Quando la mandria si riusnisce

 

 

L’uomo è un animale sociale. Spesso si riunisce in grandi mandrie. Di solito ha un motivo per farlo: eccitare i propri sensi. Va ai concerti, allo stadio e alle corride. In tutti e tre i casi, c’è qualcosa di interessante da vedere. Nel primo caso, il concerto, per le persone di una certa cultura ed educazione, è una musica che allieta l’anima e la gente rimane ferma al suo posto e si bea delle intime sensazioni che prova, ma talvolta può essere violenta, come con la musica rock, e allora il pubblico si comporta in modo scomposto, rimanendo per lo più in piedi, lasciandosi catturare dal ritmo e ballando o agitandosi in altri modi.

 

 

Nel secondo caso, lo stadio, per l’uomo medio scarsamente acculturato è il movimento, nonché una specie di guerra simulata e sublimata tra due piccoli eserciti appiedati, che lo attrae. Infatti, le partite di pallone stimolano l’istinto della caccia tipico del predatore, che rimane affascinato dal movimento, cioè dalla preda che scappa e che invoglia a correrle dietro, mentre nella realtà si assiste all’indecoroso spettacolo di 22 miliardari in mutande che corrono dietro a una palla.

Alla corrida, come nell’antica Roma al Colosseo, viene mostrata la morte in tutta la sua crudezza, di uomini e, soprattutto, di animali. Più eccitante di così! Quando la morte non viene esibita in un recinto prestabilito, dietro il pagamento di un biglietto, gli uomini che sentono fortemente e patologicamente l’esigenza di vederla, si organizzano per conto loro e vanno a cercarla e a distribuirla essi stessi nei boschi e nelle campagne. Gli inglesi la chiamano “game”, gioco, anche se per le vittime non lo è, in quanto questione di vita e di morte. Appunto. In questo caso, c’è un solo vincitore e c’è qualcosa di vigliacco in tutto questo! Di molto sleale.

Fatta questa premessa, va detto che l’animale sociale per eccellenza, come i sei personaggi in cerca d’autore, di pirandelliana memoria, a volte si riunisce anche quando non c’è niente da vedere. Alla ricerca di qualcosa senza sapere cosa. Com’è successo il 3 ottobre a Udine, con il cosiddetto “gay pride”. Alcuni giornali parlavano di duemila presenze, altri addirittura di settemila. Cosa erano andati a vedere? Niente! Si sono riuniti e basta, solo per il piacere di stare insieme fra simili. Alcuni avevano segni distintivi sul corpo, ma senza le esagerazioni nudiste che siamo abituati a vedere in tali occasioni. E’ un antico fenomeno associato alla trasgressione, tipica del periodo carnascialesco. E infatti, giudicando i “gay pride”, molti li definiscono delle pagliacciate.

Anche in Francia, ma molto più disordinatamente e violentemente, ci sono stati dei momenti ludici di assembramento, specie da parte di giovani di seconda o terza generazione, benché non propriamente caucasici. Il pretesto era il “caro vita” o le aule scolastiche fatiscenti, la mancanza di insegnanti e altre quisquilie del genere. Lo scopo era invece di stare insieme e spaccare tutto. E ci sono riusciti, anzi, ci stanno riuscendo perché è una di quelle feste che non durano un solo giorno. Una vera orgia di distruzione e danneggiamenti, oltre al disturbo della quiete pubblica. In simili frangenti, la cosiddetta gente normale se ne sta chiusa in casa per paura di essere aggredita.

Perché tutto questo? Perché si svolgono i “gay pride”, che destabilizzano la società silenziosamente, mentre i disordini in Francia lo fanno rumorosamente? Per assecondare il principio massonico dell’ordine dal caos. Il potere occulto ha affidato alla Sinistra il compito della distruzione (Shiva) e alla Destra quello della ricostruzione e della conservazione (Visnù). Senza la prima non ci può essere la seconda. Questo, secondo i loro piani, la loro logica, ma di solito avviene che ci si ferma al primo stadio, la gente si lecca le ferite e quello che succede dopo è ancora peggio, perché a volte vi si instaura la dittatura. Quello vogliono i massoni: il potere sulla gente, lo hanno sempre voluto nel corso della loro storia e non hanno perso il vizio. La Francia, poi, è il posto deputato alle rivoluzioni. Hanno un passato storico di un certo rilievo, se si pensa che la monarchia francese ha prima finanziato la rivoluzione americana e poi è stata travolta dallo stesso spirito rivoluzionario ed è stata spazzata via. “La rivoluzione divora i suoi figli”. Vedi alla voce Robespierre. E tralascio le epurazioni staliniste.

Se l’Italia è un laboratorio sociale, la Francia lo è altrettanto, nell’ambito dei cambiamenti di regime, ma il potere che sta dietro è sempre lo stesso, poiché si serve dalla Sinistra per fare il primo passo e della Destra per fare quello successivo. Ad essere travolti è sempre la gente comune. Si capisce quindi perché la Massoneria è stata messa all’indice dalla Chiesa, in quanto espressione di un potere demoniaco, ma poi si è assimilata alla Chiesa stessa diventandone culo e camicia.

Il mio consiglio è: state alla larga dalle presunte rivoluzioni, dagli assembramenti privi di scopo, dai cortei e dalle manifestazioni oceaniche, nonché dagli osceni “gay pride”. Ma questo non c’era bisogno che ve lo dicessi io, perché ci eravate arrivati da soli.

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