Lupi e lupetti
I lupi, in senso metaforico, sono tanti, ma i lupi travestiti da pecora sono molti di più. Farò alcuni esempi per spiegarvi come funzionano le cose. Se poi qualcosa dovesse sfuggirmi, “voi mi corrigerete”, come disse il Papa polacco. Parto dal Daspo, che un tempo si chiamava “Foglio di via”, inflitto a Simone Carabella. I musulmani ci stanno invadendo. Questo è assodato. In quanto ateo, cioè inviso al loro Dio Allah, io sono già potenzialmente decapitato, se solo dovessero raggiungere sempre più potere e comandare al posto dei burattini che abbiamo ora in parlamento. I miei cagnetti, in quanto animali impuri e rigettati dal loro Dio misericordioso, sono già potenzialmente annegati o presi a mitragliate. Simone Carabella compie un’azione di disturbo alle loro insulse preghiere e i giudici nostrani cosa fanno? Danno il foglio di via da Venezia all’italiano disturbatore, anziché provvedere ad allontanare dall’Italia i potenziali assassini maomettani.
Fin da bambini ci hanno fatto credere che le forze dell’ordine e i magistrati servano a proteggerci dai delinquenti e da altri pericoli che dovessero minacciare noi devoti cittadini. E ora scopriamo che ci siamo cresciuti una vipera in seno, che giudici e poliziotti sono contro di noi e fanno solo finta di proteggerci, essendosi schierati dalla parte del nemico, quell’orda sempre più in aumento di stranieri fanatici che non vede l’ora di sgozzarci per guadagnarsi il paradiso, con le loro fottutissime 72 vergini. Polizia e giudici, benché appartenenti alla nostra stessa razza, sono dunque lupi vestiti da pecora, pronti a sbranarci prima ancora che lo facciano i maomettani all’uopo preposti.
Altro esempio. Un lupetto vestito da pecora risponde al nome di Giancarlo De Salvo, piemontese, promotore, già da ben cinque anni, di proposte referendarie contro la caccia che lasciano il tempo che trovano, ovvero che non hanno alcuna possibilità, così come sono strutturate, di raggiungere in tre mesi le 500mila firme necessarie. Sono cinque anni che il riprovevole individuo propone tale raccolta di firme, ben sapendo di fare un buco nell’acqua. Probabilmente, gli è stato suggerito di fare così dagli avvocati delle associazioni venatorie, che così umiliano i veri animalisti, prendendo in giro gli stessi cacciatori iscritti a tali associazioni. Costui, che per pagarsi i numerosissimi inserti pubblicitari su Facebook, con i quali invita ad andare a firmare, lamentandosi della mancata adesione delle grandi associazioni animaliste, deve aver intascato molto denaro sottobanco da parte dei cacciatori, oltre alle gratifiche personali. Egli è, a tutti gli effetti, un lupo vestito da pecora, nel momento in cui si spaccia per animalista, mentre in realtà fa il gioco dei cacciatori.
Ultimo esempio. Però invertito. Subdolo e di difficile riconoscimento. Non si tratta di lupi vestiti da pecora, ma di lupi vestiti da lupi. Sto parlando di quel presunto gruppo terroristico chiamato Hamas, che è il fiore all’occhiello del Mossad, la sua creatura meglio riuscita, la più ingannevole, agli occhi dei boccaloni a cui piace farsi ingannare. Hamas non si mostra buono come il finto animalista piemontese, ma si mostra per quello che è: un gruppo di miliziani spietati che hanno ricevuto l’ordine dagli israeliani di ammazzare quanti più israeliani possibile. E’ cinico, ma le cose secondo me funzionano proprio così. Quando si gioca una partita ad alti livelli, ed in gioco ci sono le terre dei palestinesi da espropriare, la vita di qualche israeliano può anche essere sacrificata, in base al principio che “il fine giustifica i mezzi”. Lupi finti sono i giudici e la polizia, insieme al finto animalista monomaniaco, oltre ai musulmani che, come “cellule dormienti”, aspettano solo l’ordine di entrare in azione e di sgozzarci; lupi veri sono i miliziani di Hamas e l’esercito sionista di Netanyahu. In mezzo ci sono le pecore vere, siano esse a due o a quattro gambe, impallinate dai lupi veri e turlupinate dai lupi finti.

Commenti
Posta un commento