Il Rasoio di Giovanni Angelo

 

Da qualche tempo mi rode il sospetto che Giovanni Angelo Cianti, che denuncia le malefatte degli Aschenaziti, sia stato autorizzato da loro per parlar male di loro. In base a quale logica e con quali scopi mi è del tutto ignoto, ma siccome gli Aschenaziti, che un tempo si chiamavano Kazari, sono famosi per essere astutissimi, anzi forse l’etnia più astuta in assoluto al mondo, devono avere il loro tornaconto nella divulgazione del dossier su Epstein. Secondo il signor Cianti, dunque, che a mio avviso, a questo punto, funge da portavoce degli Aschenaziti, non vi sarebbero stati sull’isola dell’ebreo Epstein né messe nere, né sacrifici umani, né tanto meno cannibalismo ai danni di bambini, ma solo un traffico di prostituzione di ragazze minorenni che venivano fatte incontrare, da Epstein e dalla sua compagna Maxwell, con personaggi importanti della politica e dell’alta società in genere, così che, filmandoli di nascosto, diventavano ricattabili e perciò potevano essere manovrati dal Mossad. Le ragazze erano consenzienti e ben pagate per la loro collaborazione. Il signor Cianti, quindi, applica il Rasoio di Occam, raschiando via la sovrastruttura, da lui definita folclore, o leggende metropolitane, in relazione alla tortura, allo stupro e, venenum in cauda, al consumo di carne umana.

 

 

Tutti i video di bambini piangenti, di fanciulle legate, imbavagliate e distese su un letto, o ancora, in braccio ad Epstein o a Trump, possono essere frutto di fotomontaggi e dell’intelligenza artificiale, che in questi ultimi mesi ha fatto passi da gigante in fatto di verosimiglianza. Perché dunque il Mossad, di cui Epstein era un agente operativo, dovrebbe lasciar credere che gli ospiti del ricco intrallazzatore, e lui stesso, fossero pedofili, quando in realtà erano solo interessati alle ragazze minorenni? In parte il signor Cianti lo accenna: per far sì che noi, stupefatti sudditi, ci si abitui all’idea che i capi delle nostre istituzioni sono degli sporcaccioni, per dirla alla Bukowsky, e ciò nonostante dominano la nostra esistenza ed emanano leggi oppressive nei nostri confronti o altre forme di interferenza.

A forza di avere in mente personaggi così, che inconsciamente fungono da esempio, diventeremo perversi anche noi. O per lo meno questo loro si aspettano, fiduciosi nella nostra indotta tendenza a rispettare l’autorità costituita. Poi, il giorno in cui i capi politici ci ordineranno di andare in guerra, lo faremo senza discutere, dal momento che quando ci hanno ordinato di mettere un bavaglio sulla bocca lo abbiamo fatto senza esitazione, tanta era la fiducia che avevamo in loro. Ma qualcosa sta cambiando. Aumentano le “pecore” che si rendono conto che il vero pericolo è il pastore, non il lupo. E quindi, con questo gioco del gettare fango sui vertici della società, devono stare attenti, perché gli si potrebbe rivoltare contro, dato che la corda tesa all’estremo, alla fine, si spezza.

Commenti

Post popolari in questo blog

La geometria sacra della Natura

Il coltello di ossidiana

Eppur si muove