Dateci le armi!
In occasione della cosiddetta Festa della Liberazione, circolava su Facebook una foto originale di quando nel basso Lazio i militari francesi lasciarono che le loro truppe coloniali, costituite da trogloditi nordafricani, sfogassero i loro istinti belluini contro i civili italiani, che in quei giorni venivano liberati dal “giogo” nazifascista. Gli americani, sbarcati in Sicilia nel luglio del ‘43 e ad Anzio nel gennaio del ‘44, stavano prendendo possesso dell’Italia, i tedeschi erano in fuga, l’esercito italiano era in rotta e Hitler era accerchiato dai russi. I trogloditi africani, avuto il consenso delle autorità francesi, fecero violenza a un grande numero di donne, mentre i loro parenti maschi venivano uccisi sul posto, se reagivano, ma se non reagivano venivano anch’essi sodomizzati.
Prima di tali eventi Mussolini si era dichiarato favorevole alla caccia perché voleva che gli italiani fossero abili nel maneggiare armi. Facile parlare! Se voleva un popolo guerriero, non doveva limitarsi a fare inutili proclami, ma distribuire armi alla popolazione civile. O forse non si era accorto che l’Italia era in guerra? Pensava che ad usare le armi dovessero essere solo i militari? Se gli uomini di casa, mariti e figli delle donne violentate avessero avuto armi e munizioni, oggi non saremmo qui a piangere per quell’enorme sciagura inflittaci dai viscidi francesi e dai loro beduini.
Analogamente, i giovani italiani fuoriusciti dall’esercito, ovvero i disertori, le loro armi le dovevano puntare contro gli americani e non contro i tedeschi, se solo avessero capito che gli americani non venivano per “liberare” l’Italia, ma per impossessarsene. Diciamo che i partigiani hanno peccato di dabbenaggine, di ingenuità, ma diciamo anche che le loro formazioni erano infiltrate da agenti stranieri, in primis inglesi, ma anche slavi, quegli slavi dell’eccidio di Porzus, per intenderci.
E’ vero che l’esercito regolare italiano era rimasto senza ordini, allo sbando, che c’era un fuggi fuggi generale, sul genere di Caporetto, ma un governo serio – e Mussolini serio non era – si sarebbe preso cura della propria popolazione, distribuendo armi e munizioni ad ogni famiglia. Gli ebrei, appena rubate le terre agli arabi, lo hanno capito subito e nei Kibbuz non mancavano armi negli arsenali, a disposizione dei coloni. Gli ebrei sono stati i primi nel mondo, nel 1949, ad imporre il servizio militare obbligatorio alle donne. Se le donne della Ciociaria fossero state armate, voglio vedere quei puzzolenti marocchini cosa avrebbero combinato!
E veniamo ai giorni nostri. Le città in Italia sono piene di marocchini, che spesso fanno quello che i loro nonni fecero in Ciociaria. La differenza è che oggi ufficialmente non siamo in guerra, per lo meno non in una guerra convenzionale. Se il governo attualmente in carica avesse veramente a cuore il benessere dei civili, distribuirebbe armi e munizioni, insieme all’autorizzazione a difendersi dai marocchini, eredi delle truppe coloniali francesi. Invece, il governo sequestra le armi alla gente, mettendo in carcere chi cerca solo di difendersi e commettendo lo stesso errore che fecero i partigiani negli ultimi due anni di guerra. Il governo della Meloni è complice, come quello di Mussolini era incapace.

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