Diavoli a cavallo
Vi ricordate quella scena iconica del film “Piccolo grande uomo”, in cui il generale Custer dà ordine di sparare sui cavalli rinchiusi in un recinto, mentre i suoi soldati falcidiavano donne, vecchi e bambini? Anche sterminare i bisonti, fonte di cibo per gli indiani, fu un atto militare volto a colpire i nativi americani, ma fu concesso anche ai civili di praticare quel tipo di caccia, perché più fucili sparavano e prima i bisonti venivano eliminati. In tempi recenti, gli israeliani, sia militari che coloni, sradicano gli ulivi dei palestinesi e riempiono di cemento le sorgenti d’acqua allo stesso scopo, cioè far morire di fame gli arabi, proprio come i soldati americani della fine dell’Ottocento miravano a far morire di fame i pellirosse. Poiché la tecnica è identica, possiamo ipotizzare un legame, o almeno un’analogia, tra gli ebrei attuali e gli americani dell’Ottocento. Del resto, esiste il mistero su un’ipotetica “tredicesima tribù” che per Arthur Koestler è la Kazaria, ma per altri è niente meno che la Gran Bretagna e se consideriamo che gli Stati Uniti sono una colonia inglese, ne deriva che gli americani WASP (white anglo-saxon protestant) possono essere geneticamente compatibili con i discendenti del regno di Kazaria. In pratica, la stessa feccia.
Ma se i WASP sono militaristi e guerrafondai, come la loro storia effettivamente dimostra, cosa possiamo dire dei loro vicini canadesi? Sono una mescolanza di francesi e inglesi, viventi in un territorio necessariamente bilingue, e sono forse un po’ meglio degli ingombranti vicini statunitensi, ma anche loro non brillano come terra di libertà, visto le prese di posizione dittatoriali di Justin Trudeau ai tempi della psicopandemia del Covid. E inoltre, proprio come gli americani della fine dell’Ottocento, anche i canadesi hanno avuto pessimi rapporti con i nativi Inuit, sia quando si trattava di autorità religiose cattoliche, che toglievano i bambini alle loro famiglie, sia quando ad esercitare il potere, con i relativi abusi, erano le autorità laiche protestanti. Con i popoli nativi prevalgono sempre, da parte dei bianchi, gli atteggiamenti repressivi di matrice razzista. Basti vedere il Sudafrica!
Così oggi veniamo a sapere che la gloriosa, si fa per dire, polizia a cavallo delle Giubbe Rosse, decantata anche nei fumetti di Tex Willer, ha compiuto i suoi misfatti. Tra gli altri, quello di aver sterminato i cani degli eschimesi tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Settanta, in quello che per i nativi fu un periodo memorabile disgraziato, analogo alla Nakba dei palestinesi. I cani servivano agli Inuit per la caccia, per il traino delle slitte e per difendersi dagli orsi bianchi, mentre per le autorità governative erano considerati pericolosi dal punto di vista ecologico, perché catturavano la selvaggina e potevano ibridarsi con i lupi. Le stesse puttanate tirate in ballo oggi dai naturalisti accademici e dai loro amici cacciatori. Oggi in Italia c’è una presunta “emergenza lupi”. Oggi noi siamo come il Canada degli Anni 50 e 70, solo meno poetici, perché senza Giubbe Rosse, ma con le facce rosse di vergogna di un Lollobrigida e dei tanti suoi compari di merende che lo votano.
Ma non è finita qui. La mattanza continua, nel tempo e nello spazio. Se nel caso del Settimo Cavalleggeri c’è, dietro, una spietata logica militare, mirante al genocidio degli indiani, nel caso delle Giubbe Rosse canadesi è verosimile che gli obiettivi fossero gli stessi, ovvero togliere di mezzo gli Eschimesi. Ed è strano perché il territorio in questione, il Nunavut, è vastissimo e ci sarebbe spazio per tutti, a meno che anche le autorità canadesi non siano psicopatiche come tutte le altre. Basta fargli indossare una divisa, inquadrarli in un esercito e tutti gli esseri umani, di qualunque razza e credo, perdono il senno. Qualunque religione è nemica di uomini e animali, compreso il maledetto islamismo, la peggiore in assoluto tra le peggiori religioni inventate da menti umane. In Marocco, il prossimo anno, ci saranno le partite del campionato del mondo di calcio e la polizia marocchina ha già cominciato ad uccidere i cani vaganti. Lo fanno perché Maometto ha definito il cane e il maiale come animali impuri e quindi per motivi religiosi, ma anche perché i cani randagi rappresentano un elemento di disturbo per i turisti che andranno a vedere le partite. Lo fanno anche, secondo me, come gesto di sfregio nei nostri confronti. Sanno, i maomettani, quanto noi occidentali amiamo i cani e vogliono crearci turbamento e dolore uccidendo quei randagi che hanno la disgrazia di vivere nel loro barbaro paese. Primitivi come sono, i marocchini non hanno gli strumenti intellettuali per sapere come si affronta il randagismo, con metodi razionali e non letali. Per la verità, anche molti italiani del Meridione non lo sanno, ma questo perché la ex magna Grecia è stata per secoli sotto il dominio islamico. E cosa possiamo pretendere dai sindaci e dagli assessori siciliani o calabresi? I limiti culturali ci sono. E si vedono! “Dentro covile o cuna, è funesto a chi nasce il dì natale”, diceva Leopardi. E ancora non aveva visto niente! Se vivesse nei nostri giorni, altro che pessimismo! Magari, invece dei classici, leggerebbe i fumetti di Tex Willer.

I mondiali 2026 si svolgono in nord America ( Canada - Usa - Messico ) , non in Marocco.
RispondiEliminaQuanto all' etnia kazara , mischiata con gli askenaziti da secoli , si è intrufolata nel corso della storia nei vari stati , regni e simili ed erano anche ricercati in quanto abilissimi mercanti ed ottimi contabili fino ad arrivare ad amministrare le casse dei regnanti.
Erano anche esattori di imposte e si attiravano le antipatie del popolo , questa attività permise loro di arricchirsi e prestare denaro ad usura e quando il loro potere era troppo invadente venivano espulsi ; subirono più di una diaspora , forse la vera diaspora di cui si narra è proprio quella , visto che , in antichità, per tenere sotto controllo questo popolo ( i kazari/ askenaziti ) il re di tutte le tribù pensò di contenere l' esuberanza predatoria dando loro dei paletti mediante una religione , e optò per l' ebraismo .
Negli ultimi tre / quattro secoli , verosimilmente, la potenza economica derivante dal maneggio del denaro è andata di pari passo con l' infiltrazione nei meccanismi di potere , subdolamente prestavano moneta a regnanti in guerra , finanziando entrambi chiedendo in cambio l' amministrazione del tesoro di stato.
Quindi , si , i Kazari sono ai vertici ( nascosti ) dell' Inghilterra e Usa .
Grazie per la precisazione calcistica.
EliminaE anche per aver rotto il ghiccio.
Essendo totalmente a digiuno di calcio e campionati vari, mi sono fidato di ciò che ho trovato su Facebook.
D'altra parte, i musulmani odiano i cani e non è la prima volta che eliminano i randagi in occasione di particolari eventi.
Anche i paesi "cristiani" si abbandonano talvolta ad eccidi di questo genere.
E' successo, se non sbaglio, in Ucraina e in Romania, sempre prima di eventi sportivi.
In Brasile, poi, anni fa sono diventati tristemente famosi gli "squadroni della morte", che uccidevano addirittura i "Nignos de rua", cioè i bambini di strada.
Un evento del genere avrebbe dovuto sollevare lo sdegno di tutti i popoli civili, proprio come per i bambini di Gaza, eppure, non ricordo di particolari prese di posizione.
Ma forse è solo un mio problema di memoria.
Il Papa disse qualcosa?
Non lo so!
Alle epiche giacché blu o rosse veniva fatto tracannare un gavettino di pessimo gin, oppure di rum ma altrettanto pessimo. Più venivano catechizzati su quanto feroce gli era il pellerossa, gli era il pellero'.
RispondiEliminaIl resto è storia sottaciuta mentre la legge del contrappasso regolarizzera' i conti. In un altro luogo. In un altro tempo
Non ho capito questa parola: pellero'.
EliminaPrima di uscire dalla trincea per fare gli attacchi alla baionetta, ai fanti veniva data una piccola dose di liquore.
Ai miei tempi (Anni Ottanta, caserma 80esimo battaglione fanteria "Roma", Cassino (FR) distribuivano bustine di plastica contenenti la bevanda alcolica, detta cordiale, anche se non dovevamo fare attacchi alla baionetta.
A mo' di ballata con il soggetto ripetuto ma tronco.......
RispondiEliminaRestando in tema calcistico , per la costruzione degli stadi nel mondiale scorso in Qatar , stime ufficiali dichiarano 6500 morti fra gli operai nei cantieri , 15000 secondo Amnesty International.
RispondiEliminaTutto per stadi usa e getta , nel senso smontati dopo il mondiale .
Il calcio è veicolo politico , tanto che mi chiedo quale sia il senso di fare i mondiali 26 in tre stati , vasti come l' Europa per quanto riguarda Canada e Usa e come Francia Germania e Italia per quanto riguarda il Messico.
Allora mi vengono in mente le sparate di Trump quando minacciava di annettersi il Canada e Panama .
Un mondiale che dura 40 giorni è una cassa di risonanza globale , una finestra di overton per gettare almeno il seme di un superstato del Nordamerica con gli Usa egemoni.
Trump sta affossando la UE, almeno a parole, ma preme per unire USA, Canada e Messico.
EliminaEppure, sia la UE che i tre stati americani uniti fanno parte dello stesso progetto del NWO.