L’inverno è lastricato di buoni termosifoni

 


Christian.

La mattina gli avevo portato una borsa di spesa, tra cui due bottiglie di vino ed eravamo d’accordo che all’ora di pranzo sarei andato a prenderlo per portarlo al ristorante. Troppo tardi mi accorsi, seduti al tavolo, che non era del tutto sobrio e infatti mi disse che, aspettandomi, aveva fatto fuori una bottiglia e mezza del vino che gli avevo portato. Durante il pranzo si comportò da ubriaco, gridando, gesticolando e disturbando gli altri avventori. Quando lo riportati a casa volle manifestarmi la sua benevolenza e gratitudine abbracciandomi con forza esagerata e cercando di baciarmi. Ma io odio i contatti fisici, specie quelli con persone del mio stesso sesso. Da quella volta, ho deciso che non lo andrò più a trovare, perché gli ubriaconi mi mettono a disagio: non si sa mai come possano reagire.



 

Sergio.

Era un mio utente di vecchia data. Un signore anziano. E apprezzava i miei articoli sul blog. Siccome per un certo periodo scrivevo articoli sugli animali, e in modo particolare sugli insetti, un giorno volle manifestarmi la sua benevolenza spedendomi un grosso libro illustrato di un famoso illustratore di insetti. Mi avvisò della spedizione, ma quando andai ad aprire la cassetta delle lettere trovai un avviso che mi invitava ad andare a ritirare il libro in giacenza presso la sede delle spedizioni internazionali a Udine. Ora, a Udine ci sono stato migliaia di volte, ma quell’ufficio si trovava in una zona industriale difficile da raggiungere, piena di strade a me sconosciute e trafficatissima per via dei capannoni e delle fabbriche e fabbrichette ivi presenti. Se devo esser sincero, odio quella zona e infatti non ci vado mai, ma in quell’occasione mi sembrava di essere un ingrato maleducato se non andavo a ritirare il dono fattomi dal mio utente. Sono stato a lungo combattuto se andare o meno, perché non volevo offendere il signore gentile che intendeva gratificarmi con un suo regalo. Alla fine, vi andai, vincendo la repulsione di guidare in quel labirinto di strade sconosciute. Al banco delle spedizioni ebbi una sorpresa: dovevo pagare una tassa di 50 euro se volevo ritirare il pacco, perché veniva dall’estero. Deglutendo amaro, pagai e me ne tornati a casa con il...trofeo. Altra sorpresa: era scritto in francese e io odio tutte le lingue che non siano l’italiano. Per essere bello era bello, ma quanto mi era costato in termini di stress! Infine, fra le pagine, un’altra sorpresa: c’era un busta con dentro una banconota. Indovinate di quanto! Cinquanta euro!


Anesti.

Ho passato un inverno bruttissimo. Un inverno così freddo non ricordo di averlo mai vissuto. La casa è senza riscaldamento e io, ritardatario per natura, sono entrato nell’ottica di comprare un mezzo riscaldante efficace adesso che siamo alla fine di gennaio, anziché all’inizio dell’autunno scorso. Avevo in mente di farmi mettere un caminetto, perché i caminetti mi sono sempre piaciuti e infatti ne ebbi uno a Camino al Tagliamento (nomen omen) e a Calgaretto, in montagna. Se non che, prima della posa del caminetto, un amico mi disse che le fiamme da pellet sono basse in confronto a quelle da legna e io sono obbligato, per una questione di tiraggio, a mettere il pellet. Volevo le fiamme gagliarde, ma con il pellet non le avrei avute. Così optai per una semplice stufa, che mi avrebbe riscaldato sia il soggiorno, che la camera al piano di sopra, facendo il necessario buco sul soffitto per far passare il tubo. Stavo per concludere l’affare, con il prezzo della sola stufa ammontante a 3.500 euro, quando mio genero, che lavora anche lui nel ramo termoidraulico, mi telefona e mi dice: “Te ne installo io una più potente per 2.700 euro”.

A quel punto ero incastrato, sono entrato in una fase di stress come quando dovevo andare a ritirare il libro, e per poco non mi venivano attacchi di ansia (non di panico, ché è diverso). Il giorno dopo dovetti telefonare, imbarazzatissimo, al titolare della ditta con cui ero in trattative per disdire la prenotazione. Mio genero, che si era intromesso all’ultimo momento, si aspettava che mi affidassi alla sua, di ditta, ma non è andata così. In un impulso di autolesionismo, ho deciso che avrei rinunciato anche alla stufa, dopo aver rinunciato al caminetto. L’angolo del soggiorno che avevo già predisposto per i lavori rimarrà tristemente vuoto e io cercherò di risolvere il problema della temperatura domestica il prossimo autunno.

Siccome non sono capace di mentire, al titolare della ditta ho detto la verità e cioè che avevo avuto un diverbio con mia figlia e suo marito. Cerco pace e tranquillità. Se non posso averle rinuncio anche a riscaldarmi, ammalandomi per il freddo, come infatti mi è successo nelle settimane scorse. Le persone che cercano di condizionarmi, anche quando vogliono manifestarmi la loro benevolenza, come in questo caso, mi mettono in un grandissimo disagio e cerco di tenerle lontane da me il più possibile. Mi dispiace per mia figlia, ma del resto ognuno ha la sua vita da vivere e la sua croce da portare. Lei ha suo marito e quindi che se lo tenga. E se lo goda. Lasciatemi in pace, vi prego, e soprattutto lasciatemi sbagliare da solo.

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