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Le religioni di pace

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    In Arabia Saudita condannano alla decapitazione quegli etiopi che, ivi trasferitisi per cercare lavoro, vengono considerati consumatori di droga, reato punito con la pena di morte, solo perché mangiano la foglia di una particolare pianta, come si usa nelle loro terre. I numeri delle persone decapitate ogni anno è elevato.  

Chi cristiano si fa, il musulmano se lo mangia!

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  Non pensavo che alla COOP di Codroipo ci fosse un angolo dei libri che si possono prendere e poi restituire, oppure tenerseli, o per lo meno non ci avevo mai fatto caso, ma ieri mi sono fermato, dopo aver pagato alla cassa le merci che avevo comprato, e ne ho presi due. “Racconti di Gerusalemme”, di Shemuel Yosef Agnon e una biografia di Gandhi. La sera, a letto, ho cominciato il primo ma l’ho quasi subito scartato perché nel racconto intitolato “Un cane randagio”, c’era come protagonista proprio un cane randagio preso a sassate nei vicoli della Gerusalemme Vecchia. Anche se il racconto fu scritto negli Anni Venti, e quindi va contestualizzato e messo in relazione con la mentalità dell’epoca, non mi è bastata come giustificazione, per spiegare il fastidio che quella lettura mi provocava, e l’ho messo da parte. L’altro, su Gandhi, l’ho letto nel corso della notte, finendolo prima che sorgesse l’alba.