L'impatto dell'uomo sulla natura
Non verranno lupi, non verranno orsi, ma potrebbero venire le volpi. Se avessi fatto intervenire gli operai del Comune, come minimo mi avrebbero fatto perdere tempo, se non addirittura mi avrebbero accusato di esser stato io ad investirlo. In un mondo al contrario, dove la vittima diventa carnefice e il carnefice si fa passare per vittima, mi aspetto di tutto. In ogni caso, preferisco evitare ogni contatto con gente in divisa, perché nel momento in cui un essere umano ne indossa una, la sua natura si trasforma e diventa quel genere di persona che Totò chiamava “Caporali”. Ovvero, si sentono su un gradino superiore al resto della popolazione. Abbiamo avuto troppe prove di questo fenomeno, che potrebbe essere una forma blanda di malattia mentale. Lui, il capriolo, è stato sfortunato perché ha attraversato la strada proprio quando passava un’auto. Il proprietario della quale non si è fermato e forse ha controllato i danni alla mascherina della macchina solo quando è arrivato a casa. Probabilmente, si è sentito in colpa perché andava troppo veloce e non ha voluto correre il rischio d’essere denunciato per qualsiasi sia reato stradale. O forse aveva solo fretta di arrivare al lavoro in orario. Certo, c’è molta gente, me compreso, che non vuole avere a che fare con le autorità.
In zona collinare, e precisamente presso il laghetto di Cornino, c’è un carnaio dove vengono portati animali di queste dimensioni, ivi messi a disposizione della colonia di avvoltoi grifoni, attrazione turistica e naturalistica, ma non so se il Comune di Rivignano avrebbe affrontato la spesa di portare il cadavere fino là. In ogni modo, il capriolo resta dove è nato, in pianura, e magari mi permetterà di ricavare qualche video interessante, tra volpi e faine. Sempre che non mi venga rubata anche questa fototrappola.
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