Le religioni di pace
In Arabia Saudita condannano alla decapitazione quegli etiopi che, ivi trasferitisi per cercare lavoro, vengono considerati consumatori di droga, reato punito con la pena di morte, solo perché mangiano la foglia di una particolare pianta, come si usa nelle loro terre. I numeri delle persone decapitate ogni anno è elevato.
Sempre in ambito islamico, il regime di Teheran viene in questi giorni accusato di aver impiccato migliaia di oppositori politici, il cui numero varia a seconda della fonte della notizia, elevato se di matrice israelitica, più basso se proveniente dalla Sinistra.
Passando all’induismo, vi è in Nepal, e in parte dell’India, una ricorrenza festiva che dura 10 giorni, dedicata alla Dea Kalì, altrimenti chiamata Durga. La gente si diverte, le famiglie si riuniscono e i bambini restano a casa da scuola, con gli adulti che godono di ferie dal lavoro. Ma, contemporaneamente, migliaia di mucche, pecore, capre e polli vengono sgozzati per celebrare la vittoria del bene sul male, visto che Durga, secondo la dottrina, dopo una lotta durata dieci giorni contro il Bufalo Mahishasura, alla fine vince.
Quando Gandhi assistette per caso a una tale carneficina, rimase inorridito. Quando Franco Battiato si trovò in Nepal proprio in quei giorni, come turista, non uscì dalla camera d’albergo per non rimanere scioccato. Da notare che la Dea combatte contro un animale, paradossalmente proprio quello che aiuta i nepalesi nelle fatiche agricole di tutti i giorni. Da notare inoltre che la vittoria del bene sul male per i nepalesi consiste nelle ecatombi di animali domestici, senza porsi la questione se si tratti di una violazione del diritto alla vita delle loro vittime. Anche l’induismo si ferma di fronte al muro dell’antropocentrismo.
Tra l’antichissimo induismo e il recente islamismo, in quanto nato nel sesto secolo dopo Cristo, c’è un filo rosso sangue che li unisce. Gli uomini, per ingraziarsi gli Dei, ammazzano migliaia di animali, con la scusa, poi, di mangiarli. Secondo il Vecchio Testamento, furono proprio gli Dei ad ordinare agli uomini di farlo e gli altari delle nostre chiese altro non sono che le are su cui i sacerdoti stendevano gli animali per sgozzarli. E questo accadeva anche prima che Gesù Cristo fondasse suo malgrado l’ennesima religione.
L’analogia con il cristianesimo, meno sanguinolento perché fa le stesse cose al chiuso, lontano dagli occhi e quindi anche dal cuore, con la Festa del Sacrificio, che in arabo si chiama “ Id al-Adha”, si nota nel fatto che ad essere sacrificati sono sempre gli animali più mansueti, come pecore e capre, ma il mondo cristiano ha riscoperto anche l’antico sacrificio umano, in particolare di bambini, come i File di Epstein pare abbiano messo in evidenza. Mi chiedo, così en passant, se nel mondo islamico vi sia qualche propensione per i sacrifici umani, compiuti nel senso classico con il coltello e su un altare, perché le impiccagioni fatte dagli iraniani non le ricalcano il modo corretto. E poi, a chi sarebbero sacrificati i dissenzienti iraniani, alla brama di potere degli Ayatollah?
Anche le impiccagioni di palestinesi, che Israele si appresta a fare, non sono veri e propri sacrifici umani, ma solo perché manca il coltello. Le decapitazioni dei sauditi, ai danni dei migranti etiopi, sono quelle che più si avvicinano ai sacrifici umani, essendo la scure paragonabile ad un grosso coltello, più o meno quello che è successo in Francia fino al 10 settembre 1977, con l’ultima esecuzione capitale mediante ghigliottina. E ritorniamo qui, con un salto, in ambito cristiano.
L’avanzata dell’islamismo in Italia non avrebbe successo se non ci fossero degli italiani traditori, delle quinte colonne, che la facilitano mostrandosi accoglienti e amichevoli nei confronti di una tribù che per secoli ci è stata ostile, sperando di farla franca e lasciando che a finire decapitati, in un prossimo ipotetico futuro, siano gli italiani. Per ora, ad essere decapitati sono pecore e capre.
Uno di tali traditori si chiama Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, quello stesso che ha mandato gli operai comunali ad abbattere le alberature stradali in piena nidificazione degli uccelli, e che ha concesso un’area pubblica ai maomettani per la fine di questo mese, affinché celebrino le loro sanguinarie ricorrenze. Gli animali non verranno sgozzati in pubblico, perché in Italia è vietato per legge, ma in luoghi privati come si fa a Pasqua e a Natale, ovvero nelle più importanti feste religiose cattoliche.
Alla fine, quali deduzioni si possono trarre da tutti questi massacri? Induisti, musulmani, ebrei e cristiani sono tutti figli del Demonio, o di qualche altro Dio sanguinario. A me viene in mente Geova degli eserciti, ma in fatto di divinità malvagie e assassine abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.

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