Il Potere fa emergere le ombre


Lessi Fromm molti anni fa. Sapevo che aveva diviso l’umanità tra coloro che hanno un carattere autoritario e quelli che lo hanno antiautoritario, due mondi completamente diversi nei comportamenti e negli atteggiamenti, ma Michele Mezzanotte, psicoterapeuta, spiega come Fromm vedeva il Potere, tema che considero particolarmente intrigante. Secondo lo psicologo c’è un Potere dotato di consapevolezza e uno senza. Noi, come singoli individui, facciamo di tutto ogni giorno per far aumentare la nostra consapevolezza, che ci deve spingere a fare scelte etiche nella nostra vita, ma poi votiamo personaggi che dimostrano di essere privi di consapevolezza e li mettiamo nei ruoli di Potere, dove faranno emergere le ombre che hanno dentro. Quando mandiamo al governo persone prive di consapevolezza, finiranno per vederci non più come esseri umani, ma come numeri, e si sentiranno in diritto di fare di noi ciò che più gli aggrada. Essendo astuti, oltre che privi di consapevolezza, ci mentiranno, ci inganneranno, perché capiscono che, se non lo facessero, non li voteremmo più, e loro hanno un disperato bisogno del nostro consenso. La cosa paradossale è che siamo noi, votandoli, a metterci nelle loro mani e a permettergli di considerarci come meri numeri, come oggetti a loro disposizione. E’ come se gli dicessimo: “Eccoci, noi siamo i tuoi servi. Fa di noi ciò che vuoi”. E al primo ministro, al presidente, al capo di stato, non gli par vero perché è proprio ciò che vogliono sentirsi dire. Avere schiavi contenti di essere schiavi: non c’è situazione più desiderabile per un personaggio privo di consapevolezza, che noi stessi abbiamo mandato al Potere. 

 

 

Il Potere logora chi non ce l’ha”, diceva Andreotti, ma era solo una battuta. In realtà, chi, privo di consapevolezza, si ritrova in ruoli di Potere, fa emergere il bambino che è in lui, un bambino di quattro o cinque anni, cioè un essere umano che si trova a vivere nella fase dell’onnipotenza. Massimo Mazzucco, poco tempo fa, ha definito Trump “un bambino di ottant’anni”. Si sveglia la mattina e rapisce un presidente o decide di prendersi la più grande isola della Terra, o invade un paese musulmano, nemico di Israele. Analogamente a quanto disse Mazzucco, io posso dire che Netanyahu, nato nel 1949, è un bambino di 77 anni. Giorgia, nata nel 1977, è una bambina di 49 anni. Tutti loro si sono montati la testa, giocano con le vite degli altri, sperperano miliardi in armi, sopprimono vite umane che ai loro occhi valgono meno di niente. Fanno emergere le ombre che hanno nella loro animaccia nera e si prenotano, con quello che fanno, per un posto all’inferno, se solo l’inferno esistesse. Ma non esiste, se non quello che loro stessi provocano nelle vite della gente. Non è stato il Potere a trasformarli, poiché il Potere è stato solo il catalizzatore della loro latente malvagità. Erano privi di consapevolezza già da prima, quando ancora non erano entrati nella vita politica. Errore fatale è stato votarli. Ora, per colpa loro, e l’elenco di tale gentaglia sarebbe lungo, milioni di persone piangono, soffrono e muoiono, comprese quelle che non li avevano votati. A tutti voi che credete alla panzana della democrazia dico: “State attenti a chi mandate al Potere!”

Commenti

  1. Il ragionamento parte , a mio modesto parere , da una posizione errata.
    Noi non mandiamo al potere nessuno , il voto non è la libera espressione dei cittadini come ci hanno abituato a credere.
    A parte che i voti , e quindi le elezioni , possono essere truccati, già il terreno pre elettorale è preparato per arrivare ad eleggere il predestinato.
    I sondaggi , che non sondano ma influiscono , le luci che si focalizzano su un dato partito o un personaggio politico , che non è detto che debba vincere ma è già abbastanza che destabilizzi l' assetto.
    Chi vota non può , per ragioni ovvie , essere obiettivo e consapevole , lo fa per simpatia , per retroterra culturale , basta uno scandalo creato dai media per disinnamorarsi dell' idolo.
    Senza contare che , ora più che mai , è chiaro che tutti i politici si muovono seguendo un progetto di cui nemmeno loro sanno quale sarà il punto di arrivo.
    Quindi , i politici sono dei bambini si , ma non nel senso che descrive lo psicologo , ma nel senso che , come dei bambini , vengono messi nel parco giochi dove possono sbizzarrirsi a piacimento , ma il confine è sempre il parco giochi , quando si esce si fa quello che dicono i grandi.

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    Risposte
    1. Spesso cerco di abbassarmi al livello del frequentatore medio di Facebook.

      I miei articoli non sono tanto destinati a te e alla cerchia ristretta degli affezionati utenti del blog, quanto a loro.

      Sono anch'io persuaso che il popolo votante non abbia alcun potere di mandare qualcuno nei posti di Potere. Mi scuserai per il gioco di aprole...

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