I capodanni degli arabi
Una giornalista calabrese ma di probabili origini ebraiche, visto che si chiama Noemi, meglio conosciuta come Azzurra Barbuto, ha pubblicato su Facebook il video di alcuni giovani arabi che sparano in aria in mezzo alla folla, con fucili mitragliatori, affermando che a Gaza festeggiano così e che quindi non c’è nessun genocidio. Tra i commenti, c’è stato chi si è chiesto se per caso i soldi degli aiuti umanitari finiscono in armi, ovvero non hanno soldi per il cibo ma per armi e munizioni, e chi ha ironizzato che sono arrabbiati perché non è arrivata la Flottiglia a portargli i tanto sbandierati aiuti. Chi ha dichiarato che si tratta di AK-47 russi e chi di M4 e M16 ampiamente usati dall’esercito americano.
Non me ne intendo di armi, ma se fossero stati AK-47 si saprebbe con chi gli abitanti di Gaza, che per Israele sono tutti terroristi, ricevono aiuti e sostegno, ma se fossero armi in uso alla Nato, si potrebbe ipotizzare che siano stati gli stessi israeliani a passargliele, confermando così quello che vado sostenendo da tempo, e cioè che Hamas è una propaggine dell’IDF. Ma prima ancora di cercare di capire di che tipo di armi si tratti, bisogna chiedersi dove sono state fatte quelle riprese, poiché tutte le case sono integre e la gente non sembra uscire dall’incubo dei bombardamenti. Anzi, sembra piuttosto che festeggino qualcosa.
Allora, ho chiesto all’intelligenza artificiale perché gli arabi sono soliti sparare in aria con vere armi da fuoco e questa è stata la sua risposta:
“Sparare in aria durante celebrazioni, matrimoni, feste o manifestazioni di gioia è una pratica presente in alcune comunità del mondo arabo, ma anche in altre regioni, come parti dei Balcani, dell'Asia meridionale e dell'Africa. Non è corretto dire che "gli arabi" in generale lo facciano: si tratta di una tradizione o abitudine limitata a determinati contesti culturali e geografici.
Le ragioni principali sono:
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Esibizione di gioia o celebrazione: in alcune zone, gli spari in aria vengono considerati un modo di manifestare entusiasmo durante matrimoni, nascite, vittorie sportive o eventi politici.
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Dimostrazione di prestigio o forza: in società dove il possesso di armi ha un forte valore simbolico, sparare può essere visto come un segno di status, coraggio o appartenenza a un gruppo.
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Tradizioni tribali o locali: in alcune aree rurali o tribali del Yemen, della Giordania, dell'Iraq e di altri paesi, la pratica ha radici storiche che precedono gli stati moderni.
Tuttavia, questa usanza è molto controversa perché è pericolosa. I proiettili sparati verso l'alto non scompaiono: ricadono al suolo e possono ferire o uccidere persone. Per questo motivo molti governi e autorità religiose hanno condannato la pratica e in diversi paesi sono state introdotte sanzioni severe contro gli spari celebrativi.
In sintesi, non è una caratteristica degli arabi nel loro insieme, ma una pratica tradizionale presente in alcune comunità, spesso legata a celebrazioni o simboli di prestigio, e oggi ampiamente criticata per i rischi che comporta".

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