Un uomo primitivo di pelle bianca

 


Una coppia doveva venire a portarmi un canarino. Non ci siamo capiti e sono andati a suonare il campanello dove ho la residenza, che è occupata da mia figlia, mentre io li aspettavo nell’abitazione in cui vivo abitualmente, distante 15 Km. Mia figlia si affaccia alla finestra del secondo piano e vede due sconosciuti, un uomo e una donna. Subito mi telefona preoccupata, dicendomi: “Sono venuti a cercarti due zingari”. Nel frattempo, per telefono, con i “due zingari”, chiariamo l’equivoco e spiego loro quale dev’essere la corretta destinazione. Il marito di mia figlia, che era al lavoro, mi chiama anche lui tutto preoccupato perché l’istinto di protezione della famiglia glielo imponeva. Tranquillizzo anche lui. Arrivano i due “zingari”, con tanto di canarino. Mi scuso per il malinteso e, aspettandomi un sorriso, spiego la reazione timorosa di mia figlia, ma l’uomo si impermalosisce. Sono imbarazzato perché non vorrei mai offendere nessuno, né ledere i sentimenti dei miei interlocutori. Oltretutto, mi hanno già regalato due carlini e ora mi stanno portando un canarino canterino. Lui è permaloso e mi spiega che nel suo paese, il Venezuela, nessuno è xenofobo o razzista, perché si tratta di una felice società multirazziale. 

 

 

Mi chiede: “Ti sembro uno zingaro?”. “Beh, un po’ scuretto di pelle lo sei”, gli rispondo innocentemente. Mentre sua moglie è venezuelana DOC, lui è di origini italiane, del Meridione d’Italia, e mi spiega che da Roma in giù la gente è...abbronzata come lui. Ed è vero! Io stesso, che sono friulano, sono abbronzato per natura e molti mi chiedono se sono stato al mare. Ho fatto questo preambolo, raccontando un piccolo incidente diplomatico tra mia figlia e i miei ospiti, perché un signore di Foggia che lavora a Udine, e con una moglie di Salerno, domenica 18 gennaio si è reso responsabile di un gesto odioso, che ha indignato mezza Italia. Dico mezza, e penso all’Italia del nord, perché nell’altra mezza, al sud, la gente non prova gli stessi sentimenti che sono comuni in Settentrione, nei confronti degli animali, compresi quelli d’affezione come cani e gatti. Dico questo perché troppi episodi di specismo sono segnalati in Sud Italia, con maltrattamenti di animali da parte delle persone. Polpette avvelenate che fanno stragi di randagi, corse clandestine di cavalli, allevamenti e macellazioni illegali, in Friuli, per esempio, non si verificano. Il fatto dell’anziano cane gettato nel vuoto, morto subito dopo presso il veterinario, è accaduto a Udine, ma l’autore dell’infame gesto è pugliese, come sono pugliesi quei due utenti di Facebook, di cui ho già parlato, che definiscono “streghe” le volontarie che si occupano di sterilizzare i randagi nelle campagne di quelle zone.

Alberto Troccoli, questo è il nome dell’infame assassino di cani, se veramente era preoccupato che il cagnolino potesse fare del male a suo figlio piccolo, invece di avventarsi sul cane, scaraventandolo di sotto, avrebbe potuto prendere in braccio il bambino ed entrare in casa, ma ha scelto di ammazzare il cane perché la sua mentalità di meridionale primitivo gli ha suggerito di fare così. Mio padre, quand’ero bambino, li chiamava “Teròns” e io mi chiedo da quanti meridionali primitivi sono tuttora attorniato, senza saperlo. Ma mi chiedo anche se sia il caso di accogliere africani in Italia, che, in fatto di rispetto per gli animali, sono Meridionali all’ennesima potenza.

Commenti

Post popolari in questo blog

La geometria sacra della Natura

Il coltello di ossidiana

Eppur si muove