La guerra non ha eroi
Mussolini, che se la prendeva con le potenze “demo-pluto-giudaico-massoniche” riponeva grande fiducia in Hitler, fino al punto di pensare che avrebbe vinto la guerra in quattro e quattr’otto. Sapeva, il Benito nazionale, che il suo caro amico Adolfo era finanziato proprio da quelle potenze che lui condannava? Se non lo sapeva, vuol dire che Hitler non gli diceva tutto, forse perché gli italiani erano considerati inaffidabili anche prima dell’otto settembre del ‘43 e quindi certi...segreti Hitler non li diceva all’istrione italiano. Ma se lo sapeva, che Hitler, essendo pagato dagli ebrei, era al loro servizio, e tuttavia continuava a considerarlo un alleato, allora aveva qualche problema di dissonanza cognitiva. In entrambi i casi, Mussolini dispose della vita di migliaia di soldati italiani che non avevano la stessa attrezzatura, né lo stesso addestramento di quelli tedeschi, e ciò nonostante, li mandò in Russia per compiacere l’alleato, ma anche in Grecia e in Albania, oltre che in nord Africa. Checco Zalone si sarebbe domandato: “Ma è del mestiere, questo?”.
Se uno non sa fare il dittatore, è meglio che rinunci. E’ meglio che cambi mestiere. Per esempio, poteva continuare a fare il maestro elementare, senza buttarsi in politica. Avrebbe fatto meno danni. Iniziò come socialista e finì per rinnegare il socialismo e gestire la vita di migliaia di italiani, i quali, da parte loro, non ci fecero una gran bella figura, sia per la loro incapacità congenita di fare i soldati, per la loro indole di “brava gente”, sia per aver dato credito a un buffone che non aveva ben chiaro lo stato delle cose. Un dittatorello che sopravvalutò Hitler, magari affascinato dai modi risoluti e militareschi del pittore austriaco, e che sopravvalutò la preparazione bellica dell’esercito italiano. Finché si tratta di mandare al fronte la cosiddetta “carne da cannone”, son capaci tutti, perché è tipico dei vigliacchi fare i gradassi e i prepotenti con il culo degli altri. Ma anche i fanti e gli alpini, agli ordini del buffone romagnolo, non si sono dimostrati uomini veri, perché gli uomini veri sono e sempre saranno quelli che disobbediscono, proprio come noi, pur non trovandoci in stato di guerra, abbiamo disobbedito agli ordini del governo e non ci siamo fatti vaccinare.
I veri uomini sono quelli che si rifiutano di eseguire ordini impartiti da psicopatici, poiché obbedire a tali ordini significa diventare complici della pazzia di chi, quegli ordini, li impartisce. I veri uomini sono quelli che muoiono di fronte al plotone d’esecuzione, nei panni dell’obiettore di coscienza ma tutti gli altri, che invece sono andati in Russia ad ammazzare dei poveracci sconosciuti, che non avevano fatto niente di male, erano dei “mezzi uomini”, degli automi, delle larve, anche se la propaganda ha cercato di farli passare per eroi. La guerra non ha eroi, ma solo miserabili creature schiave e servili nei confronti dei padroni. Il vero nemico, proprio come oggi, non sono i russi, ma quei parassiti che per la nostra dabbenaggine abbiamo mandato al governo. Oggi, a fare da buffone dispotico, abbiamo una donna, perché un contentino alle femministe bisognava pur darlo, ma in quanto ad ignavia e incompetenza, oltre che a mancanza di buon senso, la Meloni può essere equiparata a Mussolini e se la Storia è fatta di corsi e ricorsi, anche la Meloni farà una brutta fine, proprio come Mussolini. Ed esattamente ciò che si meriterebbe!

ma stai ancora a guardare i politici?
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