Anche le femministe sbagliano
Quando seguo le discussioni sui social riguardanti lupi e orsi, trovo che si è creata una spaccatura tra cultura rurale e cultura metropolitana. Non è una novità, ma un fenomeno che esiste da decenni. Da una parte abbiamo una mentalità cittadina che prende le difese della natura, ovvero di lupi e orsi, e dall’altra una mentalità campagnola o montanara che vorrebbe imporre il dominio umano su tutte le specie selvatiche che entrano in conflitto con gli interessi dei contadini, degli allevatori e di chiunque ragioni in termini antropocentrici. L’abisso tra i due mondi sembra incolmabile e ciascuno, posto di fronte ad un determinato problema, sceglie da che parte stare, sulla base della propria cultura, educazione e sensibilità.
Mi accorsi di questo fenomeno un’infinità di volte, essendomi dato da fare contro caccia e uccellagione, ma me ne accorsi anche durante il mio primo anno di ruolo, a Moggio Udinese, nel lontano 1987/88. La direzione didattica organizzava come ogni anno la festa degli alberi, celebrazione nata in Italia nel 1898. Quando, durante il collegio dei docenti, venni a sapere che gli alpini avrebbero organizzato una pastasciuttata per adulti e bambini, con la loro cucina da campo, dissi che io e la mia classe non vi avremmo partecipato. Le colleghe si scandalizzarono, un po’ come qualche anno prima, in un’altra scuola, dissi che non avrei portato la mia classe in chiesa in occasione della festa delle Ceneri. Panico e sdegno totali.
A Moggio Udinese che, pur non essendo in Carnia, è zona di montagna, vigeva la cultura degli alpini, che si misero in mostra encomiabilmente durante il terremoto del Friuli del 6 maggio 1976, lavorando sodo sotto la supervisione di Zamberletti, il primo personaggio di quella che poi sarebbe diventata la Protezione Civile. Toccare gli alpini in montagna è come toccare Mauro Corona, un idolo di tutte le genti montanare. Se costui in gioventù è stato bracconiere e cacciatore, glielo si perdona, poiché in fondo tutti i montanari sono bracconieri e cacciatori. Se gli alpini hanno invaso la Russia, l’Albania e la Grecia, ammazzando nemici, glielo si perdona. Sia il singolo personaggio, sia il gruppo di matrice militare incarnano i valori della montagna, del sacrificio e della solidarietà, almeno così ci racconta una certa narrazione ufficiale.
Alla fine, a Moggio Udinese, tornai sui miei passi, con grande sollievo delle colleghe maestre, e andai con la mia classe alla festa degli alberi. I bambini si divertirono, ma la mia immagine fu rovinata per il resto dell’anno scolastico. Poco male. L’anno successivo fui nominato in una scuola di pianura, il mio ambiente naturale, ma anche lì trovai la stessa mentalità rurale, a cui evidentemente sono refrattario, nonché incompatibile. Se io riesco a rendermi odioso a cacciatori, uccellatori, allevatori e contadini in genere, i miei sentimenti nei loro confronti sono del tutto simmetrici, giacché potrebbero essere anche Dio in terra, ma non gli perdonerò mai gli abusi e la cattiveria che dimostrano verso gli animali.
Ed eccoci a Genova, dove gli alpini vanno fisicamente a portare la cultura montanara basata sul vino, sul consumo di carne, ma anche su cose positive, proprio come Mussolini, cioè il lavoro volontario quando si verificano eventi catastrofici. Alle femministe genovesi, vedere Genova invasa da tali personaggi non è piaciuto e sui social si è scatenata l’ennesima diatriba. A me sembra una tempesta in un bicchiere d’acqua. Le molestie alle donne sono nulla in confronto agli animali uccisi nei boschi e nei mattatoi, dei quali gli alpini, come tutti i loro sodali, sono entusiasti carnefici. Se poi pensiamo allo stato delle donne musulmane, vien proprio da dire che le femministe genovesi hanno sbagliato bersaglio.

Fuori dal comune, dai canoni della normalità intesa come omologazione gli alpini, valorosi guerrieri dotati di stomaci e fegati d'acciaio capaci di ammortizzare , annichilire ettolitri di vino e di grappa , smaltire pasti pantagruelici a base sostanzialmente di cacciagione, ovvero carni tigliose ed indigeste come la pietra. Poco o punto spazio per l'etica alimentare : mi sun alpin me piaze el vin e qualcosalter.. Gli hamburger di melanzana o di carciofi, le passate di verdura, la Sangemini, tutta roba ch'essi lascian volentieri ad altri corpi più effeminati e meno sanguigni .
RispondiEliminaCon il groppo alla gola li vediamo sfilare nei ranghi, oppure barcollanti con il fiasco in mano , durante i raduni annuali, benedetti da dio sopra e sotto la cintura mentre noi, con i nostri cazzettini da famiglia buoni a pena per la riproduzione che figura facciamo a petto a cotali amanti insaziabili capaci di sfiancare la più lussuriosa delle femmine? Figura barbina, tanto per rimanere sul piano vegetale.
Catcalling, violenza sessuale, strascichi giudiziari per qualche complimento grossier rivolto a signore e signorine.....che esagerazione!
Donne smollatela
Che la tenete a fa?
Senno' vi fa la muffa
E olezza di baccalà