Istinto e pregiudizio
Pablo non sa che sta scherzando col fuoco! Se non calma i bollenti spiriti, mi vedrò costretto a prendere appuntamento con la veterinaria per eliminare all’origine, con la sua castrazione, la causa di tanto spasimare. A dispetto dei suoi undici anni, si sta comportando come un maniaco sessuale da quando è arrivata Cloe, una giovane carlina. Ma del resto, già si sapeva. A volte sento le animaliste dire che l’idea di castrare un cane o un gatto maschi non piace agli uomini, perché vi si identificano, ma a me sembra una boutade psicanalitica da quattro soldi. Se razionalmente ci si convince che la sterilizzazione dei maschi sia la soluzione migliore, sia per i gatti che per i cani, la si fa e basta, perché è nell’interesse dell’animale. Tuttavia, di recente su Facebook ho scoperto di avere un tizio nelle cosiddette amicizie che definiva addirittura “streghe” le volontarie animaliste che catturavano i randagi nei dintorni del suo podere, per sottoporli a sterilizzazione, sulla base del pregiudizio che la natura deve seguire il suo corso e i cani e i gatti senza padrone devono rimanere integri e vivere le loro vite. Tale posizione è frutto di ignoranza, perché viene sostenuta da persone che non sanno quali sono le condizioni di vita dei randagi, i pericoli, la fame e le malattie, oltre al disagio di non avere un tetto sopra la testa e di essere quindi alla mercé di tutte le intemperie. Insomma, una visione romantica della vita libera dei randagi non è pragmaticamente sostenibile. Nel caso di Pablo, la situazione è diversa, perché sarebbe una soluzione ben peggiore se non lo portassi più a passeggio, cosa che a lui, grande camminatore, piace moltissimo. D’altra parte, non può continuare a dare il tormento a Cloe, o alla Kitty, il cane di mia figlia, quando vengono a trovarci. Meglio intervenire chirurgicamente, una volta per tutte, piuttosto che correre il rischio che Cloe resti incinta quando fra circa sei mesi entrerà in calore. Pablo, dì addio ai tuoi zebedei!
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