Ci risiamo!
Il ratto è un mammifero notturno come tutti gli altri, come la volpe, la faina, il tasso, il lupo e lo sciacallo. Ciò che lo rende pericoloso per l’uomo è la sua vicinanza con l’uomo stesso, con le sue feci, raccolte nelle fogne, e i suoi scarti alimentari, raccolti nelle discariche a cielo aperto. Tutti gli animali selvatici vanno dove trovano cibo. Il lupo dove ci sono pecore, la faina dove ci sono galline e io aggiungo anche il cormorano, dove ci sono allevamenti di pesci. Il ratto, finché vive nei boschi, è un animale pulito, ma diventa portatore di agenti patogeni nel momento in cui si imbratta dei liquami delle fogne umane. Se quindi c’è qualcuno che merita biasimo e diffidenza, siamo noi stessi, con le nostre deiezioni e le cattive abitudini basate sugli sprechi e la dispersione nell’ambiente di sostanze alimentari. Quello che sta per accadere di nuovo, grazie all’OMS, è una nuova pandemia, secondo la sceneggiatura collaudata a partire dalla fine del 2019. All’inizio del cosiddetto Covid19 gli animali sospettati d’essere portatori del coronavirus furono i pipistrelli, come vettori primari, e i pangolini come vettori intermedi, ma furono chiamati in causa anche zibetti e procioni, dal momento che nei mercati di animali vivi in Cina si fa commercio di specie protette senza alcun controllo di polizia. Tuttavia, nessuno può escludere che la diffusione del virus sia stata deliberatamente attuata da ricercatori corrotti per dare seguito al progetto di sfoltimento della popolazione umana, progetto che vede la sua attuazione anche oggi, dopo sei anni, con la “morte improvvisa”, alla spicciolata, e quindi senza che desti scalpore, di persone di tutte le età, ma soprattutto giovani, cosa che è statisticamente poco probabile. Ora è stato scelto il ratto, come capro espiatorio, il quale, suo malgrado, si porta dietro una cattiva fama fin dalla Peste Nera iniziata nel 1346. Ai padroni del mondo piace vincere facile!
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