Eros e thanatos fra le tipule


 

Stavo innaffiando i radicchi in serra, quando la mia attenzione è stata catturata da un lieve movimento. Alzo gli occhi: era un “ménage à trois”, con esito letale. Due tipule stavano scambiandosi i geni, ma una delle due era stata presa nella pania di un ragno e cercava di divincolarsi. Solo che il ragnetto le ha prestamente iniettato il suo veleno, tralasciando l’altro individuo che aveva tutte le zampe libere. Evidentemente, il ragno non voleva sprecare troppo veleno o forse sapeva che quello non invischiato nella sua ragnatela non si sarebbe staccato dall’amplesso. Fatto sta che, dopo alcuni minuti (nel frattempo ero andato avanti ad innaffiare i radicchi), la tipula che era stata morsicata dal ragno aveva smesso di muoversi, mentre l’altra continuava ad agitarsi. Il ragno andava su e giù, quasi come se non sapesse bene cosa fare. Non essendoci dimorfismo sessuale, non so se era stata morsicata la femmina o il maschio, ma questa situazione mi ha fatto venire in mente i gemelli siamesi, nel momento in cui uno dei due moriva, con il fratello che si ritrovava attaccato a un corpo morto, sapendo che in breve tempo sarebbe morto anche lui. Questa triste storia si riferisce ai gemelli siamesi più famosi della storia, morti nel 1874, ma penso che situazioni analoghe si verifichino anche in altri soggetti. A meno che lo sviluppo della medicina non abbia nel frattempo trovato il modo di salvare il gemello ancora vivo. Dipende dagli organi che hanno in comune. Nel caso delle tipule, nessun chirurgo potrebbe mai separare quella viva da quella morta e il ragno ringrazia, per questo, così potrà rimpinzarsi come si deve.

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