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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

La zucchina come strumento politico

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  A un post di Giovanni Storti che parlava del trattato di non proliferazione sul nucleare, che nessuno vuole firmare, né gli USA, né la Russia, né la Cina, un utente gli ha detto: “Scrivi tu a Trump, magari mandandogli uno dei tuoi video su come coltivare i pomodori”. Al che ho commentato che, se ciascuno si crea la sua realtà, USA, Russia e Cina possono fare quello che vogliono, perché le bombe nucleari per me non esistono. Esistono invece le zucchine che ho raccolto stamattina in serra e che, sebbene di piccole dimensioni, cucinerò in umido. La mia provocatoria presa di posizione non è peregrina, poiché potrebbe darsi che tutte le notizie che ci raggiungono, e che ci fanno star male, ci siano recapitate di proposito, volutamente, proprio allo scopo di cancellare in noi ogni speranza, di avvilirci, abbassandoci le difese immunitarie, situazione propedeutica alla vendita di farmaci da parte delle industrie farmaceutiche.   

Dieci cipolle

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  “Dieci ragazze per me posson bastare” , cantava Lucio Battisti nel 1969. Dieci cipolle per me possono bastare, per ora, considerato che per la prima volta da quando cinque anni fa ho cominciato a fare l’orto ho ricavato questo piccolo raccolto con grande soddisfazione, con sette cipolle di dimensione normale e tre più piccole. Negli anni scorsi sbagliavo qualcosa, perché probabilmente l’acqua con cui le innaffiavo non faceva altro che indurire il terreno, impedendo ai bulbi di espandersi. Stavolta, le piantine hanno ricevuto acqua ogni giorno, ma il bulbo è cresciuto fuori dalla terra, ciascuna in un suo vaso, in un orto rialzato come sono solito fare con tutti gli ortaggi. Non sono cresciute in serra, ma all’aperto, perché in serra non avevo posto dato che ho preferito privilegiare le insalate. Tuttavia, sto avendo problemi di surriscaldamento, anche tenendo la porta spalancata. Credo che dipenda dal gran caldo anomalo di questi giorni, perché un mese fa, prima che ...

La mente come campo di battaglia

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  Avevo già sentito la frase “La terza guerra mondiale si combatterà nelle menti degli uomini”, ma non mi era mai stato chiaro il significato. Ora, ascoltando l’intervento di James Corbett credo di aver capito qualcosa di più. Da un po’ di tempo, frequentando Facebook, vengo inondato di brutture e oscenità che mi procurano uno stato costante di malessere e di amarezza. Essendo animalista, mi piange il cuore vedere scene di maltrattamenti e di cattiveria sfogata su animali indifesi. Mi sento molto turbato e a volte ho anche l’istintivo impulso di passare oltre, evitando di guardare il video in oggetto. E’ questione di una frazione di secondi. Mi è successo con le immagini di accalappiacani marocchini incaricati di catturare e sopprimere cani randagi in vista dei campionati di calcio che si terranno in Marocco. Oppure, scene provenienti da Yulin, quel famigerato buco dell’inferno dove cavernicoli con gli occhi a mandorla divorano il più fedele amico dell’uomo.  

La disumanizzazione prima del genocidio

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  Gli eventi epocali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi, con un’intera nazione dedita allo sterminio di una minoranza, ci fa capire come funziona il meccanismo dei genocidi, sperimentati già molte volte dall’umanità nel corso dei secoli. Per prima cosa va detto che un genocidio può essere attuato solo da uno stato nazionale, ovvero da un’entità organizzata e strutturata con precisi apparati amministrativi. Per disgrazia dell’umanità, tale stato fu fatto sorgere dal nulla nel 1948 e da quella volta non ha mai smesso di compiere stragi e omicidi.   

Ognuno stia con la sua tribù

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  Io sono sia xenofobo che razzista. Lo dico in tutta sincerità. Ma devo fare alcune precisazioni, per chiarire il mio pensiero. Anzitutto, parto da esperienze empiriche, avendo fatto da autista a “stranieri” negli ultimi otto anni. Voglio però, prima, riportare le definizioni che di tali termini dà l’intelligenza artificiale, che ormai è diventata la nostra guida, il nostro Virgilio quotidiano. Ecco il significato ufficiale: “ Xenofobia : è l'avversione per lo "straniero" in quanto tale, basata sulla percezione di estraneità e sul timore dell'ignoto. Razzismo : è un'ideologia vera e propria basata sulla convinzione che esistano "razze" umane biologicamente superiori e inferiori”  

Ospiti non desiderati

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  Quando si è principianti, l’arte dell’orticoltura è tutto un susseguirsi di tentativi ed errori, di fallimenti e successi. Il successo è quando si ricavano abbondanti raccolti, come nel caso delle insalate, che sono cresciute così rigogliose che ho potuto darne più volte anche alla vicina di casa, una pensionata ottantenne, sulla base dei salutari rapporti di buon vicinato. Il fallimento si ha quando le piante muoiono perché si ignora il miglior modo di gestirle. Un certo numero di piantine di insalata gentilina mi sono morte il giorno dopo averle trapiantate, prima di scoprire che il troppo caldo, che si genera all’interno della serra, può uccidere certe piante delicate. Se si fosse trattato di piante grasse non sarebbe successo, ma io non ho l’abitudine di mangiare piante grasse. Alcune muoiono per la troppa acqua, come mi è successo con due sansevierie , dette anche lingue di suocera, ma le tenevo in camera, non in serra.   

Il diavolo e l'acqua santa

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    Gli storici sono concordi nel riconoscere che la caduta dell’impero romano fu dovuta a molteplici cause, ma le due più importanti furono il cristianesimo e la calata dei barbari da nord, dopo che Caracalla offrì loro la cittadinanza romana, con l’editto che porta il suo nome. Più tardi, poiché i romani nativi evitavano di arruolarsi nell’esercito, Diocleziano offrì ai germanici la possibilità di stabilirsi entro quelli che un tempo erano i confini dell’impero, allo scopo di presidiarli e facendoli così diventare, di fatto, cittadini romani.  

Un uccellino che tutti conoscono

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  Un’antica leggenda cristiana spiega perché il pettirosso ha una grande macchia di quel colore sul petto. L’ambientazione è la Giudea, in particolare il Golgota. Stavano crocifiggendo Gesù e fino a quel momento il pettirosso era un uccellino come tanti altri, dai colori smorti e insignificanti. Ma quando vide il Cristo in croce, attorniato dai soldati romani e da una folla di giudei che piangevano senza far niente per alleggerire il dolore del condannato, in quel suo piccolo cuore di volatile decise di intervenire. Volò fin sulla croce e, delicatamente, cercò di togliere una spina dalla corona che i carnefici avevano messo sulla fronte di Gesù. Provò e riprovò, con molti sforzi, finché riuscì ad estrarne una, ma una goccia del sangue del Cristo lo macchiò indelebilmente di rosso. Da quel giorno, tutti i pettirossi nascono con quella colorazione, per ricordarci che anche un piccolo gesto di gentilezza e compassione può servire d’esempio e d’incoraggiamento per tutti, i...

Il criminale dalle grandi orecchie

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  L’utente di Facebook Giorgio Anderson mi ha dato del cazzaro perché ho sostenuto che Hamas riceveva denaro da Netanyahu attraverso una triangolazione con il Qatar. Volendo andare a fondo nella faccenda, poiché ero sicuro di non essermelo inventato, ho chiesto a Google conferma di ciò e mi è stato risposto che: "Non esistono riscontri di intelligence o inchieste internazionali su una presunta triangolazione di fondi che coinvolga direttamente lo Stato di Israele, il Kuwait e Hamas". Ed è verissimo, giacché nella mia risposta avevo scritto, sbagliando, Kuwait invece di Qatar.  

Lettera a un cittadino mai nato

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  Hai reso la mia vita un inferno e le città invivibili, ma non è colpa tua perché, lo dico senza offesa, il tuo Q.I. è sempre stato molto basso. Selvaggio eri nei tuoi paesi d’origine, selvaggio hai continuato a vivere qui presso di me, senza accorgerti che il contesto era cambiato. Qui hai trovato l’America, hai trovato amici che ti hanno accolto, perdonandoti i tuoi colpi di matto e perfino i tuoi reati. Non sapevi – e non potevi saperlo – che questa dove sei stato accolto è una società decadente, dove l’ideologia cristiana, portata alle sue estreme conseguenze, insegna che bisogna amare i propri nemici, ed è l’unica religione al mondo a dire una corbelleria del genere. Sulla base di questo c’è stato chi ha detto che non potevi sapere, provenendo dalla giungla, che stuprare una donna in spiaggia fosse reato. E c’è stato anche chi ha profetizzato che il tuo stile di vita un giorno sarebbe stato anche il nostro e in entrambi i casi, a dire castronerie del genere, era...

Viva Israele!

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  Come anche voi vi sarete accorti, sui social ci sono molti agenti sionisti. Si tratta di italiani, ma non si sa se sono pagati o se sono sinceramente convinti che Israele sia uno stato come tutti gli altri, meritevole di esistere e di fare ciò che sta facendo. Del resto, anche dei Troll non sappiamo molto, cioè non sappiamo che tipo di contratto hanno stipulato con i loro datori di lavoro per fare tutto ciò che fanno i Troll: gettare zizzazia, contraddire anche le evidenze più inequivocabili, e via discorrendo. E inoltre, in Italia ci sono ebrei italiani, Giuliano Ferrara, Enrico Mentana, Gad Lerner, per citarne solo tre, a causa di quel fenomeno etnologico chiamato “Diaspora”. Con la Diaspora – e con l’Olocausto – i sedicenti ebrei ci marciano. Alla grande!  

I capodanni degli arabi

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    Una giornalista calabrese ma di probabili origini ebraiche, visto che si chiama Noemi, meglio conosciuta come Azzurra Barbuto , ha pubblicato su Facebook il video di alcuni giovani arabi che sparano in aria in mezzo alla folla, con fucili mitragliatori, affermando che a Gaza festeggiano così e che quindi non c’è nessun genocidio. Tra i commenti, c’è stato chi si è chiesto se per caso i soldi degli aiuti umanitari finiscono in armi, ovvero non hanno soldi per il cibo ma per armi e munizioni, e chi ha ironizzato che sono arrabbiati perché non è arrivata la Flottiglia a portargli i tanto sbandierati aiuti. Chi ha dichiarato che si tratta di AK-47 russi e chi di M4 e M16 ampiamente usati dall’esercito americano.  

I bambini sono il primo bersaglio

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  I bambini sono l’obiettivo primario di ogni forma di genocidio. Lo abbiamo visto nel momento in cui i soldati più morali del mondo sparano in testa ai bambini palestinesi. Questa è la forma diretta di genocidio, ma i bambini possono anche essere sottratti ai genitori, come è successo alla “famiglia del bosco”, e trasferiti altrove, dandoli in custodia a persone che non sono i genitori naturali. Ma un genocidio, termine coniato da Raphael Lemkin ed usato la prima volta nel 1944, si può intendere in due maniere, ovvero si può “considerare il trasferimento forzato di bambini in un altro gruppo o con provvedimenti miranti ad impedire le nascite”. Ricavo questo passaggio da “Lo stato criminale”, di Yves Ternon – Editrice Corbaccio, 1997 – pag. 43.  

Divieti e pallottole

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    Viene scoperto un cane a Vittorio Veneto, affetto da rabbia, e le autorità sanitarie decidono di abbatterlo. Una cornacchia in fase di riproduzione su un’alberatura stradale a Pordenone difende i suoi pulli dai passanti, cioè da coloro che considera una minaccia, e il sindaco decide di farla abbattere. Qualche decina di mucche vive allo stato brado sui monti Lucretili , che tra l’altro sono anche parco regionale , e il direttore del parco decide di farle abbattere da un cecchino laureato in veterinaria.   

Il cacciatore di babbuini

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    Edoardo Dini : Hanno inventato un nuovo dito da mettere nel culo per agganciare i babbuini scappati e ributtarli nella gabbia. Si chiama Vannacci. Me : Quando le scimmiette fanno danni ai raccolti, il contadino indiano depone un vaso dall'imboccatura stretta, con dentro del riso. La scimmietta infila la mano aperta, ma, richiudendola dopo aver afferrato una manciata di riso, non riesce più ad estrarla e questo permette al contadino di catturarla. Parafrasando, l'elettore entra facilmente in un seggio elettorale ma, dopo aver votato, non riesce più ad uscire, se non diventando l'ingranaggio di un'immensa trappola.

O la borsetta o la vita!

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  Assistiamo alla situazione paradossale in cui la polizia italiana, pagata con i soldi dei contribuenti, perseguita gli italiani per bene e lascia andare i delinquenti di colore. A una magistratura che penalizza gli italiani onesti e lascia liberi di delinquere gli stranieri senza documenti. E a una classe politica esosa che estorce denaro ai lavoratori per mandarlo in Israele e in Ucraina sotto forma di armi. A questo punto, queste tre maledette categorie di prepotenti, che sono conosciute anche con il nome di "istituzioni", tanto varrebbe abolirle, visto che non sono inutili, ma decisamente dannose. Chi vuole una polizia che non fa il suo dovere, tanto sbandierato, di proteggere i cittadini? Chi vuole dei giudici che invece di rendere giustizia a chi ha subito dei torti, esprime sentenze lievi nei confronti dei colpevoli e punisce le vittime? Chi la vuole una classe politica che fa finta di litigare con la parte avversa, ma che parla a vuoto come un disco rott...