La sconfitta dell’umanità

 


Guardate bene questa faccia! E’ la faccia di un uomo in procinto di suicidarsi. E’ arrivato al capolinea delle speranze e delle illusioni e ormai non trova più alcuna ragione per continuare a vivere. Se si deve vivere in queste condizioni, strisciando e lasciandosi umiliare da un potere ottuso e malvagio, è meglio farla finita. Abbiamo imparato fin da piccoli che esiste il gregge di pecore belanti, che si lasciano condurre al macello, e poi ci sono le pecore nere, che rifiutano le regole e le leggi, per imporre la propria volontà senza far del male a nessuno, ovvero alle altre pecore, quelle bianche che si uniformano, e senza usare violenza verso chicchessia, compreso il potere perfido e malvagio che opprime tutti quanti, pecore nere, bianche e di qualsiasi altro colore. Le maestre ci hanno ripetuto fino allo sfinimento che dovevamo pensare con la nostra testa, ma proprio quando qualcuno le prendeva in parola e cominciava ad opporsi alla narrazione ufficiale, allora cominciavano i guai. In ogni caso, sarebbe stata un’onta, per noi “diversi”, o devianti che dir si voglia, rientrare nel novero delle pecore bianche.

 

 

Essendomi reso conto dell’enorme ingiustizia che veniva, e viene tuttora, perpetrata ai danni degli animali, ho cominciato da ragazzo a liberarli, fino dove le mie forze lo permettevano. Da giovani non solo si è più incoscienti, ma si riesce a scavalcare cancelli e recinti con facilità e anche a maneggiare sostanze infiammabili. In quest’ultimo caso, è preferibile usare il gasolio anziché la benzina, perché il primo è più lento a prendere fuoco, e ti dà il tempo di allontanarti, mentre la seconda può esploderti in faccia e bruciacchiarti un po’.

Col passare degli anni, e incontrando persone che la pensavano come me, le azioni portate a termine erano migliori, di maggior successo, perché più mani aprono più gabbie e trasportano più animali, nel caso si trattasse di allevamenti di visoni, di fagiani o di stabulari con cavie. E fu così che, quando le cose andavano storte e finivamo nelle grinfie dei guardiani dell’ordine costituito, si finiva in tribunale, per rispondere delle accuse, per lo più di danneggiamento, che ci venivano mosse.

Cominciai la mia carriera di “ecoterrorista”, come ci chiamavano i giornalisti, nel 1982, ma solo quando iniziò l’era della digitalizzazione si poté avere un resoconto dei reati commessi, perché prima veniva tutto registrato su carta e le questure e i tribunali presumo trabocchino ancora di faldoni di fogli, foglietti e documenti giudiziari, sempre che il giudice non disponesse l’incenerimento dei medesimi.

Volevo vendere la mia vecchia auto e, recatomi presso un’agenzia automobilistica, insieme all’acquirente, per fare il passaggio di proprietà, sono venuto a sapere che era soggetta a fermo amministrativo, e quindi non la potevo vendere. Seguendo le istruzioni dell’impiegata, il giorno dopo sono andato presso l’agenzia delle entrate a pagare le due multe che m’impedivano di vendere l’auto, per un totale di 705 euro. Pagati i quali, l’auto risultava “pulita”. Ma le disgrazie non vengono mai sole e il funzionario dell’agenzia mi ha detto che se intendo comprare un’auto nuova essa viene sottoposta immediatamente a fermo amministrativo, perché sul mio conto risultano ancora 41mila euro di debito verso lo Stato. Peccato, perché avevo già dato una caparra al concessionario. E allora, vediamo quali sono le multe da me non pagate, che mi hanno portato ad avere un debito così alto nei confronti dell’amorevole Stato italiano, che vuole tanto bene ai propri cittadini.

Premetto che i 705 euro che ho pagato per far togliere alla vecchia auto il fermo amministrativo erano composti da 421 euro di multa, risalente al 2013, per un divieto di sosta dell’Ape Piaggio, che usavo all’epoca per fare i mercatini, e da 284 euro per un eccesso di velocità con l’auto, risalente al 2022.

Il resto del debito è composto di

- 1.143 euro di spese processuali non pagate nel 2004, presso il tribunale di Tolmezzo;

- 29.973 euro di spese processuali non pagate nel 2008, presso la corte d’appello di Trieste;

- 268 euro di spese processuali non pagate nel 2011, presso il tribunale di Tolmezzo;

- 6.138 euro di spese processuali non pagate nel 2016, presso la corte d’appello di Trieste;

- 215 euro non pagati sempre nel 2016 e sempre presso la corte d’appello di Trieste;

- 1.341 euro di multa per eccesso di velocità nel 2025, presso i vigili urbani di Latisana;

- 1.929 euro di multa per eccesso di velocità, sempre presso i vigili urbani di Latisana.

Tutti i reati, con relative multe, verificatisi prima dell’anno Duemila, non risultano per il motivo spiegato prima, cioè perché le pubbliche amministrazioni non erano ancora entrate nell’era digitale. Altre multe non dovrebbero esserci perché da tempo ho smesso di liberare animali e pagato tutti i debiti con la cosiddetta Giustizia, o almeno così credevo fino a qualche giorno fa.

Il “venenum in cauda”, oltre a non poter più circolare con un’auto, consiste nel fatto che lo Stato italiano, così amorevole verso i suoi cittadini, mi toglierà ogni mese un quinto della pensione fino all’estinzione dei 41mila euro di debito, il che, facendo un semplice calcolo, significa che ci metterà 18 anni. Siccome io sono in procinto di suicidarmi, mi piacerebbe dire che il mastodontico Stato italiano sarà sconfitto da una piccola pecora nera, se non fosse che esso è così perfido da aver stabilito che ad estinguere il debito devono essere gli eredi, ovvero mia figlia, con la quale fra l’altro non vado minimamente d’accordo.

Filosoficamente, sono sempre stato un anarchico individualista e ho sempre aborrito regole e imposizioni, soprattutto quelle che vengono dall’alto delle istituzioni, e trovarmi ad essere umiliato e oppresso in questo modo lo considero una sconfitta per l’umanità, non solo per me, che non conto niente, ma per tutti gli spiriti liberi che ancora resistono in questa sedicente democrazia, che in realtà è una criptodittatura. Vi ho raccontato ciò che può succedere alle “pecore nere”. Con il riconoscimento facciale, in stile cinese, sarà ancora peggio. E se volete rovinarvi la vita, andate a liberare gli animali.

Commenti

Post popolari in questo blog

La forma e il contenuto

La geometria sacra della Natura

Sono stanco di vivere