Le contraddizioni della geisha
In una delle trasmissioni di successo di qualche anno fa, della serie “Turisti per caso”, Patrizio Roversi entrò in un ristorante giapponese e decise di assaggiare carne di balena. La cameriera, vedendo la sua titubanza, dettata forse da scrupoli di natura etica, gli chiese: “Tu mangi pesce?”. Alla risposta affermativa del Roversi, la donna concluse: “E allora? La balena è un pesce come tutti gli altri!” e l’uomo bianco, civilizzato e tendenzialmente ecologista, chinò il capo e si mise a masticare la carne del cetaceo, cucinata Dio solo sa come.
E’ un comportamento tipico dell’italiano in vacanza all’estero: quando vanno in Perù vogliono assaggiare il porcellino d’India, in Sudafrica il coccodrillo, in Thailandia gli scorpioni fritti e, sempre in Giappone, anche la carne di serpente. Dalle obiezioni della cameriera giapponese si evince già una prima ipocrisia, ovvero secondo le dichiarazioni del governo nipponico, le balene vengono uccise per scopi scientifici. Eppure, la carne di balena servita al Roversi si trovava in un ristorante. Strano utilizzo scientifico.
Ma ora veniamo alla simpatica ragazza giapponese che vive a Roma, è sposata con un italiano e ha 28 anni nonostante il suo aspetto di bambina. In una di quelle gite fuori porta che tanto piacciono ai romani, stava seduta su un prato, mentre suo marito la filmava, anche lui seduto su un telo su cui erano disposte varie pietanze. Ad un tratto, orrore, una donna extracomunitaria si mette a strappare rami di ciliegio in fiore, una scena troppo cruda per la sensibilità della giapponesina, un vero sacrilegio secondo la sua cultura d’origine. Ma cosa fa subito dopo? S’ingozza di sushi, dimenticando che quel delizioso bocconcino, arrotolato con cura dai cuochi giapponesi, prima di diventare cibo era un pesce che nuotava nell’oceano e che non faceva male a nessuno.
La contraddizione di una singola persona, di cui l’interessata non ha nemmeno coscienza, spiega le contraddizioni di un intero popolo che, per motivi scientifici, forse per vedere come funzionano i succhi gastrici degli avventori, mette in vendita nei ristoranti la carne di animali che stanno scomparendo in tutto il mondo e che solo tre paesi si ostinano a cacciare: il Giappone, appunto, la Norvegia e l’Islanda. Questi ultimi due almeno non ci ammanniscono l’ipocrita spiegazione di cacciarle per motivi scientifici. Lo fanno e basta. Per puro profitto di qualche azienda locale. “L’uomo è un virus”, diceva l’agente Smith nel film Matrix. I virus si combattono, in quanto nocivi e letali. Ma chi combatte l’uomo?
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