Resilienza automatica
Il tempo è galantuomo. Il tempo cura le ferite. Con il tempo e la paglia maturano le nespole. Chi ha tempo non aspetti tempo. La mia vita frettolosa è fatta di contrattempi, di pause forzate, di interruzioni, di imprevisti, di ripensamenti, di incertezze, tutti eventi causati dalla mia bassa autostima. Non mi sento adatto a vivere, né in questo, né in altri pianeti, né da nessun’altra parte. Inconsciamente bramo di sparire, svanire, scomparire, evaporare, dissolvermi, annientarmi, annullarmi, diventare storia passata, un accidente fortuito, una casualità immateriale, un grumo di inutile consapevolezza sprecata. E invece, sono ancora qua, come cantava Vasco Rossi. Non per molto, presumo. Spero. Auspico. Desidero. Però amo imparare, accrescere le mie conoscenze, accumulare esperienze, che purtroppo, mea culpa, sono quasi sempre spiacevoli. Il mio problema sono gli altri: li trovo banali, elementari, pericolosi, come belve spietate, sempre in agguato. E un po’ mi fanno paura. E allora, per pura legittima difesa, faccio lo stupido, come faceva anche Gesù a detta di Papa Francesco, faccio il finto ingenuo, o forse neanche tanto finto. Faccio il semplice, il sempliciotto, per mettermi ai loro livelli. Deambulo come un orsacchiotto, saltellando, seguendo l’etologia del mio animale totemico, affinché non vedano in me alcun pericolo, ma un essere inoffensivo, e forse anche insignificante. Sorrido e a volte anche rido, per metterli a loro agio, per tranquillizzarli. Se solo sapessero ciò che penso di loro!
A volte però provo stima nei loro confronti, specie se si tratta di artigiani, di gente dotata di manualità, di professionisti, di uomini abili. Questi li rispetto, ma il mio comportamento da orso ciondolante non cambia. Sono generoso con loro, esprimo la mia gratitudine per la loro disponibilità. Mi fanno dei lavori. E li voglio ringraziare, fosse anche con una semplice bottiglia di vino. O due. Li pago volentieri, se fanno un lavoro ben fatto, malvolentieri se lasciano un po’ a desiderare, se non s’impegnano secondo le mie aspettative. Poi mi sarebbe difficile protestare, lamentarmi per il pessimo servizio riservatomi. E allora, tante volte li evito, rinuncio, procrastino, temporeggio, lascio perdere.
Sono cardiopatico? Ho la fibrillazione atriale? Dovrei andare in ospedale? No, non ci vado. Lascio passare il tempo, gli anni. E dov’è finita la mia fibrillazione? Non si fa più sentire. Boh! Sparita! Ho avuto la sciatica. Sparita! Cammino normalmente, senza dolore alle gambe. Come mai? Eppure, faccio vita sedentaria. Poco movimento. Dovrei andare dal dentista a fare la pulizia dei denti. Non ci vado. Aborro il dolore fisico, come pure quello mentale. Procrastino. E dov’è il mal di denti? Sparito. Non c’è. Mah!
Il calcare ha chiuso il foro nella caldaia di Michele Mezzanotte. Ci ha messo un’intera estate. La mia prima visita ospedaliera, in cui mi diagnosticarono la fibrillazione, risale al 2017. Volevano che prendessi medicine per il resto della vita, per far contenta BigPharma. Le presi solo per un anno. Nove anni dopo faccio vita regolare, tranquilla, senza forti emozioni, vado perfino in bicicletta, guido la macchina e prendo integratori, ogni notte, tra cui il biancospino per il cuore. Il mio corpo si è aggiustato da solo, come la caldaia dello psicologo. Direi che si tratta di resilienza automatica. Con il cuore ballerino ha funzionato, ma se mi capitasse qualcosa di più serio, un cancro per esempio, funzionerebbe uguale? Non so. Il calcare della caldaia ha chiuso il buco, da cui fuoriusciva una goccia. Se il mio corpo fa la stessa cosa, bene, se no, bene lo stesso. In ospedale non ci vado!
Ma guarda un po'.
RispondiEliminaAnch'io nel 2017 ho avuto episodi di fibrillazione atriale , andato in pronto soccorso un paio di volte in cui mi hanno fatto una cardioversione.
Ricordo che c' era un medico giovane con fare strafottente che mi disse " da ora in avanti lei sarà molto a contatto con i miei colleghi cardiologi ".
In effetti da un cardiologo ci sono andato , ma dall' ECG non risultava niente , tutto regolare , ma lui , per non sapere né leggere né scrivere mi prescrisse dei farmaci , quando gli chiesi per quanto tempo dovevo prenderli disse " per tutta la vita ".
Però , prima dei ricoveri in P.S. , avevo avuto diversi episodi dove il cuore prendeva a battermi fino a togliermi quasi il fiato , tanto da dovermi coricare per tranquillizzarmi.
Tutto questo mi aveva anche gettato in un certo sconforto , io che facevo km in bici , trekking in montagna , sempre attivo , in quelle condizioni avevo perso me stesso.
Il mio medico mi aveva anche suggerito una visita psichiatrica.
Per fortuna , proprio lì è subentrata la svolta.
Ho capito , capito che da circa 3 anni facevo una vita che non mi apparteneva , frequentavo persone " false " , che a loro volta frequentavano ambienti " falsi " , pranzi e cene in locali esclusivi, tutto bello esteticamente ma vuoto dentro.
Il.mio corpo mi ha dato un segnale prima della mia anima , anzi , credo che proprio nel 2017 abbia scoperto il significato di anima e il significato di complementarità anima/ corpo e di quanto avessi esagerato andando contro la mia indole .
La fibrillazione è stata una sirena di allarme , poi in seguito ho scoperto che è un sintomo che deriva da un eccessivo gonfiore nello stomaco , che l' aria in eccesso comprime la valvola cardiaca e le soluzioni sono due : quella immediata bere due bicchieri di acqua quasi bollente per fare sfiatare l' aria , quella a lungo termine curare l' alimentazione e non eccedere .
Tutto questo grazie al dott. Mozzi e la sua teoria dei gruppi sanguigni.
Ovviamente questo vale solo se non ci sono effettivi problemi cardiaci.
Comunque , io ringrazio quei 6/7 mesi di stravolgimento che mi hanno fortificato soprattutto interiormente e mi hanno fatto vedere la vita sotto un altro aspetto.
Infatti a novembre 2017 è arrivato Chicco , un meticcio di 12 chili , amore della mia vita.
Bellissima testimonianza!
EliminaIl 2017 è stato un giro di boa anche per me: sono tornato dal Madagascar in giugno, dal mio ultimo viaggio sull'isola, e ho cominciato a tossire, senza sapere che si trattava di tosse cardiaca.
Ricoverato all'ospedale di San Daniele, dove mi hanno fatto provare la morfina, forse senza che ne avessi reale bisogno, mi hanno fatto l'elettroschock sotto anestesia totale e dopo mi sentivo rinato.
In agosto moriva mia madre. Da allora, dopo esser andato a vivere in campagna, la mia vita è diventata placida e tranquilla, se escludiamo le bizzarrie e i capricci dei clienti, che ora ho di molto ridimensionato.
La fibrillazione atriale non si fa più sentire. O forse io non me ne accorgo.
Comunque, dalla risposta che ti diede quel medico ( " per tutta la vita "), si capisce che lo scopo di BigPharma è di catturare quanti più pazienti possibile, e renderli consumatori a vita. Lo fecero anche con la mia prima Carlina, epilettica, a cui davo ogni giorno mezza pastiglia, trattamento che avrebbe dovuto durare tutta la sua vita, come infatti è successo.
Il corpo sa come guarire, basta trattarlo bene.