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La faina non si fida

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Ultimamente, non ho fortuna con le fototrappole. Una non è entrata in funzione per niente, l’altra mi mostra un paio di topolini che si avvicinano alla “scena del delitto”, ma che fuggono subito, spaventati dalla luce accesasi improvvisamente. Alla fine, si vede il muso di una volpe che si porta via il bocconcino prelibato, una fagiana frollata, di quei fagiani d’allevamento che in questi giorni i cacciatori liberano nei campi per soddisfare il loro gioco di tiro al bersaglio. Ma prima della volpe si è avvicinata una faina ad ispezionare la fonte dell’odore cadaverico che percepiva nell'aria. Anche lei ha fatto una...toccata e fuga, senza fermarsi troppo a lungo e dimostrando una certa salutare diffidenza. Giustamente, la loro intelligenza istintiva gli fa sempre sospettare qualche trappola, ma è stata la volpe, poi, a portarsi via la fagiana, confermando il detto: “Chi non risica, non rosica”.

Regni nascosti

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  E’ il loro regno. Le anse tranquille e ombrose dei fiumi, i bordi calmi dei laghi, le lagune salmastre e deserte. Si chiamano uccelli acquatici e si nutrono di molluschi, insetti e nutrimento vegetale. Passano il tempo in attività ludiche, combattendo fra maschi, accoppiandosi, allevando la prole e ovviamente cercando il cibo. Fanno una vita felice, almeno fino a quando non incontrano qualche predatore, che per le gallinelle d’acqua è praticamente solo l’essere umano, anche sotto forma di incidente automobilistico, mentre i germani reali possono cadere vittime delle volpi e, più raramente, dei falchi pellegrini. Nel video ho contato almeno tre gallinelle d’acqua e cinque germani reali. A causa della scarsità di luce non sono in grado di dire se erano maschi o femmine, distinguibili grazie al dimorfismo sessuale, ma a me sembrano tutte femmine. Sono simpaticissime quando immergono la parte anteriore del corpo lasciando inverecondamente scoperta quella posteriore. Lo fanno tutti g...

Il guardone

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  Ci sono uccelli che trovano il cibo nell’acqua, e sono perciò detti acquatici, come le folaghe, e ci sono uccelli che trovano il cibo vicino all’acqua, e sono detti genericamente terrestri, come i merli. Poi ci sono roditori che trovano il cibo nell’acqua, o nei pressi, in quanto vegetariani, come le nutrie, e ci sono roditori che trovano il cibo vicino all’acqua, come i ratti, i topi campagnoli e, un po’ più lontano dall’acqua, le arvicole. In questo piccolo tratto di fiume condividono lo stesso territorio di pastura le folaghe, le nutrie e i merli. Nel prossimo video vedremo anche ratti e germani reali. La fototrappola, legata ad un albero ripariale, non ha recato loro alcun disturbo e noi possiamo assistere alle loro faccende quotidiane, che cominciano appena sorge il sole. E’ un po’ come essere dei guardoni. Tuttavia ciò significa entrare nella natura in punta di piedi, anzi non entrarci affatto, perché sul posto lasciamo solo un piccolo magico marchingegno che v...

Il pelaghetto

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  Nella novella “Il Varmo”, Ippolito Nievo descrive lo scorrere libero del fiume che serpeggia tra prati e campi e che talvolta “ prepara bagni e pelaghetti ai beccaccini ed agli anitrocchi ; e poi come stanca di libertà [la corrente] consente esser serrata da un burroncello, e n'esce gorgogliando”. La parola “pelaghetto” mi fa impazzire. Di solito, per pelago s’intende il mare, ma qui è riferito a un piccolo fiume di pianura che crea anse, ristagni d’acqua, dove gli uccelli acquatici si fermano volentieri. Io ne ho trovato uno, di questi pelaghetti, ma non sul fiume Varmo, bensì sullo Stella. Il mio pelaghetto segreto non ha registrato la visita di qualche beccaccino ma di alcune gallinelle d’acqua , mentre in un prossimo video compariranno anche gli...”anitrocchi”. Una sola considerazione mi preme rilevare: la gallinella d’acqua in Italia è specie cacciabile, ma quando un rozzo cacciatore uccide un volatile così aggraziato e leggiadro, non uccide solo un essere vivente, parte in...

Faina scostumata

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    Quando sono andato a recuperare la fototrappola, ho notato che dentro il vassoio in cui avevo messo l’esca per i caprioli, c’erano delle deiezioni, ma non ci avevo fatto troppo caso. Una volta arrivato a casa, il video mi ha mostrato il responsabile: una faina che sembra avesse in mente di fare solo quello. E nient’altro. L’esca è un sale attrattivo al gusto di mela , adatto per caprioli, cervi e cinghiali. Ce n’è anche di altri gusti: castagna, prugna e noce. Una confezione già aperta mi fu regalata qualche settimana fa nel negozio dove ho comprato la fototrappola, da un’impiegata che vi lavora e che ha anche lei la passione di filmare gli animali selvatici. Sapevo che le volpi depositano i loro cataboliti solidi sopra le pietre e altre sporgenze del terreno, per marcare il territorio, ma non avevo idea che lo stesso comportamento venisse adottato anche dai mustelidi. L’odore di mela, inusuale per quella zona, deve aver spinto il soggetto a contrassegnare il ...

Merli separati in casa

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  E’ lo stesso posto dove pochi giorni fa ho ripreso lo sciacallo dorato, attirato dall’odore di un capriolo in putrefazione, che avevo messo come esca dopo averlo trovato morto su una strada asfaltata. Ma una fortuna così, di riprendere uno sciacallo, capita raramente. Stavolta non ho usato esche, ma ho pensato che un piccolo ruscelletto, anzi una pozzanghera, fosse sufficiente per attirare qualche animale. Rane ce n’erano, le avevo viste, ma non compaiono nel video. A farla da padrone è invece una coppia di merli in cerca di cibo, con la femmina che si è data da fare di più, forse perché sente maggiormente la responsabilità di nutrire la covata. Fanno anche una fugace apparizione un ratto, in ore notturne, e una gallinella d’acqua e uno scoiattolo melanico di giorno. Caprioli e faine non pervenuti.

Gli animali selvatici sono a proprio agio

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  Mi verrebbe da pensare che siano una madre di capriolo con il suo cucciolo, ma le dimensioni mi sembrano identiche e quindi potrebbero essere due femmine adulte. Forse però a metà luglio i nuovi nati sono già grandi quanto la madre, anche se di solito sono due i cuccioli che vengono messi al mondo. Dal comportamento rilassato si capisce che in questa zona, denominata “Natura 2000”, non sono minacciati dai cacciatori, ma fuori di qui, nei campi circostanti, è pieno di altane. Del resto, al di là delle dichiarazioni di parte secondo cui la caccia è una passione, fatta di albe incantate, dell’aria frizzantina del mattino e dei variopinti tramonti, in compagnia del fedele amico a quattro zampe, la carne di capriolo è ben quotata sul mercato necrofilo dei cadaveriani e in tutti i ristoranti della zona è possibile mangiare capriolo con polenta. Io mi chiedo, forse ingenuamente, ma se si facesse vedere ai clienti questo breve filmato che mostra la grazia dei movimenti e la bellezza di a...

Ogni tanto, qualche gioia!

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  Il 7 luglio scorso ho raccolto dalla strada un capriolo investito da un’ auto e invece di fare il mio dovere di bravo cittadino, che sarebbe stato quello di avvisare le autorità, l’ho caricato in macchina e sono subito andato a portarlo in campagna, per usarlo come esca per la mia fototrappola. Tornato oggi sul posto, dopo quattro giorni, ho avuto (1) la piacevole sorpresa di scoprire che l’apparecchio non mi è stato rubato e (2) che fra gli spezzoni che ho registrato ce n’è uno particolarmente interessante, ovvero uno sciacallo dorato che è venuto a portarsi via l’intero capriolo, prendendolo per una zampa. Lo sciacallo è in espansione nella mia regione, come si legge su internet: “In Friuli Venezia Giulia lo sciacallo dorato è presente e monitorato in modo stabile. Le zone di maggiore concentrazione e avvistamento includono il greto del torrente Torre a Pavia di Udine, le Valli del Natisone , la Carnia , il Carso goriziano e triestino, con un picco di densità re...

La spia rossa

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  Perché nella vita commetto sempre sciocchezze? Perché tutto deve sempre andare in malora? I miei rapporti con le persone, un disastro! Il mio lavoro, un incubo! Il mio matrimonio, un fallimento. Dipende dal fatto che sono un PAS? Solo da questo? Ma l’ho scoperto da poco, d’essere un PAS. Prima di scoprirlo vivevo nel mondo come un principiante, come un ragazzetto entusiasta, come un povero scemo, non sapevo nulla delle persone e mi fidavo. Proiettavo sugli altri quello che c’era dentro di me, bontà, gentilezza e disponibilità. Pensavo che tutti fossero così e anche dopo le prime disillusioni, i primi tradimenti, le prime carognate che avevo ricevuto, ho continuato ad avere fiducia nel prossimo. Nulla mi aveva finora scalfito, perché l’umanità è strabiliante, gli uomini sono buoni per natura, l’essere umano, sia maschio che femmina, è meraviglioso. Quindi, ero io sbagliato, sono io quello sbagliato. Non c’è altra spiegazione. Devo essere soggetto, fin dalla nascita, ...

Panspermia

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  Non ci sono solo gli Elohim, a spiegare come siamo capitati qui sulla Terra, ma c’è dell’altro. Secondo il Vecchio Testamento e altri antichi testi, una razza aliena è venuta sulla Terra migliaia di anni fa, trovandovi forme di vita già sviluppate, tra cui quell’ominide che, una volta sottoposto a manipolazione genetica, è diventato l’Homo sapiens, cioè noi. C’è dell’altro, dicevamo. C’è la teoria della Panspermia , come originariamente formulato da Anassagora , ovvero dell’arrivo dei “mattoni della vita” su un pianeta privo della medesima, a bordo di meteoriti o comete provenienti dallo spazio profondo. Tali mattoni della vita, che potremmo anche chiamare aminoacidi, hanno dato luogo a un’infinità di forme di vita diverse, compresi noi, secondo la teoria darwiniana conosciuta come Evoluzione. Perciò, se la vita si diffonde nell’universo cavalcando sassi o ghiaccio viaggianti a migliaia di chilometri all’ora, possiamo armonizzare Biglino e Sitchin con Darwin, perché l...

La montagna che ha partorito un volpino

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  Potrei scrivere un romanzo sulle mie vicissitudini con le fototrappole, ma per ora devo accontentarmi dei 30 secondi di una volpe che non si vede nemmeno per intera. Le mie vicissitudini, per farla breve, cominciarono quando mi fu rubata la prima fototrappola, che avevo lasciato al Tagliamento, avendo usato come esca un capriolo morto. Quando tornai sul posto, il capriolo era ancora lì, non si era mosso, nessun predatore era venuto a banchettare con le sue carni, com’era nelle mie aspettative, ma in compenso la fototrappola non c’era più.   

Sono stati gli americani!

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  Pensavo che Niscemi si affacciasse sul mare e invece ne dista 22 Km. Io abito a 31 Km da Lignano Sabbiadoro, ma l’Adriatico non si presta per la creazione di cicloni, essendo un mare chiuso con una profondità media di soli 40 metri. Il Mediterraneo è vastissimo e ha una profondità media di 1.500 metri. Grazie alla fragile spiegazione che sussistono i cambiamenti climatici, la cui causa è da ricercare nell’inquinamento delle automobili, ma solo quelle che circolano in Occidente, gli americani possono scatenare tempeste con grandine enorme, cicloni con conseguenti tsunami, siccità a comando e terremoti mirati, nonché altre bizzarrie del tempo che non hanno nulla di naturale. In realtà, sappiamo che gli eventi atmosferici estremi, con danni alle abitazioni e perdita di vite umane e animali, sono causate da apparecchiature sotto il controllo dei militari, in particolare di quelle americane conosciute come HAARP. Niscemi si trova in mezzo ad una pianura alluvionale ed ...