Attenti a quei due!

 

 

Ma vi rendete conto? Migliaia di cacciatori danno per certo che Giancarlo De Salvo sia rappresentativo dell’intera categoria degli animalisti. Lui, e la sua complice Michela La Passionaria, da tre mesi infestano i social con i loro inviti a firmare un referendum farlocco e sembra che non sia neanche il primo anno che lo fanno. Io, da tre mesi, metto in guardia che si tratta di due truffatori che mirano a guadagnare sulla pelle degli animali, carpendo la fiducia degli animalisti veri. Come reato, sul piano giuridico, si tratta di “falso ideologico”, ma probabilmente non è così grave come sembra, altrimenti qualcuno li avrebbe denunciati e portati davanti a un giudice. Non trattandosi di un reato di sangue, può darsi che il “falso ideologico” sia stato anche depenalizzato. Almeno le “grandi associazioni”, oltre a mandargli lettere di diffida tramite avvocati, potrebbero denunciarli e farli tacere, visto che da tre mesi quei due non fanno altro che infangare LAV, OIPA, ENPA e altre, mentre loro si presentano come Davide contro Golia, dicendo di essere una piccola associazione. Ma se sono in due! Tuttavia, anche accusando le grandi associazioni di mirare ai soldi e di non preoccuparsi degli animali, non mancano essi stessi di chiedere un obolo per le...ingenti spese che hanno sostenuto per la campagna referendaria. 

 

 

A forza di ripetere che le associazioni animaliste pensano ad arricchirsi e tralasciano i loro doveri statutari, i cacciatori ci hanno creduto e infatti in questa vignetta si vedono tre animalisti, di cui uno con la Kefiah, per indicare il credo politico, che piangono pur essendo strapieni di mazzette di denaro. Mi viene in mente il detto napoletano: “Chiagni e fotti”. E allora, se vogliamo parlare di raccolte di denaro, ci dicano, i due petulanti soggetti, se risponde al vero che nel 2023, sull’onda emotiva dell’uccisione dell’orsa Amarena, fecero circolare sul web una richiesta di denaro volta, a loro dire, a comprare alberi da frutto da piantare in Abruzzo, per gli orsi marsicani, usando addirittura il logo del Parco Nazionale. La notizia viene da una funzionaria del Parco. Nessun albero è stato piantato, ovviamente, ma sarebbe interessante sapere quanto denaro hanno raccolto dalle donazioni di persone che si sono fidate.

Ci dicano inoltre, i due impostori, perché hanno scavalcato e si sono sovrapposti a una raccolta di firme referendaria promossa dal CADAPA (Comitato Antispecista Difesa Animali e Protezione Ambiente) scalzandoli dalle piattaforme social. Qui la fonte è una utente di Facebook di cui, per motivi di privacy, metto solo le iniziali: M.P. Saranno anche una “piccola associazione” (sono in due!), ma sono bravi a sgomitare come quelle grandi, ammesso che queste ultime lo facciano. Alla fine, cos’hanno ottenuto i due bellimbusti? Che l’odio verso gli animalisti, da parte dei cacciatori, è aumentato enormemente. Non che la cosa ci tolga il sonno, ma tutto è scaturito dalle loro sterili menzogne e, se si poteva evitare, secondo me era meglio. Quanto hanno guadagnato gli animali selvatici da tutta questa operazione? E quanto denaro hanno guadagnato quei due truffatori?

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