L'incoerenza insita nelle cose
Per fortuna, non tutti gli animalisti sono così, anzi mi riesce difficile definire animalista una donna in pelliccia, che mangia carne, porta scarpe di pelle e, nel contempo, chiama assassino un cacciatore. Quest’ultima cosa mi fa venire in mente che anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. La donna fa bene a definire assassino un cacciatore, perché questo è, ma dovrebbe rendersi conto che anche il salumiere e il macellaio, a cui lei sta dando i suoi soldi, lo sono e quindi dovrebbe darsi una regolata, fare una scelta etica in fatto di alimentazione, una volta per tutte. Così – e solo così – dimostrerà di aver raggiunto quello stato di grazia chiamato coerenza. Lei non lo sa, ma con il suo stile di vita contraddittorio, sta prestando il fianco ai nemici degli animali, soprattutto ai cacciatori che hanno un Q.I. limitato, a cui verrà agevole accusare gli animalisti, in toto, di incoerenza e ipocrisia. In tal caso, quella donna sta danneggiando un’intera categoria di persone per bene.
Succede quello che è successo con le vaccinazioni del Covid, rese obbligatorie dal governo di criminali che abbiamo avuto dal 2020 in poi. All’inizio, a definirsi No Vax eravamo in pochi, quelli che sapevano cosa stava succedendo e che hanno anche perso il lavoro per non rinnegare la propria coscienza. Poi, con il passare del tempo, e accorgendosi delle morti statisticamente anomale di giovani per infarto, anche i familiari, che si erano fidati dei medici di famiglia, hanno cominciato ad accorgersi della truffa criminale inflitta al popolo e sono entrati di diritto nella categoria dei No Vax. Nel primo periodo non ci pensavano, ad identificarsi come No Vax, proprio perché avevano riposto fiducia nei medici. La donna impellicciata, che accusa i cacciatori di essere degli assassini, potrebbe rientrare in tale categoria, gente poco informata, distratta, legata alle tradizionali abitudini alimentari del contesto sociale.
E tale genere di persone, che non possono essere prese a paradigma del mondo animalista, hanno due strade davanti a loro: effettuare cambiamenti graduali, eliminare la carne della propria dieta, oltre ad altri oggetti di origine animale, come il cuoio e le pellicce. Oppure, rimanere ancorati alle comode abitudini, inchiodati nella contraddizione, dimostrando di essere inaffidabili, fatue e sciocche persone, nei confronti delle quali si può, volendo, essere indulgenti, sperando che attuino quella metanoia che le renderebbe persone corrette. Se possiamo permetterci di essere indulgenti nei confronti dei cacciatori, perché non dovremmo esserlo anche con quel genere di persone incoerenti?
Nessuno nasce...imparato e l’empatia, cioè la capacità di immedesimarsi negli altri, si può anche acquisire, oltre a trovarcela in dotazione alla nascita. Quando però i cacciatori accusano grossolanamente di ipocrisia gli animalisti, perché danno da mangiare carne ai propri cani e ai propri gatti, allora siamo in piena mistificazione, in piena provocazione, dettate dal puerile desiderio di litigare, di fare rissa, sparando bordate credute intelligenti, ma che in realtà denotano la scarsa intelligenza di chi le fa.
Non sono Dio, non ho creato io l’universo, né ho stabilito la legge universale della preda e del predatore, e nemmeno, a livello biologico, la legge dello scambio di energia da un organismo ad un altro. Questo vetusto passaggio di energia, sintetizzato nel detto latino “Mors tua, vita mea”, esiste da milioni d’anni, non ricade sotto la mia responsabilità e non vedo come lo si possa eludere. Mi spieghino, i signori cacciatori, cosa dovrei dare da mangiare ai miei cani. E perché, se sono io a dar loro croccantini, divento automaticamente ipocrita, mentre se sono loro, a darli ai loro cani da caccia, non lo diventano?
“Prima di criticare la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello guarda la trave che hai nel tuo” (Matteo 7: 1-5) Credo che più di così non si possa essere esaustivi e che non ci sia altro da aggiungere.

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