Merli rifugiati politici
Da decenni i merli sono andati a vivere in città. Lo hanno fatto, si dice, perché non si può sparare, a parte i fuochi d’artificio una volta l’anno. In città non ci sono cacciatori armati e questo spiega perché quasi ogni giardino ha la sua coppia di merli, con relativo nido. Ci sono i gatti, però, a conferma del proverbio secondo cui non c’è rosa senza spine. Ma non tutti hanno lasciato l’ambiente naturale, come dimostra il presente video, in cui un merlo maschio fa quello che fanno tutti gli esseri viventi: cerca cibo. Non si tratta di un posto qualsiasi, ma delle rive del fiume Stella e precisamente degli ambiti denominati “Natura 2000”, dove la caccia è vietata. Per colmo della cattiveria, poiché gli italiani hanno un pessimo rapporto con la fauna, sia con la vecchia legge sulla caccia, sia con il DDL in discussione in questi giorni, la specie Turdus merula è e rimane cacciabile. Cosa ci facciano con i cadaveri dei merli francamente non so, anche perché per avere un piatto sufficiente per persona, da mangiare come “polenta e osei” bisogna assassinare molti merli, oltre ad altri piccoli uccelli. Forse preparano degli spiedini, ma ho poca dimestichezza con i gusti alimentari dei cavernicoli e quindi la domanda su cosa facciano dei piccoli cadaveri resta aperta.
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