebbero né subito, né in un secondo momento, né mai. Io però devo raccontare le cose che mi succedono e, se sono cose stupide, ovvero se i risultati che ottengo lo sono, come faccio a raccontarle quando esse danno di me un’immagine di persona stupida, imbranata, goffa, impacciata e maldestra, o forse troppo ingenua? Ovvio, potrei stare zitto, ma se invece ne parlo, forse qualcuno potrebbe trarne un insegnamento, almeno per imparare a non fare gli stessi miei errori. Io stesso, spero, dovrei riuscire ad imparare la lezione.  

La spia rossa

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  Perché nella vita commetto sempre sciocchezze? Perché tutto deve sempre andare in malora? I miei rapporti con le persone, un disastro! Il mio lavoro, un incubo! Il mio matrimonio, un fallimento. Dipende dal fatto che sono un PAS? Solo da questo? Ma l’ho scoperto da poco, d’essere un PAS. Prima di scoprirlo vivevo nel mondo come un principiante, come un ragazzetto entusiasta, come un povero scemo, non sapevo nulla delle persone e mi fidavo. Proiettavo sugli altri quello che c’era dentro di me, bontà, gentilezza e disponibilità. Pensavo che tutti fossero così e anche dopo le prime disillusioni, i primi tradimenti, le prime carognate che avevo ricevuto, ho continuato ad avere fiducia nel prossimo. Nulla mi aveva finora scalfito, perché l’umanità è strabiliante, gli uomini sono buoni per natura, l’essere umano, sia maschio che femmina, è meraviglioso. Quindi, ero io sbagliato, sono io quello sbagliato. Non c’è altra spiegazione. Devo essere soggetto, fin dalla nascita, ...

La protezione dei minori

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  Per proteggere il proprio figlioletto, un pugliese trapiantato a Udine ha gettato da un’altezza di quattro metri il cane del vicino, che si stava avvicinando scodinzolando. Il cagnetto è morto sul colpo, si chiamava Pepe. Il nome del troglodita è Alberto Troccoli e mi auguro che su di lui si scateni prima o poi il giusto e doveroso karma. Per proteggere tre minori figli di una coppia straniera, che viveva in modo non convenzionale, i giudici hanno pensato bene di toglierli ai genitori, facendo una atto di forza sulla base del dittatoriale principio: “Colpiscine uno per educarne cento”. Per proteggere un minore di 17 anni che come sport aveva scelto la boxe e che ha ucciso con un pugno mortale un uomo a Massa Carrara, i giudici hanno ordinato alla stampa di non divulgare il suo nome, tralasciando il fatto che alla scena del brutale pestaggio era presente un minore di 11 anni, figlio della vittima, il quale si porterà dietro tutta la vita il trauma di aver visto suo padre assas...

Il destino del criceto

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  Io sono un “boomer”. Ho vissuto nel secolo scorso e sto vivendo in questo. Vedo i pregi del primo e i difetti del secondo. Non solo non capisco niente di tecnologia digitale, ma non capisco più neanche cosa è vero e cosa è falso. La cosiddetta intelligenza artificiale mi sta mandando in tilt e non sono l’unico a lamentarsi di ciò. Ho sempre inseguito l’eterno femminino ma, giudicando a posteriori – e non potrei fare diversamente – tutte le donne che ho conosciuto erano disturbate mentali. Tutte avevano, in dotazione, il loro ramo di pazzia d’ordinanza. Molte amavano i gatti e forse proprio per questo mi sono sembrate pazze, nel vero senso della parola, cioè soggetti che reagiscono sconsideratamente agli stimoli della realtà. Io probabilmente non sono diverso.