La zucchina come strumento politico

 


A un post di Giovanni Storti che parlava del trattato di non proliferazione sul nucleare, che nessuno vuole firmare, né gli USA, né la Russia, né la Cina, un utente gli ha detto: “Scrivi tu a Trump, magari mandandogli uno dei tuoi video su come coltivare i pomodori”. Al che ho commentato che, se ciascuno si crea la sua realtà, USA, Russia e Cina possono fare quello che vogliono, perché le bombe nucleari per me non esistono. Esistono invece le zucchine che ho raccolto stamattina in serra e che, sebbene di piccole dimensioni, cucinerò in umido. La mia provocatoria presa di posizione non è peregrina, poiché potrebbe darsi che tutte le notizie che ci raggiungono, e che ci fanno star male, ci siano recapitate di proposito, volutamente, proprio allo scopo di cancellare in noi ogni speranza, di avvilirci, abbassandoci le difese immunitarie, situazione propedeutica alla vendita di farmaci da parte delle industrie farmaceutiche. 

 

 

Credo che Luca Nali sarebbe d’accordo con me e voglio citare un esempio che lui portava per mostrare come bisognerebbe reagire di fronte a una minaccia. Immaginate una cassiera al supermercato. Le si presenta improvvisamente un malvivente che, puntandole la pistola, le chiede di svuotare la cassa. La donna, incurante dell’inatteso ospite, invece di farsi prendere dal panico, continua il suo lavoro registrando i prezzi dei clienti, che nel frattempo sono rimasti ammutoliti e pietrificati dalla paura. Il malvivente, accorgendosi di non aver fatto presa sulla cassiera, e non potendo sopportare ulteriormente la tensione della situazione da lui stesso creata, intasca la pistola e scappa. I clienti in coda, e immagino anche la cassiera, tirano un sospiro di sollievo.

Ecco, facciano finta di essere noi quella cassiera e al posto del delinquente c’è un video-blogger (una volta avrei detto un giornalista televisivo) che ci parla delle minacce dell’Iran, o di quelle della Russia o dei capricci di Trump, o dell’ennesimo eccidio da parte dei soldati israeliani, o del disegno di legge sulla caccia. Sebbene esista la remota possibilità che Putin annienti Aviano, Ghedi e Sigonella, e sebbene anche l’Iran potrebbe, con i suoi missili balistici di ultima generazione, colpire le città italiane, noi siamo qui a boccheggiare dal caldo, a rotolarci nel letto di notte cercando refrigerio, andando a posizionarci davanti al frigo per berci una bevanda rinfrescante. Poi arriva finalmente il mattino, e chi soffre d’insonnia capisce cosa intendo, dobbiamo prepararci per andare al lavoro, portare i figli a scuola, lavare i piatti, passare dal supermercato, e in posta a pagare le bollette. Ecco, questa è la nostra vita. Non ci sono bombe atomiche, minacce di regimi totalitari, ma solo faccende domestiche da sbrigare e qualche striminzita zucchina da cucinare. Il ladro non ha retto ed è scappato!

Commenti

  1. Sottoscrivo il pezzo verace e intrigante a cagione dei molti sottintesi intelligenti.

    Per contro , come contraltare alla stoica cassiera, insiste una pletora di gente loffia e credulona che crede alla palla roteante, ai viaggi sulla luna a bordo di una vecchia lavatrice Candy, alle migliaia di testate nucleari poste a stagionare in ombrosi caveau a temperatura controllata.

    Ogni popolo dei quadranti terrestri ha la sua croce, alcuni devastati da guerre senza fine altri da piaghe e miseria, altri come il nostro destinati a miserrima fine invasi dai baluba, sottospecie di scimmie ibtidate create forse per il disbrigo di lavori umili e non impegnativi .

    L'impero romano non è mai caduto. Malauguratamente le stirpi
    "nobili" che usurpano il trono sono da circa tre secoli principalmente anglo sioniste, e questo no buono, per usare un intercalare forse comune agli "italiani " di futuro conio.

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