Ogni tanto, qualche gioia!


 

Il 7 luglio scorso ho raccolto dalla strada un capriolo investito da un’auto e invece di fare il mio dovere di bravo cittadino, che sarebbe stato quello di avvisare le autorità, l’ho caricato in macchina e sono subito andato a portarlo in campagna, per usarlo come esca per la mia fototrappola. Tornato oggi sul posto, dopo quattro giorni, ho avuto (1) la piacevole sorpresa di scoprire che l’apparecchio non mi è stato rubato e (2) che fra gli spezzoni che ho registrato ce n’è uno particolarmente interessante, ovvero uno sciacallo dorato che è venuto a portarsi via l’intero capriolo, prendendolo per una zampa. Lo sciacallo è in espansione nella mia regione, come si legge su internet: “In Friuli Venezia Giulia lo sciacallo dorato è presente e monitorato in modo stabile. Le zone di maggiore concentrazione e avvistamento includono il greto del torrente Torre a Pavia di Udine, le Valli del Natisone, la Carnia, il Carso goriziano e triestino, con un picco di densità registrato a Doberdò del Lago.

 

 

Questo esemplare, che sono riuscito a “catturare”, mi dà molta soddisfazione, tenuto conto che finora avevo filmato volpi, caprioli, faine, lepri, ratti, scoiattoli, arvicole e altri piccoli roditori. Ma anche uccelli come la ghiandaia, i merli, i pettirossi e perfino una poiana intenta a mangiare una nutria, anch’essa usata come esca. Mai ho filmato i cinghiali e nemmeno il tasso.

Il bello delle fototrappole è che permettono di scoprire un mondo parallelo, quello degli animali che vivono di notte, soprattutto mammiferi, perché hanno imparato che di notte ci sono meno possibilità di incontrare la “scimmia assassina”, ma prossimamente, con i visori notturni, quel maledetto bipede implume che infesta il Pianeta diventerà ancora più nocivo. A quando i piani di abbattimento dell’Homo sapiens?

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