O la borsetta o la vita!
Assistiamo alla situazione paradossale in cui la polizia italiana, pagata con i soldi dei contribuenti, perseguita gli italiani per bene e lascia andare i delinquenti di colore. A una magistratura che penalizza gli italiani onesti e lascia liberi di delinquere gli stranieri senza documenti. E a una classe politica esosa che estorce denaro ai lavoratori per mandarlo in Israele e in Ucraina sotto forma di armi. A questo punto, queste tre maledette categorie di prepotenti, che sono conosciute anche con il nome di "istituzioni", tanto varrebbe abolirle, visto che non sono inutili, ma decisamente dannose. Chi vuole una polizia che non fa il suo dovere, tanto sbandierato, di proteggere i cittadini? Chi vuole dei giudici che invece di rendere giustizia a chi ha subito dei torti, esprime sentenze lievi nei confronti dei colpevoli e punisce le vittime? Chi la vuole una classe politica che fa finta di litigare con la parte avversa, ma che parla a vuoto come un disco rotto e non conclude mai niente di buono?
Una giudicessa di nome Sara Polino, di cui non si conosce l’età, ha chiesto l’ergastolo per Cinzia DalPino, la donna che ci ha fatto l’immenso favore di aver tolto di mezzo un parassita straniero, dedito al furto seriale di beni altrui. Su Facebook ho incontrato chi difende il ladro e dà addosso alla donna derubata. Tali scriteriati individui finiscono sempre per fare la solita domanda retorica: “Cosa vale di più, una borsa o la vita di un essere umano?”. Queste sciocche persone dovrebbero vedere, almeno una volta nella loro semplice vita, il modo in cui in Kenya legano uno pneumatico al collo di un ladro e gli danno fuoco. Poi, voglio vedere se cambiano idea in merito al trattamento da riservare ai ladri. Storicamente, in molte culture, ai ladri veniva tagliata una mano e nell’Islam primitivo anche un piede. Gli oggetti rubati sono in genere di scarso valore.
Ma in Madagascar le mandrie di zebù sono di grande valore per i proprietari, e proprio per questo ci sono i banditi, localmente chiamati “malaso” che si organizzano per compiere nottetempo questo genere di reato, conosciuto con il nome di abigeato. Gli abitanti del villaggio, a loro volta si organizzano e danno inizio a una vera e propria caccia all’uomo. Quando riescono ad acciuffare i ladri normalmente li uccidono subito, ma a volte li legano agli alberi in attesa di decidere della loro sorte. Quando e se arrivano i gendarmi, se trovano ladri ancora vivi, li uccidono a loro volta, ammucchiando i corpi, cospargendoli di benzina e dando loro fuoco onde evitare che qualche bianco ficcanaso, magari di ONG per i diritti umani o dell’ONU, possa creare problemi. Sono i poliziotti stessi che gli fanno trovare solo cadaveri, in caso di ispezioni. La magistratura malgascia non trova nulla da obiettare, a differenza della dottoressa Sara Polino che ha chiesto l’ergastolo per la donna derubata. Anche tale magistrato, che probabilmente è alle prime armi, farebbe bene ad informarsi su come vengono trattati i ladri nelle altre nazioni.
In una pagina Facebook in cui veniva fatta la domanda retorica se vale di più una vita umana o una borsa, ho commentato dicendo che la mia bicicletta nuova vale sicuramente di più della vita dell’africano che me l’ha rubata. Se lo avessi colto in flagrante, credo che avrei smesso immediatamente di essere un pacifico pacifista e sarei passato dal “lato oscuro”, succeda quel che succeda. Chissà se, in tal caso, avrei incontrato sulla mia strada un pubblico ministero giovane ed inesperto come la dottoressa Sara Polino, che avrebbe chiesto l’ergastolo anche per me?

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