Uno strano incidente

 


Per tutta l’estate Giancarlo De Salvo non ha fatto altro che diffamare le “grandi associazioni animaliste”, parlando di “guru dell’animalismo” e usando la ridicola parola “fuffaguru”, come se gli animalisti fossero una setta equiparabile ai testimoni di Geova o agli Hare Krisna. In realtà, non esiste alcun guru, ma ci sono presidenti di associazioni che svolgono un ruolo statutario. Oppure, ci sono cani sciolti come il sottoscritto, che è sempre stato refrattario alle tessere e ai tesseramenti, se escludiamo il WWF a cui mi iscrissi quando avevo 13 anni, cioè secoli fa. Il modo di parlare di quell’ambiguo personaggio è tipico dei cacciatori, e infatti ha fatto il loro gioco, promuovendo un referendum tecnicamente impossibilitato a raggiungere le 500mila firme, dando la possibilità ai cacciatori di cantare vittoria e di denigrarci. Francamente, di insulti e di odio nei nostri confronti non ne sentivamo il bisogno, poiché se ha qualche validità la teoria delle eggregore, le forme pensiero di odio rivolte a noi non ci fanno bene, sul piano spirituale e, se fossero vere le ipotesi esoteriche riguardanti la loro forza, gli eventi negativi ci accadrebbero anche senza che i cacciatori ne avessero consapevolezza.

 

 

La realtà però ci presenta eventi inaspettati. Nessuno si aspettava che il TAR della Sicilia sospendesse il calendario venatorio a stagione di caccia già iniziata. Ho letto già commenti di cacciatori che esprimono solidarietà ai loro colleghi siciliani. Di modo che, mentre noi esprimiamo cordoglio per le vittime animali, loro, gli aguzzini “sportivi”, esprimono dispiacere per quei colleghi a cui è stato tolto di mano il giocattolo preferito. Se, per ipotesi, si arrivasse ad indire un vero referendum nazionale, ho la sensazione che ci sarebbe una grossa sorpresa, per i seguaci di Diana, e allora si sentirebbero le loro geremiadi, la loro disperazione, rivolti a se stessi, non solo ai cacciatori di una regione. Ma lo strumento referendario è una cosa seria e non si può lasciare in mano ai dilettanti pasticcioni, per essere gentili, a meno che non siano quinte colonne che agiscono in nome e per conto dei cacciatori, come lupi vestiti da pecore. In tal caso, si tratterebbe di una macchinazione machiavellica partorita da menti assassine.

Il motivo per il quale il TAR della Sicilia ha sospeso il calendario venatorio è perché gli ultimi piani faunistici, che comprendono i censimenti delle specie animali, risalgono al 2013 e per legge devono essere aggiornati ogni cinque anni. Le Province, che sono incaricate di gestire l’attività venatoria, sono quindi in ritardo di tredici anni, il che ci mostra quanta poca voglia di lavorare abbiano i funzionari statali. Per loro, se devo dar credito a Checco Zalone e al mito del “posto fisso”, è importante prendere uno stipendio ogni mese, mentre le incombenze legislative possono aspettare. I cacciatori siciliani devono quindi ringraziare i burocrati della loro regione, parassiti com’è tipico nel comportamento dell’italica indole e come fanno, più in grande, anche i parlamentari che siedono a Roma. Abbiamo poco da esultare, noi animalisti, anche se molti animali selvatici in Sicilia avranno la vita risparmiata da questo...”incidente”.

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