Un subdolo metodo poliziesco

 


A Genova, nel luglio del 2001, io c’ero! Camminando per le strade della città, dopo gli scontri con la polizia, con conseguente devastazione di negozi, uffici e macchine parcheggiate, mi sono saltate agli occhi alcune anomalie. Per esempio, in una piazzetta sotto alberi ombrosi c’erano dei tavolini ribaltati e molti fogli e riviste sparsi per terra. Alcuni ragazzi stazionavano esterrefatti senza sapere che fare. Chiesto loro cosa era successo, mi risposero che erano appena passati i Black Bloc. Per la prima volta sentii quella parola. Erano i banchetti informativi del WWF e della Lipu. E allora, mi venne spontaneo chiedermi: “Com’è possibile? Un corteo di pacifisti, antimilitaristi ed ecologisti che se la prende con ambientalisti riconosciuti e apprezzati?” Qualcosa non mi tornava. Ma non era ancora finita, con le anomalie.

 

 

Più avanti, in un’altra parte della città, un negozio di acquariologia e di cibo per animali da compagnia era stato sfondato e molti oggetti erano stati rubati. Per fortuna, nessun acquario era stato toccato. La cosa che a me parve assurda è che sul muro vicino all’ingresso del negozio c’era uno slogan a me caro, firmato Animal Liberation Front. Cioè, lo dico per i non esperti, uno o più ragazzi inglesi, sempre che non si sia trattato di italiani, con simpatie per la liberazione degli animali, era entrato in un negozio per acquariofili, in nome della causa più nobile che secondo me esista, la liberazione delle vittime storiche dell’uomo.

Questo fatto, questa constatazione, mi destabilizzò oltremodo, perché anch’io avevo fatto danni, sia prima che dopo il 2001, ma con gli obiettivi giusti: gli sfruttatori di animali, nonché i loro aguzzini. La passione per i pesci d’acquario può essere considerata una forma di schiavitù ai danni degli animali? In parte sì, se si pensa che i pesci esotici vengono prelevati in natura e finiscono nel commercio internazionale di fauna selvatica, sulla base del principio economico che è la domanda a creare l’offerta. Poi passeranno tutta la loro esistenza in uno spazio ristretto. La stessa cosa vale per rettili e anfibi collezionati dai terraristi. Dov’è la linea di confine tra amore per la natura e terraristica e acquariologia? Un pesce rosso in una vasca è da liberare? C’è maltrattamento?

Riguardo al metodo dei Black Bloc, ancora oggi, dopo i recenti fatti di Milano, Torino e Bologna, ci sono persone che non riescono ad accettare l’idea che nei cortei ci siano dei poliziotti infiltrati, incaricati di fomentare i disordini e scatenare il caos insieme ai Maranza e agli studenti. Si tratta di persone che assolvono sempre e comunque la polizia da qualunque intemperanza, addossando la colpa totalmente alla parte avversa. Probabilmente sono le stesse persone che pensano che le Torri Gemelle siano state buttate giù da 19 beduini inesperti. Quando fai loro notare che è un metodo assodato, forse messo a punto proprio a Genova, si arrabbiano. Servirsi di finti manifestanti, cioè di poliziotti o di balordi stranieri di area anarcoide, è il modo migliore per poter manganellare i manifestanti veri e pacifici. Proprio come Netanyahu si serve di Hamas per compiere il genocidio dei palestinesi. Con tali persone, che dicono: “Sempre dalla parte delle forze dell’ordine”, è inutile discutere perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Commenti

Post popolari in questo blog

La geometria sacra della Natura

Il coltello di ossidiana

Eppur si muove