Lacrime di Crimea
A noi occidentali, forse in virtù della nostra presunta superiorità rispetto ad altre etnie, piace commettere genocidi. E’ un genocidio quello che gli occidentali della tribù degli Aschenaziti stanno compiendo ai danni dei palestinesi. E’ stato un genocidio quello che i coloni inglesi commisero ai danni delle popolazioni native americane e quello che gli occidentali di lingua spagnola commisero nei confronti delle popolazioni sudamericane. Unica eccezione, i turchi, che non si possono dire propriamente occidentali, in quanto di origini mongole, ma che non si fecero mancare il loro peculiare genocidio ai danni degli armeni, loro sì di razza ariana caucasica. Ma oltre i genocidi riconosciuti dai libri di storia, benché i turchi non vogliano nemmeno sentire parlare degli armeni, ve n’è uno che dai libri di storia è stato rimosso, o anche nemmeno menzionato. E’ il genocidio che noi occidentali di etnia francese, inglese e russa abbiamo fatto ai danni dei tartari.
Gli abitanti della Tartaria erano già stati sconfitti nel 1812 da francesi e russi, ma quelli di Crimea furono eliminati tra il 1853 e il 1856, cioè più di quarant’anni dopo. Alla battaglia di Sebastopoli, a cui anche il Regno di Sardegna volle partecipare inviando 18.000 bersaglieri, i tartari parteciparono dalla parte degli occidentali nella speranza di riavere la Crimea che i russi avevano loro sottratto. Combatterono a fianco di francesi, inglesi e turchi più nelle vesti di guide, che di militari regolari. Si aspettavano che, una volta sconfitti i russi, che si erano annessi la Crimea nel 1783, sarebbero rientrati in possesso della loro terra, ma inglesi e francesi li tradirono. I turchi erano favorevoli alla reintroduzione del Kanato, ma le potenze dell’Europa centrale preferirono non infierire sui russi sconfitti, anche perché se fosse tornato il Kan in Crimea, poi altre etnie dell’antico regno di Tartaria, tra cui i Kazachi, gli Uzbechi e i Turkmeni, avrebbero potuto avanzare rivendicazioni. L’Inghilterra temeva che anche l’India avrebbe potuto avanzare pretese di indipendenza. In quanto alla Francia, Napoleone III aveva già i suoi problemi in patria, e la guerra di Crimea non era in cima alla lista dei suoi impegni. In quanto agli italiani, Cavour li mandò a morire per poter avere il diritto di sedersi al tavolo delle trattative, insieme alle grandi potenze dell’epoca. Questo lo dicono anche i libri di storia.
Quando biasimiamo Mussolini che ha mandato a morire in Russia l’ARMIR, Armata Italiana in Russia, della quale pochissimi ritornarono vivi, dobbiamo giudicare Cavour con lo stesso metro: cinico e assassino, tanto quanto un Mussolini. In definitiva, i tartari, alla fine della guerra contro gli occupanti russi, videro negate le loro aspettative, con esodi di massa verso l’impero ottomano, più accogliente, mentre Stalin, nel 1944, diede loro il colpo di grazia deportandone a migliaia verso l’Asia centrale. Il Grande Kanato di Tartaria doveva scomparire, come infatti è successo.
Qua tutti quanti si fanno il loro genocidio, piccolo o grande che sia. Vi sono uomini (uomini?) che mandano a morire i loro consimili (consimili?),mi sorge il dubbio che costoro non facciano parte della razza umana o che siano abitati da altri esseri di certo non umani. Chi di noi normali (in che?) manderebbe a morire migliaia o centinaia di migliaia o poche decine o singoli uomini e poi riuscirebbe a dormire sonni tranquilli? Qualcuno ha detto che i nostri governanti non ragionano come noi(quindi non sono come noi) e che alcuni per la ragion di stato o per i propri interessi farebbero qualsiasi cosa ma è un ragionare alla Esaù ,ossia vendere la propria primogenitura per un piatto di lenticchie. Normalmente una dittatura dura circa venti anni ed anche meno, quindi un battito di ciglia nella storia umana che è già piccola di per se quindi di cosa stiamo parlando. Noi come razza umana quello che facciamo più di frequente è farci guerra l'un l'altro ed in più rubarci a vicenda quelle quattro carabattole che abbiamo. Pertanto non potremmo volgerci alla scienza intesa come conoscenza per vivere questi quattro anni della nostra vita? Visto che al mondo veniamo come ciechi e moriamo avendo visto a volte solo un barlume di luce? Se metti delle formiche rosse ed altre nere in un barattalo, non succede niente ma se uno dall'esterno agita il barattolo subito le formiche rosse attaccano quelle nere e viceversa, quindi la domanda è :"Chi agita il barattolo ?"
RispondiEliminaFormidabile, la metafora delle formiche!
EliminaIn quanto ai genocidi, che per certi governanti sono irresistibili, pochi giorni fa Francia e Inghilterra hanno mandato truppe in Ucraina. Mossa azzardata!
Poco fa ho letto che ne hanno mandate altre in Groenlandia.
Ma queste ultime, da chi dovrebbero difendere il possedimento danese?
Da Trump?
Non ci sto capendo più niente!