Il pelaghetto


 

Nella novella “Il Varmo”, Ippolito Nievo descrive lo scorrere libero del fiume che serpeggia tra prati e campi e che talvolta “prepara bagni e pelaghetti ai beccaccini ed agli anitrocchi; e poi come stanca di libertà [la corrente] consente esser serrata da un burroncello, e n'esce gorgogliando”. La parola “pelaghetto” mi fa impazzire. Di solito, per pelago s’intende il mare, ma qui è riferito a un piccolo fiume di pianura che crea anse, ristagni d’acqua, dove gli uccelli acquatici si fermano volentieri. Io ne ho trovato uno, di questi pelaghetti, ma non sul fiume Varmo, bensì sullo Stella. Il mio pelaghetto segreto non ha registrato la visita di qualche beccaccino ma di alcune gallinelle d’acqua, mentre in un prossimo video compariranno anche gli...”anitrocchi”. Una sola considerazione mi preme rilevare: la gallinella d’acqua in Italia è specie cacciabile, ma quando un rozzo cacciatore uccide un volatile così aggraziato e leggiadro, non uccide solo un essere vivente, parte integrante della natura, ma anche la Bellezza, la Sacralità, l’Incanto e lo Splendore, la Magnificenza del tutto. L’Innocenza. Non ci arrivano. Tali energumeni hanno il cervello fermo alla preistoria.

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