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A qualcuno piace rompere le palle di Natale

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  Così funziona Facebook: qualcuno, in vena di provocazioni, pubblica un post inerente un nervo scoperto, sapendo che ci saranno utenti che ci cascheranno, e più la spara grossa e più sarà alto il numero di quelli che ci cascheranno. Se poi la buttano sul politico, ci sarà una parte che si schiera a favore e un’altra che si schiera contro. Risultato: molte visualizzazioni e molti commenti. Il “creator” provocatore probabilmente avrà il suo guadagno. Ma molti fra gli utenti saranno presi dal malumore, perché quando nascono discussioni gli insulti fioccano come fiocchi di neve a dicembre.   

La sindrome del beagle

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  Quando i minatori in sciopero, accampati nella scuola intitolata a Domingo Santa Maria , presidente del Cile, videro arrivare l’esercito con carriaggi carichi di mitragliatrici e cannoni leggeri, li accolsero con gioia, perché erano convinti che il governo di Santiago li avesse mandati per risolvere i loro problemi legati allo sfruttamento cui erano sottoposti dai padroni inglesi delle miniere. Non si immaginavano che quelle mitragliatrici erano state mandate lì, agli ordini del generale Roberto Silva Renard , per loro, per costringerli a porre termine allo sciopero e a tornare al lavoro. Era il 21 dicembre del 1907 e la cifra più corretta dei minatori uccisi si avvicina a 2.200, anche se alcuni storici non escludono che si sia arrivati a 3.600, tutti sepolti in fretta e furia in fosse comuni. Fu la strage di lavoratori più grande della storia del sindacato operaio.   

Sono stanco di vivere

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    Ho imparato una nuova parola: “ Burnout ”. E, da bravo ipocondriaco, mi ci sono riconosciuto in pieno. Io soffro di “burnout”. Io sono stanco di esistere. Fino a poco tempo fa, mi piaceva portare le mie clienti in giro per ospedali, ambulatori, cimiteri e supermercati, perché scambiavo quattro chiacchiere con qualcuno, sentivo pettegolezzi a proposito di Tizio e Caio e Sempronio, anche se i pettegolezzi mi hanno sempre dato fastidio, ma poi le attese hanno cominciato a pesarmi. Una cliente che entra in un negozio e sta dentro mezzora, poi esce e va in un altro negozio, dove sta un’altra mezzora. E intanto io aspetto seduto in macchina, oppure esco per sgranchirmi un po’ e guardo l’orologio, o guardo un video sul cellulare. E penso alla tariffa da chiedere alla cliente. Interi pomeriggi passati così, da un posto all’altro, e il sole tramonta e i miei cani sono soli a casa, e i lavori restano da fare, pulizie, lavare i piatti, quando poi torno a casa e posso ril...

Un sussulto di orgoglio patriottico della neopresidentessa

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    Delcy Rodriguez, l’attuale facente funzioni di presidente del Venezuela, ha dato ordine alla polizia di arrestare chiunque esulti per l’arresto di Maduro da parte di Trump. Il quale, da bullo planetario, l’ha già minacciata che, se non fa quello che vuole lui, potrebbe finire male, molto male. Considerato il modus operandi degli Stati Uniti – e non da ora – nei confronti dei leader politici sudamericani, mi chiedo: ma tutti i crimini del “dittatore” Maduro sono reali o frutto di diffamazione? Poniamo che siano reali e che Maduro sia responsabile della detenzione, della tortura e della morte di centinaia, se non di migliaia, di venezuelani, oltre a quegli otto milioni che hanno lasciato il paese nelle vesti di profughi, a chi si deve attribuire la responsabilità morale di una simile condotta che, obiettivamente, è una condotta da dittatore? Mi spiego.   

Cosa andò a fare Napoleone in Russia nel 1812?

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    Si sente spesso citare la locuzione: “riscrivere la storia”, in riferimento a fatti, ipotesi, testimonianze o reperti che sono rimasti a lungo sepolti nell’oblio e che a un certo punto vengono resi pubblici, ma se questo può essere uno spot pubblicitario, per invogliare gli utenti a guardare un video preciso o a leggere un preciso articolo, nella realtà la storia è già stata scritta e riscritta molte volte, fino a concretizzarsi in una versione ufficiale che nessuno ha in realtà intenzione di cambiare. Abili divulgatori come Alessandro Barbero confermano la versione ufficiale e affascinano il grande pubblico, ma ci sono argomenti alternativi che continuano a rimanere nascosti nell’ombra e vengono rifiutati dagli storici accademici. Uno di tali argomenti controversi è l’esistenza della Grande Tartaria, tema intrigante e non privo di fascino. Chi erano gli abitanti della Tartaria e quali erano i suoi confini? Sembra che esistano antiche mappe che la descrivono. I...

Il gusto del pettegolezzo

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    Il bravo Stefano Montanari spiega come nasce la parola “cannibale”. E conclude dicendo che sono molti secoli che le cose funzionano allo stesso modo perché l’uomo è fatto così. Si comincia a diffamare un popolo, per poi avere la giustificazione morale di sterminarlo. Si mette in evidenza la pericolosità di lupi e orsi, per poi avere la giustificazione morale per eradicarli. Cristoforo Colombo, il 12 ottobre 1492, crede di capire che nell’interno dell’isola di Hispaniola, dov’era sbarcato, ci fossero popolazioni dedite al consumo di carne umana, perché qualche indigeno che gli era venuto incontro sulla spiaggia pronuncia una parola simile a “canbal” e Colombo associa tale parola all’antropofagia, di modo che, una volta messi da pare i doni per gli indigeni, i classici perline e specchietti, si possa mettere mano ai moschetti e agli archibugi contro tribù che solo per un pettegolezzo erano state catalogate come antropofaghe. Magari lo saranno anche state, visto che gli etnol...

Moloch redivivo

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  Moloch voleva che i bambini venissero gettati tra le fiamme, come rito sacrificale, e fenici e antichi ebrei obbedirono per un po’. Poi vennero due re dell’antico Israele che vietarono tali pratiche, non tanto per compassione verso i bambini, ma in ossequio al dio Geova, geloso e intollerante verso gli altri Elohim. I 47 minorenni senza custodia sono morti bruciati vivi in Svizzera e, sopra le loro teste, a quanto si dice, c’è una sinagoga, che non è stata toccata dalle fiamme. Sono morti come topi in trappola. Ora, io non vorrei essere preso per il solito antisemita, ma dove arrivano LORO, succedono casini. Non è che, al di là della loro legittima religione giudaica, portino sfiga? Come se non bastasse, Ariel Toaff , che non è uno qualunque, e di sicuro non può essere accusato di antisemitismo, nel 2007 pubblica un libro controverso dal titolo “Pasque di sangue”. Quando è uscito non ha fatto piacere a molti rabbini e anche a molti ebrei in genere, tanto è vero che ...