Animali diffamati dai pagliacci
Si attaccano i vegani per mettere in qualche modo a tacere la propria coscienza, chi ce l’ha, affinché non urli troppo quando ci si ritrova nel piatto un pezzo di animale macellato e cucinato. Si attaccano gli animalisti più o meno per la stessa ragione, ovvero per non doversi interrogare sul pessimo rapporto che cacciatori, pescatori o, appunto, carnivoristi, hanno con gli animali, trattati come oggetti e sfruttati in mille modi. Ma gli attacchi a chi ha fatto scelte etiche, cioè vegani e animalisti in genere, possono essere fatti in modo diretto o in maniera subdola. In questo secondo caso, troviamo sia i professionisti come Maurizio Crozza, quando imita il cuoco vegano Simone Salvini, sia i dilettanti, tra cui quel sedicente anticaccia piemontese che risponde al nome di Giancarlo De Salvo e di cui ho già parlato anche troppo.
Ora salta fuori un altro individuo che svolge un pessimo servizio per gli animali, un individuo sui generis che non trova niente di meglio da fare che tormentare animali in modo non cruento ma sicuramente fastidioso per gli animali stessi, da lui manipolati. Il pessimo servizio che svolge fa sì che persone poco intelligenti lo credano un animalista, mentre si presenta in pubblico, con i suoi video strampalati, come se fosse un esperto zoologo. I video che pubblica su Facebook fanno pena e non si sa se ridere o piangere, di tanto sono assurdi e falsi. Per capire dove sta la trappola, ovvero come molte sciocche persone lo credano un rappresentate animalista tipico, farò un solo esempio, ma prima voglio evidenziare alcuni aspetti del personaggio, che si fa chiamare “Pippo Wild”, con l’aggiunta di “pronto intervento”. Pronto intervento di cosa?
Tra un Giancarlo De Salvo, che si presenta in modo serio e composto gettando fango sulle associazioni animaliste, e un buffoncello che non si vergogna a pubblicare vere e proprie pagliacciate, intessute di crassa ignoranza, non saprei dire chi è peggio. In entrambi i casi, ci vanno di mezzo gli animali e mentre il promotore di referendum farlocchi si scaglia direttamente contro gli animalisti, il presunto naturalista da campo offende l’intera categoria con il suo comportamento, ovvero con il suo porsi nelle vesti di esperto di animali. Un tempo, negli Anni Cinquanta e Sessanta, in televisione avevamo Angelo Lombardi, detto “l’amico degli animali”, ma ora che viviamo in tempi degenerati rispetto a quel periodo storico, dobbiamo accontentarci di un buffone che ne spara continuamente di grosse e che suscita sentimenti ambivalenti, a volte stimolando il riso, a volte la rabbia.
Quando vidi il suo primo video, in cui usciva dall’acqua con un cigno fra le braccia, capii subito che sarebbe stato molto nocivo per l’immagine pubblica degli animalisti e infatti l’esempio a cui ho accennato prima lo possiamo leggere nella reazione di tale Maurizio Argilli, che riporto testualmente:
“Che scemo come tutti gli animalisti ambientalisti e anticaccia coglione non conosci un piccione da una tortora sicuramente a te ti ha partorito un somaro”.
Qui si vede, nonostante la frase sgrammaticata, come un’intera categoria di persone dotate di coscienza, che hanno fatto la scelta etica di schierarsi dalla parte degli animali oppressi, sia presa di mira. In effetti, anche il più stordito degli animalisti sa distinguere tra un piccione e una tortora, proprio come chiunque saprebbe distinguere un cane da un gatto. Noi che fin da bambini ci stiamo interessando di animali, studiandoli, osservandoli, a volte allevandoli, leggendo libri pertinenti e guardando molti documentari sulla natura, ci sentiamo offesi quando un personaggio come il sedicente Pippo Wild pubblica sceneggiate inguardabili come se fosse una specie di David Attemborough, o un Alberto Angela.
Chiunque ha diritto di divertirsi come può, ma se l’effetto è quello di portare nocumento agli animalisti, per altri versi sotto attacco da parte delle forze oscure che dominano il mondo, io mi sento in diritto di farlo notare e di manifestare tutto il mio biasimo nei suoi confronti. Più di così non posso fare. Biasimo per il finto divulgatore naturalistico e ancora maggiore biasimo per quelle stupide persone che lo scambiano per animalista. Peggio di così non potrebbe andare. Animali vittime sotto tutti gli aspetti, umiliati, offesi e diffamati.

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