Il Karma esiste

 


Il Karma esiste e io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Da quando quel finto animalista di Giancarlo De Salvo ha indetto una raccolta di firme referendaria, ho partecipato a molte feroci discussioni su Facebook con i cacciatori, che sul tema della caccia hanno i nervi scoperti. Lollobrigida e i suoi complici volevano far loro un piacere, ma le cose sono andate storte e la disapprovazione popolare verso gli sparatori per sport si è manifestata sui social come non era mai successo prima. Fino a pochi giorni fa, anch’io davo il mio contributo all’immane disputa rispondendo alle stupidaggini dei cacciatori e cercando di spiegare perché è immorale considerare gli animali come bersagli, ma soprattutto facendo notare che l’organizzatore del referendum lavorava per loro e quindi non aveva senso insultarlo.

 

 

Senonché, qualche sera fa, la mia compagna aveva preparato un’insalata mista con pomodori, fagioli, cetrioli e un po’ di tonno vegano. Dopo cena, mentre lei saggiamente andava a fare una passeggiata col cane, io mi distendevo a letto a “cazzeggiare” con il cellulare, rispondendo ai commenti dei cacciatori. Non amo il turpiloquio e sto sempre attento a non usarlo negli scritti e a voce, ma quella sera avevo bevuto troppo e non mi sentivo fisicamente e mentalmente a posto. Insomma, per farla breve, all’ennesima provocazione letta su Facebook, ho usato delle parole che non sono nel mio stile e a un cacciatore che, tanto per cambiare, aveva insultato gli animalisti, ho risposto addirittura con un “vaffanculo, stronzo”.

Nelle ore successive mi ero pentito di quel linguaggio volgare, non perché i destinatari non lo meritassero, ma perché abbassandomi al loro livello e servendomi di quelle parole mi sentivo...sporco, come si sente una donna dopo esser stata violentata, o in genere come quando una vittima viene abusata. Non ero più io. Avevo perso la mia identità, per fortuna solo temporaneamente. Insomma, non mi sentivo a posto con me stesso. Durante la notte non chiusi occhio, mi sentivo febbricitante, sudato e congestionato, poiché in effetti avevo fatto indigestione e la mattina dopo vomitai. La combinazione del senso di colpa, per aver trasceso con le parole, la posizione orizzontale imposta allo stomaco e il tonno vegano, indigesto per sua natura, benché fatto con i piselli, mi hanno debilitato in modo tale da farmi credere che il karma esiste, non solo quando ad essere colpiti sono degli sconosciuti - e lo veniamo a sapere quasi con una punta di piacere - ma anche quando ad essere colpiti siamo noi, per dei torti che abbiamo fatto ad altri.

In questo momento, su Facebook, ci sono senz’altro le velenose risposte dei cacciatori ai miei acri commenti, ma io mi rifiuto di andare a leggerli. Voglio darmi una regolata. Voglio disintossicarmi da una fonte di inquinamento mentale, da un veleno che intasa le arterie del cuore, in senso spirituale e, annebbiandomi il cervello, complice l’alcol, travisa le mia natura e mi rende irriconoscibile, se non altro a me stesso. Non intendo più discutere con i cacciatori, che sono automi senz’anima e senza speranza e anche il finto animalista De Salvo lo lascio perdere perché peggiore di tutti. L’algoritmo mi faceva trovare quasi solo argomenti e pagine venatorie, pensando che mi potessero interessare, ma io le ho tagliate fuori, le ho cancellate, tramite l’apposita opzione. Per legittima difesa. Il mondo è marcio, i cacciatori rappresentano la “summa iniuria” in fatto di cattiverie umane ai danni degli animali, e “contro la forza ragion non vale”.

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