Con alleati così, chi ha bisogno di nemici?

 

 

Questo signore si chiama Giancarlo De Salvo e mi cancella i commenti. Ha rifiutato la mia richiesta di amicizia su Facebook e io comincio ad avere qualche sospetto su di lui. Non è la prima volta che indice una raccolta di firme referendarie, avendo cominciato una prima volta, se non sbaglio, nel 2021, ma mai ha avuto l’adesione delle grandi associazioni animaliste e quando dico grandi associazioni animaliste penso alla LAV di Felicetti e ad Animalisti Italiani di Caporale. Ora penso che se non gli hanno mai dato quello che sembrerebbe un doveroso appoggio, visto che si tratta di chiedere un referendum sulla caccia, ci sarà una ragione. Inizialmente, quando pochi giorni fa ho saputo della sua iniziativa, ero favorevole e sono andato in Comune per firmare la richiesta di referendum, per scoprire che i moduli non c’erano. Su questo vertevano le mie richieste di chiarimento, rivolte al soggetto in questione, ovvero sul perché i moduli non fossero stati inviati ai Comuni. Invece di rispondere sinceramente che ha scelto di privilegiare i giovani anziché gli anziani, che non hanno dimestichezza con internet, il De Salvo mi cancellava i commenti. Comodo, vero?

 

 

Un’altra mia domanda che è rimasta senza risposta – e ricordiamoci che chiedere è lecito, rispondere è cortesia – era sul perché le due associazioni citate non avessero aderito all’iniziativa. Sul momento, visto che l’interessato non si esprimeva, ho pensato che se non possono prendersi il merito, le grandi associazioni non si muovono, poiché non hanno la certezza di un tornaconto, e qui siamo in presenza di un illustre sconosciuto che parte, per la terza o quarta volta, con una raccolta di firme referendarie. Si dice, in modo più familiare, rimanere alla finestra a guardare. E’ quello che le associazioni – pensavo – stessero facendo con l’iniziativa di Giancarlo De Salvo.

L’atteggiamento è noto e lo abbiamo visto anche in molti film di spionaggio: vengono formate delle squadre fantasma, con uno scopo preciso e poco lecito, il cosiddetto lavoro sporco e, se hanno successo, il merito va alle agenzie governative, ma se falliscono il governo rimane intatto nella sua reputazione e gli agenti muoiono nell’operazione ma, se non dovessero morire, ci penserebbero coloro che li hanno ingaggiati a farli fuori, in quanto scomodi testimoni.

Ma visto il comportamento elusivo, per non dire antipatico e maleducato del protagonista, mi vedo costretto ad avanzare altre ipotesi.

La prima: Giancarlo De Salvo è un agente del mondo venatorio, sotto mentite spoglie, ovvero un’emanazione delle industrie armiere (Beretta, Benelli, Franchi, Fiocchi), che riescono a trarre vantaggio dalla presenza di un finto oppositore, uno specchietto per le allodole, proprio come il governo israeliano che si serve di Hamas per attuare le proprie politiche genocidarie.

La seconda: Giancarlo De Salvo è un agente della transizione digitale, che io personalmente vivo come una disumanizzazione proprio perché noi “boomer” non siamo tutti esperti nel navigare in internet. Come il governo, che odia il popolo, ma in special modo gli anziani, ha inventato lo SPID per metterli in difficoltà, così De Salvo si fa promotore di una raccolta di firme a cui solo i giovani, che si presume siano esperti di internet, possono firmare. Gli altri, i vecchietti come il sottoscritto, restano esclusi.

Io scarterei l’ipotesi di una collusione con il mondo venatorio e mi limiterei, applicando il “Rasoio di Occam”, a dire che il soggetto è ben visto dagli enti governativi, in particolare dal ministero degli interni, perché agisce con le nuove metodiche digitali, tralasciando il cartaceo. Se è vera questa mia ipotesi, non posso che esprimere biasimo per tale soggetto, dovendo purtroppo riconoscere che molti cacciatori, di cui in questi giorni ho letto i commenti, hanno ragione a prenderlo in giro, mentre affermano che firmare per i referendum è tempo perso. L’oste dice sempre che il suo vino è buono e non c’è da stupirsi se, all’inverso, i cacciatori dicono che la raccolta di firme è tempo sprecato, ma sono sicuro che il primo ottobre, cioè il giorno dopo la fine della raccolta di firme, quando si vedrà che non sono arrivate a 500mila, il signor De Salvo potrà dare la colpa a Felicetti e Caporale. Della serie: “la colpa è sempre degli altri!”.

Morale della favola, come ho già scritto nel mio articolo precedente, il movimento animalista in questo caso sta dimostrando di essere una ridicola Armata Brancaleone e il protagonista negativo di questa brutta storia sembra miri solo alla gloria, fittizia ed evanescente, che non ad ottenere risultati concreti. Poveri animali! “Con alleati così, chi ha bisogno di nemici?”, si leggeva nel sottotitolo del film “Spie come noi”.

Commenti

Post popolari in questo blog

La geometria sacra della Natura

Il coltello di ossidiana

Eppur si muove