A qualcuno piace rompere le palle di Natale
Così funziona Facebook: qualcuno, in vena di provocazioni, pubblica un post inerente un nervo scoperto, sapendo che ci saranno utenti che ci cascheranno, e più la spara grossa e più sarà alto il numero di quelli che ci cascheranno. Se poi la buttano sul politico, ci sarà una parte che si schiera a favore e un’altra che si schiera contro. Risultato: molte visualizzazioni e molti commenti. Il “creator” provocatore probabilmente avrà il suo guadagno. Ma molti fra gli utenti saranno presi dal malumore, perché quando nascono discussioni gli insulti fioccano come fiocchi di neve a dicembre.
Personalmente, non ho avuto lunghi periodi di convivenza con donne, altrimenti detti matrimoni, ma quando li ho avuti, o anche solo quando ebbi donne in casa in qualità di ospiti, era mia premura lavare i piatti, apparecchiare e cucinare, tenere pulito e fare di tutto perché la mia ospite si sentisse a suo agio in un ambiente confortevole. Lavare i piatti per me non è mai stato un problema, ma nel combattere contro la sporcizia spesso mi sono trovato a mal partito, poiché la sporcizia, che dalle mie parti chiamiamo affettuosamente “cragna”, è più veloce di me, di quanto io riesca a starle dietro. Si riforma continuamente, specie se ci sono cagnolini che vanno fuori e dentro casa a loro piacimento.
Si dice che la famiglia sia lo specchio della società, di modo che, per combattere la società, i fautori del nuovo ordine mondiale provano ad annientare la famiglia, cioè a minare il nucleo primigenio della comunità. Rallentare gli impegni di casa o addirittura fermarli, è come se si rallentassero o si fermassero del tutto gli ingranaggi che fanno funzionare la società, anzi, oserei dire, che fanno funzionare il mondo. Se io cammino per strada e vedo i postini che, invece di andare a consegnare la posta, si appoggiano con la schiena sul muro, seduti sul marciapiede, si avvolgono nel poncho e calano il sombrero sulla testa, comincio a preoccuparmi e mi chiedo: “Se non consegnano loro, la posta, chi la sta consegnando?”. Se io, sempre camminando per strada, vedo il furgone della DHL parcheggiato con le quattro frecce accese, e il corriere seduto al tavolino di un bar mentre centellina il suo spritz, comincio a preoccuparmi e mi chiedo: “Se non consegna lui, i pacchi e i pacchettini, chi li sta consegnando?”. La società è rallentata. La comunità è ferma. Il meccanismo è bloccato e ci sarà gente che non riceverà le bollette, né i pacchi e i pacchettini che stava aspettando. Gli unici che ci guadagneranno saranno i baristi che venderanno gli spritz a corrieri e ad altri scioperanti improvvisati. La casa comune, come la casa privata, subirà un ritardo potenzialmente pericoloso. Se poi ci si mettono anche i tassisti, molta gente perderà il volo, e molta altra il treno. Sarebbe il caos generale.
Che il Natale sia una festa patriarcale è proprio tirata per i capelli. Sul Natale si possono fare altre osservazioni, ovvero che i bambini si divertono, che le donne ingrassano e che si è perso l’antico spirito natalizio, per farlo diventare un evento meramente commerciale, ma dire che il patriarcato trionfi perché le donne stanno in cucina e gli uomini in salotto a fumare e bere, è veramente esagerato. Viene da chiedersi: dove così, in Marocco o in Italia? Ah, già, in Marocco sono musulmani e il Natale non lo festeggiano. Spesso sono le donne stesse a cacciare gli uomini dalla cucina perché – e non mi si accusi d’essere maschilista - a molte donne piace cucinare perché poi, orgogliosamente, possono dire di aver creato dei succulenti manicaretti e se poi gli ospiti gradiscono, marito compreso, sono ancora più felici e, vorrei dire, sono felici tutti, bambini e adulti. Una lode alla cuoca è doverosa. Trattandosi di una festa, che male c’è se il marito e i suoi amici si riuniscono a bere e a fumare, lontano dai polmoni dei bambini, dopo un anno intero di lavoro e sacrifici, e quindi reitero la domanda: che male c’è? Possiamo legittimamente chiamare patriarcato questa situazione? E infine, nelle famiglie normali, a bere, a fumare, sempre lontano dai polmoni dei bambini, e a giocare a carte, sono gruppi promiscui, donne, uomini, amici, amiche, mariti, mogli, zie e zii, nonni e nipoti. E quindi dove l’ha trovato, l’autore del post, quel presunto Natale patriarcale?

Ma pure patriarchi non più in arcione o che mai lo saranno, intenti a fumare oppure a giocare a carte con i genitori ottantenni dopo un frugale pasto rinforzato da una fetta di panettone , separati e ritornati all'ovile paterno e materno .... Per santo Stefano potranno trascorrere il natale di serie b insieme ai figli, con i nonni sottoposti a stress per la giornata incomoda e faticosa, non sempre compensata dal piacere di rivedere i nipotini....
RispondiEliminaLegge o regola del contrappasso che alterna una fittizia supremazia in tutti i settori, dimodoche' non vi è mai pace sotto questo cielo ma solo lotta e desiderio di rivalsa da parte degli svantaggiati ....