Vittime cattive e carnefici buoni
Che effetto vi fa sentire un racconto pieno di bugie ed ascoltare la versione stravolta e fuorviante di un dato evento? A me provoca una leggera nausea e mi fa bestemmiare sottovoce. Dopo l’uccisione a sangue freddo di Alex Pretti, da parte di uno sconosciuto miliziano di Trump, mandato dallo squilibrato presidente americano a stanare i clandestini, non potevano mancare sul web testi che ribaltano la realtà e fanno passare le vittime come fossero carnefici e i carnefici come fossero vittime. Del resto, Malcolm X lo aveva detto, di stare attenti, e gli israeliani sono i massimi esperti di bugie, con i loro tunnel sotterranei e il loro corpo speciale chiamato Hamas. Addirittura, sono riusciti a convincere la CNN , che in un primo momento aveva descritto Alex Pretti come un infermiere pacifista, a rinnegare quanto detto precedentemente e a descrivere il 37enne assassinato dalla polizia come un incallito criminale. Sentite un po’ qua: “Si tratta quindi di un delinquente recidivo che resisteva all’arresto e interferiva con le operazioni delle forze dell'ordine”. E che cosa stanno facendo le cosiddette forze dell’ordine? Ecco che il solerte articolista ce lo spiega: “gli agenti dell'ICE perseguono i criminali tutelati dalla condizione di clandestinità”. Infatti, sono entrati in una scuola e, oltre a portarsi via la maestra, hanno arrestato un bambino di cinque anni, evidentemente un criminale clandestino. Non cominciate a sentire anche voi puzza di mistificazione? Non vi viene in mente ciò che in Italia, in Italia, le assistenti sociali hanno fatto alla “famiglia nel bosco”?
E ancora, riguardo alla bontà del lavoro svolto dalla polizia, viene giustificata “la necessaria repressione del crimine creato dai confini aperti”. Ho sentito dire che un centinaio di sacerdoti sono stati arrestati perché nascondevano degli immigrati senza documenti. Vi ricordate quei preti che, durante l’ultima guerra e sotto le leggi razziali, nascondevano ebrei o militari americani? I nostri preti erano cattolici, i preti americani potrebbero essere anche protestanti, ma in entrambi i casi seguono i principi del cristianesimo, che impone di stare dalla parte dei deboli, e non da quella dei prepotenti razzisti. Ma perché negli Stati Uniti si è arrivati a questa situazione da guerra civile? Ci viene spiegato che “il Presidente Trump ha avuto un mandato dal Popolo americano di risolvere il problema della delinquenza legata ai clandestini”.
Fantastico! Eh, già, il voto democratico degli americani! Con quello si giustifica tutto. A Philadelphia centinaia di ragazzi muoiono per il Fentanyl, ma Trump preferisce dare la caccia alle badanti messicane e agli altri latino americani che cercano di migliorare le loro condizioni di vita e che avevano il loro personale “sogno americano”, ora del tutto frantumato. “American dream”, un concetto che ha attirato per decenni anche molti italiani, come il padre di Gregory Bovino, che partì dalla Calabria negli Anni Venti, cercando, proprio come fanno i messicani, il suo sogno americano e mettendo al mondo quello che sarebbe diventato il capo dei pretoriani di Trump. Ora rimosso dall’incarico.
Ma entriamo nei dettagli della tragedia. Pretti aveva in mano un cellulare, lo si vede dalle foto, ma la polizia dice che aveva anche una pistola. Ma certo! La polizia a Genova, nel luglio del 2001, disse che nella scuola di Via Diaz era pieno di bottiglie Molotov. Ecco la dinamica della morte di Pretti, secondo gli agenti dell’ICE: “Purtroppo l’agente che aveva appena tolto l’arma al Pretti accidentalmente sparerà un colpo per terra, e poiché il criminale radical era in ginocchio tenendo in mano la fondina della pistola, dopo lo sparo l’agente che puntava con la sua pistola l’uomo, brutalmente farà fuoco uccidendolo”.
Sempre a Genova, dopo che un carabiniere aveva ucciso Carlo Giuliani, qualcuno dei suoi colleghi disse che il colpo era stato sparato a terra e di rimbalzo aveva colpito il giovane manifestante alla testa. Che strano! I colpi di rimbalzo vanno sempre a finire nella testa dei manifestanti! Quindi, nel caso di Pretti, si è trattato di una disgrazia, il poliziotto non voleva uccidere il ragazzo ed ha agito d’impulso, sulla base del principio che quando un agente grida “pistola!”, tutti i suoi colleghi tirano fuori le proprie, d’ordinanza, e si preparano a sparare. In America funziona così. Se guidate in una qualsiasi strada americana e la polizia vi ferma, tenete bene in vista le mani, non fate gesti bruschi e non guardate negli occhi il vostro potenziale assassino. La legge del Far West, come abbiamo visto in tanti film, è ancora ben radicata negli sceriffi americani.
E infine, la ciliegia sulla torta. Dopo il danno, la beffa. E gli insulti. Il propagandista se la prende niente meno con lo “Stato Profondo”, senza neanche sapere probabilmente cosa sia. Ecco le sue parole: “ Il vero schifo è negli avanzi del Deep State che trasformano idioti come il Pretti in violenti attivisti radicali che alimentano rivolte contro la necessaria repressione del crimine creato dai confini aperti”. Basta, la nausea mi soffoca! Avete capito cos’era Alex Pretti? Un idiota! Come lo sono io e tutti quelli che condannano la repressione in atto da parte di quello che forse è il peggior governo che gli Stati uniti abbiano mai avuto. Lo squilibrato Trump ha ancora davanti a sé circa tre anni durante in quali potrebbe scoppiare un’altra guerra civile. Gli USA stanno morendo tra le convulsioni. Peccato!

Commenti
Posta un commento