Il destino del criceto
Io sono un “boomer”. Ho vissuto nel secolo scorso e sto vivendo in questo. Vedo i pregi del primo e i difetti del secondo. Non solo non capisco niente di tecnologia digitale, ma non capisco più neanche cosa è vero e cosa è falso. La cosiddetta intelligenza artificiale mi sta mandando in tilt e non sono l’unico a lamentarsi di ciò. Ho sempre inseguito l’eterno femminino ma, giudicando a posteriori – e non potrei fare diversamente – tutte le donne che ho conosciuto erano disturbate mentali. Tutte avevano, in dotazione, il loro ramo di pazzia d’ordinanza. Molte amavano i gatti e forse proprio per questo mi sono sembrate pazze, nel vero senso della parola, cioè soggetti che reagiscono sconsideratamente agli stimoli della realtà. Io probabilmente non sono diverso.
Ormai non sono più un giovinetto imberbe e inesperto, ma una costante nella mia vita è stata la ricerca della Donna, l’altra metà del cielo, come poeticamente dicevamo nel secolo scorso. Probabilmente, è una cosa che fanno tutti, ma noi, all’epoca nostra, lo facevamo con più ingenuità, dignitosamente, con uno scopo preciso: farsi una famiglia. Poi venne il Sessantotto e fu l’inizio della fine. Ci insegnò l’amore libero. Nell’attuale epoca regna la totale confusione e non invidio i giovani d’oggi. Li commisero e mi accorgo che sono come tappi di sughero in un mare in tempesta. Le donne di oggi non ci provo nemmeno a capirle, perché se non capivo quelle della mia generazione è fuori discussione ch’io riesca a capire quelle di adesso.
Tuttavia, la curiosità di conoscere l’animo umano, in specie quello femminile, non mi è mai venuta meno e così ricerco spiegazioni nei video di psicologia offerti da internet. Ve ne sono di due tipi: quelli in cui parla l’esperto, che ci mette la faccia, sia che si tratti di uno psicanalista o un semplice psicologo, sia quelli elaborati tramite l’intelligenza artificiale. I primi sono più facili da capire, gli altri parlano troppo velocemente, hanno un’immagine fissa che può essere di Nietzsche, come in questo caso, o di Jung o di Freud o di un semplice vecchio, presumibilmente saggio, e sembra che trasmettano verità indiscutibili, tesori di sapienza, ma mi lasciano sempre l’amaro in bocca.
Ascolto volentieri le argomentazioni degli psicologi che parlano in prima persona e riesco a stargli dietro, a seguirli, mentre quelle offerte dal “Grande Cervello”, pseudonimo di intelligenza artificiale, hanno, sì, un fascino magnetico, ipnotico, ma sembrano un disco rotto, perché tutte dicono che dobbiamo smettere di credere nell’amore e di cercare l’altra metà per completarci sul piano dell’esistenza. Dobbiamo trovare tutto quello che ci serve dentro di noi, perché siamo già completi e se cerchiamo un partner partendo da un’idea di incompletezza, di mancanza, non otterremo mai quello che ci serve veramente, continuando a girare in circolo come fossimo in un “loop”, dal momento che nella nostra mente si ripresenteranno sempre gli stessi schemi, ovvero sempre le stesse persone. Nel mio caso, sempre donne malate di mente o con gravi carenze psichiche.
Se nella mia vita ho incontrato sempre donne instabili psicologicamente forse – e dico forse – significa che anch’io sono instabile mentalmente. Chi lo può dire?! Se lo dico io, non vale, ma se me lo dicono gli altri, non vale lo stesso, in quanto non credibili. Nell’obiettiva situazione di isolamento in cui siamo precipitati, nessuno è più affidabile, nessuno è più credibile e le guide religiose che avevamo un tempo, almeno fino agli Anni Cinquanta, sono sparite, estinte, annientate, scomparse.
Siamo rimasti soli, siamo come naufraghi su un’isola deserta e ci emozioniamo quando sulla battigia scopriamo impronte umane, per poi accorgerci, sprofondando in una tremenda delusione, che quelle orme erano le nostre. Allora, ci piomba addosso una tremenda sensazione di solitudine, di condanna, di nullità. In un attimo ci rendiamo conto di quanto squallida è, è stata e sarà la nostra vita, avendo come unico conforto la consapevolezza che manca poco alla finale chiusura del dramma. Non ci resta molto ancora da vivere e quindi non ci resta ancora molto da soffrire.
I video che internet ci propina e che ci sembrano come oracoli, alla fine ci dicono una cosa sola: stai buono, stai calmo, non agitarti, abbi pazienza (“La pazienza dell’arrostito” è un libro di Guido Ceronetti), aspetta il tuo turno e rinuncia all’amore, al partner ideale, alla felicità di due anime che si capiscono e si uniscono. Questo è il tuo destino, il destino di tutte le genti. Il destino del criceto. Come qualche recluta scrisse sul muro di una caserma: “Seghe, mutismo e rassegnazione”. Formula immortale.
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