Il fiero pasto

 

 

Esiste una cosa in natura che si chiama “controllo delle nascite”. Gli esseri umani hanno adottato tale principio fin dall’inizio dei tempi, quando hanno smesso, magari temporaneamente, di obbedire al comando biblico “crescete e moltiplicatevi”. In natura, il controllo delle nascite viene praticato principalmente dai predatori, di modo che i biologi hanno stabilito esserci una piramide trofica, ovvero del cibo, secondo la quale in cima alla medesima ci possono essere solo pochi predatori, ma scendendo gli scalini inferiori la prede diventano sempre più numerose, e quindi necessariamente prolifiche. C’è come un tacito accordo, benché inconsapevole, tra prede e predatori: le prime producono tanti figli affinché le loro specie non si estinguano, dando così al contempo da mangiare ai secondi. Negli oceani ci sono animali, che per comodità vengono chiamati “inferiori”, i quali producono milioni di uova, dando per scontato che il 99 % verrà mangiato, andando a posizionarsi nei piani bassi della summenzionata piramide. Viceversa, i predatori devono per forza di cose mettere al mondo pochi figli per volta, sempre per mantenere il numero della specie in equilibrio rispetto alle prede, e ovviamente per far sì che la specie non si estingua. 

 

 

Detto per inciso, l’Homo sapiens si colloca in cima alla piramide trofica, in qualità di super-predatore, ma mette al mondo una quantità enorme di figli, secondo criteri di crescita esponenziale geometrica. Chiunque capirebbe che una piramide così, con il vertice in basso e la base in alto, non sta in piedi e mi viene il sospetto che, se la popolazione non lo capisce, i padroni del mondo lo capiscano benissimo e da qui nasce forse la loro esigenza di sterminarci, non tutti ma la gran parte di noi. Lo hanno già fatto in passato e questa operazione viene chiamata “Reset”.

Sembra assurdo, ma un altro metodo di controllo delle nascite è il cannibalismo. Il Guppy, che tutti gli acquariofili conoscono (Poecilia reticulata) divora i propri figli quando ha la sensazione di non avere spazio sufficiente per vivere. Come faccia un adulto a capire quando deve smettere di mangiare i nuovi nati lo sa solo lui. O lei. In ambito umano il cannibalismo è stato considerato normale per secoli, fino a quando, grazie alla religione creata dagli Elohim, non è stato fatto diventare un tabù, ma basta spostarsi in altre parti del mondo, dove l’influenza della cultura occidentale non è arrivata, che l’antropofagia si manifesta senza problemi. Si sono verificati casi di cannibali che andavano a mangiare carne umana lontano dal villaggio, e di nascosto dal missionario, perché avevano capito che il prete non era d’accordo e non volevano dargli dispiacere. Pensate che animo gentile!

I casi di cannibalismo di bambini, praticati sull’isola del miliardario ebreo e liquidati come satanismo, sono secondo me il frutto della noia e del piacere derivante dalla trasgressione. Nessuno dei commensali credeva veramente a Satana, se non sotto forma di autosuggestione. D’altra parte, il loro ragionamento, quando si accingevano a degustare le tenere carni dei bambini, era che se ne usavano il sangue arricchito da adrenalina, il famoso adrenocromo, potevano ben approfittare del cadaverino ormai del tutto a disposizione degli adulti, presenti al “fiero pasto”, come direbbe Dante. Aggiungo una mia ipotesi: nei fanatici carnivoristi, che esaltano il gusto della bistecca e commiserano i vegani, non potrebbe darsi che agisca qualche sostanza adrenalinica dovuta al terrore che gli animali provano prima d'essere macellati? Il consumatore non lo sa, e nemmeno lo immagina, ma la chimica non sbaglia mai e qualche effetto sull’organismo lo deve avere di sicuro. In pratica, tra un fanatico carnivoro e gli affamati ospiti di Epstein il divario consiste solo nella diversità delle vittime.

Commenti

  1. = In natura, il controllo delle nascite viene praticato principalmente dai predatori, di modo che i biologi hanno stabilito esserci una piramide trofica, ovvero del cibo, secondo la quale in cima alla medesima ci possono essere solo pochi predatori, ma scendendo gli scalini inferiori la prede diventano sempre più numerose

    In effetti la piramide trofica funziona così e non potrebbe funzionare diversamente.
    Mi chiedo però se il numero ridotto delle nascite tra i predatori sia proprio frutto di un controllo volontario (come quello umano) o sia solo la conseguenza indiretta di un diverso equilibrio biologico.
    Perchè se le prede in eccesso muoiono mangiate, i predatori in eccesso muoiono di fame.
    E quindi è sempre una questione di equilibrio ecologico.

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    1. L'equilibrio si gioca sulla disponibilità di cibo, ma a volte la riduzione del numero dei nuovi nati è la regola in ogni caso. Per esempio, ci sono uccelli rapaci il cui terzo nato, essendo l'ultimo della covata, e più piccolo rispetto ai fratelli nati prima, riceve meno cibo finché non muore di fame. Questo succede a prescindere dall'abbondanza o dalla scarsità di prede. Perché accade questo francamene non so.

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  2. Mettere l' uomo moderno nel discorso dell' equilibrio naturale preda / predatori è fuorviante.
    L' uomo moderno non è predatore , il predatore coglie solo ciò che è utile al suo sostentamento, l' uomo moderno è un distruttore che piega la natura al suo volere, alterando l' equilibrio naturale.

    E questo vale per tutti gli umani , che siano carnivori o vegani , perché anche dietro al veganesimo c' è una fiorente industria che per essere tale deve seguire metodi di lavorazione che comportano spreco di risorse naturali e alterazioni dell' ambiente.

    Della serie : chi è senza peccato scagli la prima pietra.

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    1. Citazione:

      "L' uomo moderno non è predatore"


      Ma si comporta come tale. Un solo esempio: la colomba migratrice. Ce n'erano a milioni e nessuno immaginava che sarebbe stata portata all'estinzione. Tutte uccise a colpi di fucile. L'ultimo esemplare morì nel 1913.




      Citazione:

      "vale per tutti gli umani , che siano carnivori o vegani"


      L'alimentazione vegana ha un impatto minore sugli ecosistemi rispetto all'alimentazione carnivora. Questo, me lo devi concedere. Si sceglie quindi il male minore.

      Ma ci sono molti casi di produzione di prodotti vegani che esulano dalla grande industria, per rimanere nell'ambito della produzione a carattere familiare.

      Per esempio, a Bologna c'è una ragazza che ha messo in piedi un caseificio di formaggi ottenuti da semi e legumi, oltre che dagli anacardi.

      Poi, c'è una giovane coppia che ha creato uno speciale frullatore grazie al quale si ottiene il latte vegetale. Ero tentato di comprarlo anch'io, ma sono abituato a fare colazione con il the. Vedo sempre la loro pubblicità su Facebook. Lo hanno chiamato "Mylky" e costa 179 euro.

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  3. Purtroppo è vero.
    Tutte le specie che si sono estinte lo hanno fatto per una circostanza sfortunata,, ma esterna e non controllabile.
    Noi siamo gli unici che potremmo fare tutto da soli.

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