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Visualizzazione dei post con l'etichetta palestinesi

La muerte dei cacciatori

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  Secondo Nietzsche, il popolo che non ha in sé la forza per difendersi dall’aggressione di un altro popolo, più forte e combattivo, non ha nemmeno il diritto di farlo e deve accettare il proprio ruolo storico di vittima e schiavo. Questo principio si può applicare ai palestinesi, abbandonati da tutti, cominciando dagli altri arabi, e lasciato alla mercé di demoni assassini dalla pelle bianca e dai capelli biondi, conosciuti come Aschenaziti, o falsi ebrei. Se però estendiamo tale principio alle altre specie, ne deriva che la fauna selvatica, non avendo in sé la forza di difendersi dai fucili e dalle trappole della specie umana, non ha nemmeno il diritto di vivere e deve accettare il proprio ruolo di vittima predestinata. Nella realtà, c’è una minoranza di esseri umani che, dotati di coscienza, si oppone a questo stato di cose, schierandosi dalla parte delle vittime, siano esse animali o palestinesi.  

Poveri noi!

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  C’è modo e modo di attuare un genocidio. Anzitutto, gli unici che sono in grado di farlo sono i governi delle nazioni. Ma per attuare un vero e proprio genocidio ci vuole per prima cosa l’intenzione. Il governo israeliano ha intenzione di sterminare i palestinesi? Decisamente sì. Lo dichiarano apertamente. Il governo turco, nel 1915, aveva intenzione di sterminare gli armeni? Anche qui non ci sono dubbi e la risposta è affermativa. Il governo brasiliano aveva intenzione di sterminare la tribù amazzonica degli Yanomami? No, ma non ha fatto niente per fermare le multinazionali straniere che per prendersi la foresta ammazzavano gli indios. Perciò, si può parlare di genocidio degli armeni, da parte dei turchi, e di genocidio dei palestinesi, da parte dei finti ebrei, ma non si può parlare di genocidio degli Yanomami da parte dei brasiliani, anche se le cifre delle vittime, dirette o indirette a causa delle malattie, sono piuttosto elevate.  

Surplus killing

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  Una cosa che lascia sconcertati contadini e allevatori è quando un lupo o un orso entrano in un recinto pieno di pecore, dove compiono una strage e solo una pecora viene realmente mangiata. Gli etologi conoscono questo fenomeno, che viene chiamato “surplus killing”. Avviene perché, una volta iniziato l’atto predatorio, vedere le altre pecore che scappano da tutte le parti, stimola reiteratamente l’istinto di predazione ed è proprio l’impossibilità a mettersi in salvo all’interno della recinzione che determina la strage. Quando in natura ci si trova casualmente davanti ad un orso, tutte le regole di condotta dicono di non scappare nel modo più assoluto, ma di indietreggiare lentamente facendo rumore e compiendo gesti di minaccia, urlando e agitando qualche bastone. Con i lupi non è necessario perché la specie ha interiorizzato che l’uomo è un pericolo di per sé ed è il lupo il primo a fuggire, sebbene sia sempre buona norma, per principio, non darsela a gambe. Una ...

La mente come campo di battaglia

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  Avevo già sentito la frase “La terza guerra mondiale si combatterà nelle menti degli uomini”, ma non mi era mai stato chiaro il significato. Ora, ascoltando l’intervento di James Corbett credo di aver capito qualcosa di più. Da un po’ di tempo, frequentando Facebook, vengo inondato di brutture e oscenità che mi procurano uno stato costante di malessere e di amarezza. Essendo animalista, mi piange il cuore vedere scene di maltrattamenti e di cattiveria sfogata su animali indifesi. Mi sento molto turbato e a volte ho anche l’istintivo impulso di passare oltre, evitando di guardare il video in oggetto. E’ questione di una frazione di secondi. Mi è successo con le immagini di accalappiacani marocchini incaricati di catturare e sopprimere cani randagi in vista dei campionati di calcio che si terranno in Marocco. Oppure, scene provenienti da Yulin, quel famigerato buco dell’inferno dove cavernicoli con gli occhi a mandorla divorano il più fedele amico dell’uomo.  

La disumanizzazione prima del genocidio

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  Gli eventi epocali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, con un’intera nazione dedita allo sterminio di una minoranza, ci fa capire come funziona il meccanismo dei genocidi, sperimentati già molte volte dall’umanità nel corso dei secoli. Per prima cosa va detto che un genocidio può essere attuato solo da uno stato nazionale, ovvero da un’entità organizzata e strutturata con precisi apparati amministrativi. Per disgrazia dell’umanità, tale stato fu fatto sorgere dal nulla nel 1948 e da quella volta non ha mai smesso di compiere stragi e omicidi.   

Il criminale dalle grandi orecchie

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  L’utente di Facebook Giorgio Anderson mi ha dato del cazzaro perché ho sostenuto che Hamas riceveva denaro da Netanyahu attraverso una triangolazione con il Qatar. Volendo andare a fondo nella faccenda, poiché ero sicuro di non essermelo inventato, ho chiesto a Google conferma di ciò e mi è stato risposto che: "Non esistono riscontri di intelligence o inchieste internazionali su una presunta triangolazione di fondi che coinvolga direttamente lo Stato di Israele, il Kuwait e Hamas". Ed è verissimo, giacché nella mia risposta avevo scritto, sbagliando, Kuwait invece di Qatar.  

Viva Israele!

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  Come anche voi vi sarete accorti, sui social ci sono molti agenti sionisti. Si tratta di italiani, ma non si sa se sono pagati o se sono sinceramente convinti che Israele sia uno stato come tutti gli altri, meritevole di esistere e di fare ciò che sta facendo. Del resto, anche dei Troll non sappiamo molto, cioè non sappiamo che tipo di contratto hanno stipulato con i loro datori di lavoro per fare tutto ciò che fanno i Troll: gettare zizzazia, contraddire anche le evidenze più inequivocabili, e via discorrendo. E inoltre, in Italia ci sono ebrei italiani, Giuliano Ferrara, Enrico Mentana, Gad Lerner, per citarne solo tre, a causa di quel fenomeno etnologico chiamato “Diaspora”. Con la Diaspora – e con l’Olocausto – i sedicenti ebrei ci marciano. Alla grande!  

I capodanni degli arabi

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    Una giornalista calabrese ma di probabili origini ebraiche, visto che si chiama Noemi, meglio conosciuta come Azzurra Barbuto , ha pubblicato su Facebook il video di alcuni giovani arabi che sparano in aria in mezzo alla folla, con fucili mitragliatori, affermando che a Gaza festeggiano così e che quindi non c’è nessun genocidio. Tra i commenti, c’è stato chi si è chiesto se per caso i soldi degli aiuti umanitari finiscono in armi, ovvero non hanno soldi per il cibo ma per armi e munizioni, e chi ha ironizzato che sono arrabbiati perché non è arrivata la Flottiglia a portargli i tanto sbandierati aiuti. Chi ha dichiarato che si tratta di AK-47 russi e chi di M4 e M16 ampiamente usati dall’esercito americano.  

I bambini sono il primo bersaglio

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  I bambini sono l’obiettivo primario di ogni forma di genocidio. Lo abbiamo visto nel momento in cui i soldati più morali del mondo sparano in testa ai bambini palestinesi. Questa è la forma diretta di genocidio, ma i bambini possono anche essere sottratti ai genitori, come è successo alla “famiglia del bosco”, e trasferiti altrove, dandoli in custodia a persone che non sono i genitori naturali. Ma un genocidio, termine coniato da Raphael Lemkin ed usato la prima volta nel 1944, si può intendere in due maniere, ovvero si può “considerare il trasferimento forzato di bambini in un altro gruppo o con provvedimenti miranti ad impedire le nascite”. Ricavo questo passaggio da “Lo stato criminale”, di Yves Ternon – Editrice Corbaccio, 1997 – pag. 43.  

L’assassino sorridente

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  Sarà perché sono un suprematista bianco, disarmato e pacifico, ma non tutte le razze e i popoli hanno raggiunto lo stesso livello di civilizzazione. Le religioni hanno impedito tale processo ed è per questo che il cristianesimo si sta dimostrando superiore alle altre religioni, non perché sia nato superiore all’islamismo, al giudaismo o all’induismo, ma perché è morto e la sua superiorità sta tutta qui. Quando si dice che Dio è morto, e lo abbiamo sentito dire solo in ambito cristiano, non giudaico, non islamico, non induista, né buddista, stiamo dicendo che le forze laiche del pensiero e del raziocinio hanno prevalso e fatto sì che le baggianate del cristianesimo finiscano nel dimenticatoio, anche se tale processo non si è ancora concluso. Se a far morire il cristianesimo è stata la massoneria, a me poco importa, l’importante è che le favole vengano riconosciute come tali e non come verità sacrosanta.  

Azrael, Azazel e Bezalel

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  Di solito agiscono in gruppetti di quattro o cinque, a volte indossano un passamontagna, a volte no, e colpiscono sia di giorno che di notte. Quasi sempre sono spalleggiati dai militari. Stiamo parlando dei famigerati coloni israeliani. Prima che mi diciate che amo di più gli animali degli esseri umani, v’informo che le scene dei bambini palestinesi martoriati, portati di corsa in braccio da adulti in ospedale, a suo tempo mi avevano indignato e fatto soffrire, ma le immagini che ho visto di recente, di un cane ucciso da un colono a bastonate e dei fuoristrada di cui parlerò fra poco, mi hanno fatto soffrire ancora di più, anzi mi hanno proprio sconvolto.